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Se questo è un Cylon: dilemmi esistenziali della quarta stagione di Battlestar Galactica

Battlestar Galactica
Battlestar Galactica

Battlestar Galactica è una Serie Tv che cattura, fa riflettere ed emoziona profondamente perché dietro al dramma che tratta, pone domande fondamentali allo spettatore, lo mette nella posizione di immedesimarsi nei personaggi e di cercar di capire cosa farebbe e cosa dovrebbe fare per non lasciare che la propria società si allontani da quelli che sono i bisogni, i diritti ed i doveri Umani.

Ma cominciamo dall’inizio, beh non proprio raccontando tutto, ma riassumendo: Battlestar Galactica inizia con la ribellione dei Cylon, intelligenze artificiali rivoltatisi contro i loro creatori, a cui è seguirà una guerra, a cui succede un periodo di pace, seguito poi dall’attacco da parte delle macchine ai pianeti abitati dall’umanità per mezzo di vari olocausti nucleari.

Gli umani vengono sradicati e costretti a fuggire in una flotta di astronavi, guidate dalla Battlestar Galactica, una nave piuttosto vecchia (ha combattuto nella precedente guerra e viene considerata un pezzo da museo), comandata dal “Old Man”, William Adama (o Adamo nella versione italiana), il quale è padre simbolico, e non solo, di questa grande famiglia. Lui cerca di dare speranza alla flotta offrendole l’idea di un nuovo inizio in pace tramite la ricerca della leggendaria Terra, pianeta d’origine del genere umano.

Battlestar Galactica

Le 40.000 persone della flotta sono ciò che si pensa sia rimasto dell’umanità, ma nel corso delle stagioni incontriamo Sam e i ribelli su Caprica (guerriglia urbana tramite tecniche di sabotaggio del nemico dove i civili cercano di fare la loro parte) e l’equipaggio dell’Ammiraglio Cain, una donna che per la sopravvivenza ha dovuto rinunciare a gran parte della sua umanità e ha lasciato che il suo equipaggio facesse lo stesso, contrattaccando e deumanizzando il nemico (perché sono macchine, ma probabilmente lo avrebbe fatto con qualsiasi opponente anche della sua stessa specie).

In Battlestar Galactica, l’umanità, e ciò che viene definito Essere Umano, viene messo più volte alla prova.

Inizialmente la definizione, o meglio la divisione, tra chi è umano e chi no, viene disgregata in maniera velata, prima scoprendo che i Cylon non sono più solo grossi macchinari metallici da combattimento, o astronavi (che dai loro simili vengono visti come creature viventi e paragonati ad animali), ma anche fisiologicamente umani e capaci di emozioni. Successivamente questo accade in maniera progressivamente più aggressiva verso le nostre credenze di base.

Scopriamo che i Cylon, questi modelli umani, sono più o meno consapevolmente infiltrati nella flotta, che sono in varie copie e che possono resuscitare. Scopriamo però che alcuni, a contatto con gli umani, sviluppano dubbi e sentimenti che si attribuirebbero esclusivamente all’altra specie, alcuni addirittura si distaccano da quello che pensano i loro fratelli e sorelle identici, provando che le condizioni ambientali e relazionali influiscono sull’identità e sul senso d’appartenenza.

battlestar galactica

Scopriamo (sappiamo) che gli umani, sotto l’occupazione dei Cylon e non solo, sono capaci di essere violenti, non esclusivamente verso il nemico inumano, ma anche verso sé stessi, perché in qualche maniera diversi, per ideali o per il modo in cui tentano di proteggere i loro simili.

Veniamo poi a conoscenza dei requisiti a cui i Cylon sono legati per poter resuscitare, e, togliendoglieli parzialmente, vengono costretti alla mortalità, successivamente accettata, rendendo gli umani ulteriormente simili al loro nemico.

Veniamo sconvolti nell’apprendere che coloro che sono venerati tra i Cylon come innominabili e misteriosi membri della loro specie, quattro degli Ultimi Cinque, sono coloro che meno ci aspettavamo, sono tra i più fedeli, leali, utili, importanti esseri umani nella flotta, e non lo sapevano nemmeno loro.

