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Peccato 1×02 – La Recensione – Pensavate di aver visto tutto?

Peccato

Attenzione: sono presenti spoiler sulla seconda puntata di Peccato.

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Se il primo episodio di Peccato (in streaming su HBO Max) ci aveva introdotti in un universo surreale nel quale Emanuela Fanelli sembra essere diventata una sorta di fantasma dello spettacolo italiano, dimenticata da tutti e confinata ai margini di un mondo che un tempo avrebbe dovuto accoglierla a braccia aperte, il secondo capitolo dimostra che dietro quella parabola tanto grottesca quanto malinconica si nasconde un meccanismo narrativo capace di trovare nell’assurdo una delle sue armi più efficaci. La serie prosegue, infatti, lungo il percorso già tracciato dal pilot, ampliando il mosaico di eventi, occasioni mancate e presunti torti professionali che avrebbero condotto la sua protagonista alla rovina. Senza rinunciare a quell’ironia sottile con cui riesce a trasformare le piccole e grandi miserie dello spettacolo in una commedia tanto divertente quanto, a tratti, sorprendentemente amara.

La costruzione del mockumentary conserva la propria struttura a matrioska, riprendendo le fila dell’intervista attraverso la quale si vorrebbe ricostruire la vita della Fanelli. E lo fa partendo dal documentario stesso, trovando il pretesto per moltiplicare i livelli del racconto, alternando testimonianze, ricostruzioni e frammenti di un passato professionale che sembra aver assunto, nella memoria della protagonista, le proporzioni di una tragedia nazionale. Naturalmente, trattandosi di Emanuela Fanelli, il confine tra la ricostruzione dei fatti e la loro deformazione comica diventa sempre più labile. Perché ogni episodio della sua carriera viene riletto alla luce di un’ingiustizia, ogni mancata occasione si trasforma nella prova di un complotto. E ogni successo altrui assume i contorni di un affronto personale. Il risultato è una narrazione che non ha bisogno di spingere continuamente sull’acceleratore della comicità.


Perchè è proprio la serietà con cui la protagonista sembra interpretare le proprie disgrazie a rendere tutto irresistibilmente paradossale.

Peccato è una delle migliori serie tv su HBO Max dell'ultimo periodo
Credits: HBO Max

Al centro di questo secondo episodio c’è (anche) il rapporto con Geppi Cucciari, presenza che assume una funzione ben più interessante di quella di una semplice rivale professionale. Perché rappresenta, in un gioco di specchi particolarmente riuscito, tutto ciò a cui Fanelli ha consapevolmente rinunciato. E che, proprio per questo, sembra perseguitarla sotto forma di un successo alternativo. La dinamica tra le due non si esaurisce nella classica contrapposizione tra una protagonista sfortunata e una concorrente favorita dal sistema, ma si costruisce attorno a un paradosso decisamente più gustoso: Cucciari è spesso la prima scelta, quella che viene contattata per un programma o un progetto. Ma è anche colei che, in determinate occasioni, decide di rinunciare per dedicarsi ad altro, lasciando così spazio proprio a Fanelli.

Quest’ultima finisce quindi per raccogliere ciò che la rivale ha scartato, salvo poi reinterpretare la propria partecipazione come la dimostrazione di un talento superiore. Come se fosse stata scelta in virtù di una qualche illuminazione tardiva del sistema anziché per una serie di circostanze molto meno epiche. È qui che Peccato trova uno dei suoi spunti comici più efficaci, ribaltando continuamente il rapporto tra le due donne e giocando con l’ironia di un’ambizione che non riesce mai a fare i conti con la propria origine. Fanelli sembra, infatti, incapace di accettare che il suo percorso possa essere stato determinato anche dalle rinunce altrui. E allora la realtà deve essere riscritta, i ruoli riassegnati e le circostanze reinterpretate in modo da preservare l’immagine di una donna che si considera destinata a ben altri palcoscenici.

In questo senso, la vittoria del David di Donatello rappresenta uno spartiacque per il personaggio.

Il premio, che dovrebbe essere un riconoscimento importante all’interno di un percorso artistico, diventa per Fanelli una sorta di investitura definitiva. Il certificato ufficiale di una grandezza che, da quel momento in poi, non può più essere messa in discussione. L’attrice sembra aver interpretato quel riconoscimento non come una tappa significativa della propria carriera, ma come la conferma di essere diventata una prima donna. Una figura destinata a occupare il centro della scena e a essere trattata di conseguenza. Il problema, naturalmente, è che il mondo non sembra essersi adeguato alla sua nuova immagine di sé, e da questa discrepanza nasce una parte consistente dell’umorismo dell’episodio.


I flashback legati al film di Paola Cortellesi e l’ostentazione del premio contribuiscono a delineare una protagonista che non riesce più a distinguere tra il valore di un riconoscimento e il diritto immaginario a essere celebrata in ogni circostanza. Il David diventa una specie di lasciapassare universale, una medaglia da esibire ogni volta che la realtà si ostina a non corrispondere alle sue aspettative. Peccato coglie così una contraddizione particolarmente fertile: il successo, anziché placare le insicurezze della protagonista, le ha fornito gli strumenti per alimentare un ego sempre più ingombrante. Trasformando un risultato concreto nella premessa di una grandezza che esiste soprattutto nella sua testa.

La parentesi di Striscia la notizia si inserisce in questa progressiva alterazione della percezione di sé.

E lo fa aggiungendo alla ricostruzione professionale anche la dimensione personale del rapporto tra le due donne. Se da un lato la collaborazione rappresenta un’altra occasione attraverso cui la protagonista può sentirsi finalmente arrivata, dall’altro la conclusione del sodalizio, professionale e amicale, introduce una nota di malinconia che impedisce all’episodio di esaurirsi in una successione di gag. Il secondo episodio di Peccato conferma dunque la solidità di un progetto che trova nella deformazione della realtà il proprio principale motore comico. E lo fa costruendo un personaggio tanto assurdo quanto coerente nella sua incapacità di mettersi in discussione.


In fondo, il suo peccato originale potrebbe essere proprio questo: aver ricevuto un David di Donatello e averlo scambiato per una dichiarazione d’amore da parte dell’intero universo. Il problema è che, mentre Emanuela continua a immaginarsi al centro della scena, il sipario è già calato da un pezzo, e nessuno sembra aver avuto il coraggio di avvertirla.

Non vi basta una vera recensione di Peccato? Nessun problema: abbiamo anche una recensione falsa.