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Dicci cosa ti piace e ti consigliamo noi →Doc – Nelle tue Mani 4 ha preso una direzione, e a sei episodi dall’inizio si vede. A volte ci mette qualcosa di troppo. Ci sono scene che spiegano ciò che avremmo capito da soli, momenti in cui la regia o i dialoghi sottolineano un’emozione con il pennarello, quando sarebbe bastato uno sguardo e la fiducia in chi sta guardando. Sono scivoloni piccoli, ma si notano, soprattutto perché la serie non ne ha bisogno. Il resto, però, funziona, intendiamoci. Gli episodi arrivati finora sono tutti godibili, hanno una trama che sa dove vuole andare e quella capacità di tenerti incollato allo schermo.
Con la quinta e la sesta puntata Doc – Nelle tue Mani 4 conferma questa impressione, e ci regala risposte che aspettavamo da un po’. Ma non mancano i problemi

La prima risposta riguarda Andrea Fanti. Lo avevamo lasciato svenuto in fondo alle scale, e adesso scopriamo il perché: un meningioma benigno. Se non si opera, la situazione può peggiorare, e anche di molto. Se si opera, rischia di perdere di nuovo la memoria: tutto quello che ha. Agnese, il suo lavoro, il reparto, le persone che ha imparato a riconoscere. Ci pensa, e alla fine decide di non toccare niente. Niente intervento, solo qualche seduta di radioterapia per tenere la cosa sotto controllo. È una scelta che ha senso per lui, perché chi ha già dovuto ricostruirsi una volta sa bene cosa costa, e preferisce convivere con un rischio piuttosto che perdere di nuovo se stesso.
Il problema, semmai, è un altro, e riguarda la serie più che il personaggio. Andrea lo abbiamo già visto stare male, perdere la memoria, rischiare la vita. Sappiamo che Luca Argentero è disposto a tornare anche in una ipotetica quinta stagione, quindi è difficile credere che stavolta Fanti possa davvero non farcela.
Non sappiamo che direzione voglia prendere Doc con questa storia, e ci chiediamo quanto abbia senso tornare ancora una volta sullo stesso espediente. Il rischio è che il pericolo per Andrea smetta di fare paura e diventi una abitudine, un modo comodo per aggiungere tensione quando serve. Per ora la scelta di non operarsi regge, perché è coerente e parla di lui. Ma qualche segnale di ripetizione c’è, e la speranza è che le cose possano essere raddrizzate prima che diventino la copia di una copia, una cosa che Doc – Nelle tue Mani 4 può serenamente evitare, con tutto il materiale narrativo che sta mettendo in atto.
Se Andrea ci lascia con una domanda, Federico Lentini ci ha dato finalmente le sue risposte. Il suo ritorno era attesissimo, perché nessuno aveva capito cosa gli fosse successo. Oggi lo sappiamo: nell’ultimo periodo al lavoro aveva perso la testa dietro l’alcol, dopo la morte della madre e la scoperta che suo padre era in realtà un altro uomo mai conosciuto. Il risultato di tutto questo è stato quello di un medico che lavorava male e metteva in pericolo i pazienti sottoministrando anche un medicinale sbagliato. Ed è a quel punto che Campisi, per liberarsi di lui, lo ha incastrato facendolo passare per un ladro. Questo è ciò che è successo a Federico Lentini, il mistero di cui tanto si era parlato nelle ultime settimane (e su cui avevamo ironizzato anche nelle nostre pagelle settimanali).

Quello che colpisce è la velocità con cui tutto si è chiuso. La storia di Federico ha avuto il tempo di un paziente, è entrata, è stata capita ed è uscita. Non crediamo che lo rivedremo, e ci dispiace, perché era un personaggio con tanto da dare. Ha avuto una crescita, una caduta, una risalita a metà, tutto quello che serve per restare nella memoria di chi guarda. E c’era una cosa, nel suo percorso, che faceva male più delle altre: il suo desiderio era sempre stato quello di essere visto. Poi a un certo punto ha smesso di vedere persino se stesso, e allora – a quel punto – è sparito anche agli occhi degli altri, che non lo riconoscevano più.
Poi c’è Lin, e qui molti spettatori resteranno un po’ delusi. Si sperava in una storia d’amore con Federico, e non è andata così. Ma a pensarci bene non poteva andare in nessun altro modo. Se Federico non farà più parte della storia, una relazione sarebbe stata solo un inizio senza seguito. E poi c’è un’altra cosa, forse più bella: Lin lo ha visto. Lo ha guardato quando nessuno lo faceva, ha imparato a capirlo, e questo basta a rendere il loro legame vero anche senza quel di più. Non tutto deve diventare un amore per contare.
Il mistero di Federico, insomma, è stato raccontato in modo breve e intenso. Lascia l’amaro in bocca vedere andare via un personaggio così in fretta, è vero, ma resterà come una parentesi riuscita dentro la stagione, una di quelle storie che ricordi anche quando il resto sfuma.
Ed è qui che torniamo a quello che dicevamo all’inizio. In queste due puntate Doc ha un po’ esagerato con alcune scene troppo cariche, troppo sottolineate, come se non si fidasse fino in fondo di chi sta dall’altra parte dello schermo. Peccato, perché la serie dà il meglio proprio quando toglie. Quando lascia un silenzio al posto di una frase, quando fa capire una cosa con un gesto, quando si ferma un secondo prima di spiegare. Lì è naturale, vera, e ci arriva dritta.
Eppure resta il fatto che siamo di fronte a due belle puntate. Ci hanno dato risposte, ci hanno fatto affezionare ancora di più a chi abita l’Ambrosiano, ci hanno ricordato che dietro ogni camice c’è qualcuno che porta un peso che non si vede. E la stagione, nonostante qualche sbavatura, continua a fare quello che sa fare meglio: tenerci incollati allo schermo. Perché ci chiediamo cosa sarà di Andrea, perché ci importa degli altri, perché vogliamo sapere dove andrà a finire tutto questo. E quando una storia riesce a farci questo, i difetti restano lì, piccoli, in un angolo. Quello che rimane, quando i titoli di coda scorrono e la casa è silenziosa, è la voglia di sapere cosa succederà la settimana prossima.