Durante la prima parte della quarta stagione ci scervelliamo per capire chi è l’ultimo dei Cinque, che sarà Ellen, la moglie uccisa da Tigh (anche lui uno dei Cinque) per aver collaborato con il nemico Cylon, e averci anche dormito insieme (anche se è tecnicamente la loro.. madre?.. aggiungo io) criticando poi Tigh che nel frattempo ha messo incinta Caprica, una delle loro creazioni. La sua coscienza viene poi scaricata in un nuovo corpo nella nave di Cavil, ma questo chiaramente non c’è dato saperlo, anche se era già resuscitata precedentemente, o se vogliamo crederla sopravvissuta, ma senza ricordi di questo. E dire che Gaius per poco non l’ha testata con il rilevatore di Cylon all’inizio.

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Tutto ciò si scopre quando trovano la Terra, la tredicesima delle colonie, la tribù perduta. Qui i quattro Ultimi Cinque della flotta hanno visioni del loro passato e scoprono di Ellen, ma il punto è che iniziano a ricordare che la tribù era di loro simili, Cylon.

“All of this has happened before and will happen again”

La Terra però è stata spazzata via da un olocausto nucleare, probabilmente per opera degli antichi umani, perciò il miraggio della Battlestar Galactica si infrange, lasciando spazio solo alla desolazione, il cui apice si manifesta nel suicidio di Dualla (moglie di Lee).

Ulteriore twist nel pianeta Terra è dato dal ritrovamento del cadavere di Kara Thrace, da parte di Kara Thrace. Cosa?! E qui si apre tutto un nuovo settore del racconto, il lato spirituale della storia di Battlestar Galactica.

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Dalle prime Serie siamo stati abituati a credere che gli dei antichi sarebbero stati quelli che avrebbero dovuto guidare l’umanità alla salvezza, tramite la presidente Roslin, leader morente alla guida di una cerca tra templi, frecce e mappe, come una sorta di Noé che conduce l’umanità verso la Terra promessa. Più avanti la situazione cambia ed il suo acerrimo rivale Gaius Baltar, da scienziato egoista divenuto presidente, successivamente incarcerato e scagionato, diviene profeta a causa di una serie di eventi, e tendenzialmente spinto dalla misteriosa Numero Sei di cui ha le visioni.

Dopo tutta l’insofferenza, Laura rinuncerà a perseguirlo e lui diviene messaggero de “l’unico vero Dio”, lo stesso in cui credono i Cylon. Hanno anch’essi un particolare e complesso sistema di credenze, sono monoteisti e possono reincarnarsi (sembra una sorta di induismo). Questo poteva essere un indizio che poteva dirci che Battlestar Galactica è ambientata nel passato, nonostante la sentiamo ancora così anacronistica, poiché tocca tematiche con cui ancora abbiamo problemi anche 150.000 anni dopo.

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Il Dio Cylon, o un dio, o il destino, o qualcosa di spirituale, agisce con sempre più misteriosa presenza nel corso di questa ultima stagione, dalla guida verso la vecchia Terra, alla resurrezione di Kara Thrace, fino alla canzone nelle loro teste e la stessa come linguaggio criptato contenente le coordinate della nuova Terra (la nostra Terra), e poi si scoprirà che le entità che Caprica e Gaius vedono, sono nient’altro che suoi emissari.

“Life has a melody, Gaius. A rhythm of notes which become your existence once played in harmony with God’s plan.” Number Six

Kara, come dicevamo, è anch’essa legata all’entità, e infatti, tristemente, una volta compiuta la sua missione, svanisce. Il suo destino di angelo della morte che lei ha combattuto per così tanto tempo, lo stesso fato che le aveva predetto Leoben, è giunto al capolinea, portando l’umanità alla sua fine, ma non nella maniera terribile che si pensava.

Battlestar Galactica

Risulta comunque impressionante che la tormentata e bellissima creazione di Battlestar Galactica fosse già concepita dai creatori sin dall’inizio.

Il risvolto spirituale del finale è divenuto solo uno degli elementi di questa narrativa, molto più vasta di quello che avremmo creduto, che arriva a coinvolgerci in inquietanti esplorazioni, non solo della natura umana, ma anche della società dell’ultimo secolo.

Se durante le prime stagioni i Cylon ricordano di più il nemico in stile anni 80, come la Serie originale o anche i tipici film fantascientifici del tempo, in cui veniva messa in discussione la nozione che l’umanità sia realmente in controllo delle sue stesse creazioni (War Games o Terminator per fare alcuni esempi) successivamente prendono tratti più da film in cui i personaggi sono segretamente cyborg umanoidi (come Ash di Alien, che però è del 70) o anche gli androidi di Blade Runner, nel quale le macchine cercano di accedere alla Terra spacciandosi per umani. Le potenziali e inaspettate spie nei ranghi alleati sono una nota che ricorda invece i tipici film degli anni che canalizzavano le ansie della Guerra Fredda, ma non solo. 

