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The Walking Dead: Dead City 3×08 – La famiglia che ci si sceglie tra le macerie: La Recensione del finale di stagione

una scena del finale di stagione di the walking dead dead city 3

Chiudere una stagione intera significa (anche) dimostrare di aver capito perché quella minaccia – andata avanti nel corso degli episodi – era importante fin dal principio. Questo ottavo e ultimo episodio di The Walking Dead: Dead City 3 lo capisce benissimo, e lo dimostra scegliendo di non offrire la resa dei conti facile che ci si aspetterebbe da un finale del genere. Non c’è nessuna esecuzione sommaria, nessuna vendetta consumata a freddo. C’è, invece, il tentativo doloroso di salvare qualcosa – o qualcuno – che ormai sembrava perduto per sempre.

Anche per questa stagione è arrivata la fine. E il finale questa volta ci è piaciuto decisamente più dei precedenti

Negan e Maggie in The Walking Dead: Dead City 3×08
Credits: AMC

L’episodio si apre con un flashback che restituisce il momento esatto in cui Dillard ha smesso di essere se stesso. Il giorno dell’esplosione dei serbatoi di metano, mentre immagina di vivere in una sitcom insieme ai suoi walker addomesticati, Cockenspiel e Titicaca, l’uomo controlla il proprio riflesso allo specchio e non riesce a vedersi. Chi ha smesso di riconoscersi nello specchio ha già smesso, in fondo, di essere umano. E il contrappunto arriva più avanti, quando Dillard indossa la sua vecchia uniforme da poliziotto per affrontare Negan.

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