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Negan di The Walking Dead è diventato un personaggio di Tekken 7

Negan è tornato.
Non solo nella serie, grazie a un midseason finale che ha rimescolato totalmente le carte in tavola.
Dopo aver perso buona parte del fascino che lo aveva contraddistinto al suo esordio in pompa magna nell’ormai lontano 2016, con due degli episodi più belli che la saga di The Walking Dead ci abbia mai regalato, l’icona di Negan ha nuovamente acquisito appeal.

A dimostrarlo è l’ultima trovata della Bandai Namco: lo spietato antagonista di The Walking Dead diventerà un personaggio giocabile nel settimo capitolo del famoso picchiaduro giapponese Tekken.

Il filmato di presentazione del personaggio è una riproduzione fedele della magistrale interpretazione di Jeffrey Dean Morgan al suo ingresso in scena nella serie AMC: sbucando da una roulotte nella buia foresta, Negan pronuncia la sua iconica frase d’apertura (“Pissin’ our pants yet?“) mentre, impugnando la sua Lucille, si avvicina agli altri combattenti al The King of Iron Fist Tournament (tra cui riconosciamo alcuni dei più iconici quali Marduk, Armor King, Julia, Lei e Anna), tutti in ginocchio al suo cospetto e in attesa di conoscere il proprio destino.

A differenza di quanto avviene nella serie, però, i nemici di Negan non resteranno fermi a subire il verdetto del carismatico villain.
Dopo un breve estratto dell’avvincente gameplay, il filmato si conclude con l’ormai nota “conta” per stabilire la vittima di Lucille, anch’essa riprodotta frame by frame e seguendo il copione dell’episodio 7×01 di The Walking Dead.

Di seguito trovate il video di presentazione del contenuto scaricabile.

Il villain di The Walking Dead sarà solo uno dei 43 personaggio giocabili implementati grazie al Season Pass della seconda stagione di Tekken 7, disponibili dal 3 Dicembre su PC, PS4 e Xbox One sia nella versione single-player che nel multiplayer online.

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Written by Vincenzo Bellopede

Vincenzo, studente di psicologia.
Cresciuto a pane e Sartre, accompagnando con sbornie da prelibato nettare di Lynch.
Come disse il primo, gli oggetti sono cose che non dovrebbero commuovere in quanto non vive. Eppure lo fanno.
Se anche le parole riescono in questo, l'obiettivo di chi scrive è stato orgogliosamente raggiunto.

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