In realtà, questo Battlestar Galactica, già dalla seconda stagione, ma soprattutto durante la terza, denota una critica molto più rivolta al mondo post 11 settembre, simbologicamente rappresentato con gli attentati da dentro la flotta, la guerra urbana su Caprica e l’occupazione resistenza su Nuova Caprica, a criticare gli avvenimenti in Iraq. Battlestar Galattica in sostanza decide di dare un quadro completo delle ansie contemporanee riguardanti il terrorismo e la guerra oltre alla capacità di far violenza e traumi al fine di disgregare società ed individui, insieme alla suddetta esplorazione dei limiti di ciò che è definibile umano.

Battlestar Galactica mostra tutti i tipi di conflitto, armato o meno (ma sopratutto armato), sia tra Cylon e umani, sia all’interno delle due fazioni. Attraverso il riconoscimento del nemico, quello che sarebbe l’Altro, come creatura NON in grado di “essere umano” le vendette, le torture da una parte e dall’altra, la guerra e le rappresaglie, il prendere di mira quelli che vengono arbitrariamente ritenuti traditori, il sacrificio di innocenti per colpevolizzare l’altro, divengono giustificabili. La perdita dei diritti fondamentali che la specie si è data, di fronte alla possibile estinzione, diviene non solo accettata, ma talvolta richiesta. Senza, vengono a mancare riguardi morali ed etici, questi atti sono tendenzialmente disumani, e allora cosa ti distingue dall’Altro che tanto disprezzi?

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Invece, attraverso il riconoscimento dell’altro come simile a noi, si può vedere la sofferenza che entrambe le parti causano, si può vedere che si può scegliere di praticare la non violenza, di accettarsi o addirittura di amarsi, o anche di avere una Hera.. magari?

Ed è per questo che la bambina è la simbolica chiave del futuro di entrambe le specie. Hera lega i destini dei due opponenti, dei Cylon perché finalmente riescono a riprodursi, degli umani perché gli dà speranza in una possibile pace.

Hera, la mezzosangue, è il simbolo che l’integrazione non solo è possibile, ma è già in atto, perché lei è l’origine e identificata poi nella “Mitochondrial Eve”.

Cavil però cercherà di portarla via all’umanità, per sperimentare, scoprire cos’ha di tanto speciale da essere messa al centro delle profezie. Allora un’altra particolarità accade. Nella missione di salvataggio, per riprendere la bambina, i Cylon che si erano ribellati durante la guerra civile (che ha letteralmente spezzato in due la popolazione, dividendoli dai loro fratelli e sorelle), si uniscono agli umani combattendo fianco a fianco, persino insieme ai centurioni, a cui è stato dato il libero arbitrio. Finalmente si instaura un legame di fiducia, che gli permetterà di vivere insieme nella nuova Terra, mescolandosi e rendendo l’umanità parzialmente Cylon.

Ma tutto questo è un ciclo e “all of this has happened before and will happen again”… forse.. a meno che non impariamo a rompere questa spirale di violenza, ad accettarci, a perdonarci, a trovare un’altra via; altrimenti ci distruggeremo a vicenda.

È questo lo splendido invito di Battlestar Galactica.

Battlestar Galactica

Se ora vi ho fatto tornare la voglia di Battlestar Galactica, magari gradite controllare se vi siete persi qualche pezzettino in giro? Magari una delle tre mini webserie (The Resistance, Razor Flashbacks e The Face of the Enemy in cui si scopre di più su Felix e l’anno perduto a New Caprica)? Uno dei due film per la televisione (The Razor e The Plan)? o anche uno Spin-off (Caprica, prima della creazione dei Cylon) o anche Blood & Chrome con il giovane William Adama durante la prima guerra, che potrebbe diventare il pilota di un’altra Serie)? O più semplicemente le Serie originali?

Io qualcosa ho perso e vado subito a recuperare!

Leggi anche: Battlestar Galactica: come iniziare bene una serie

Written by Sara Fattori

Ho un serio problema di dipendenza dalle serie tv.. come se non bastasse la mia formazione sociologica mi porta ad interpretarle come una chiave di lettura del mondo!
Lo so, non sto bene, ma il primo passo è ammetterlo!

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