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Demi Lovato ha detto di essere stata stuprata a 15 anni mentre lavorava per Disney Channel

Demi Lovato deve sicuramente il suo successo a Disney Channel per il quale ha recitato nel film musical Camp Rock e nella serie tv Sonny With A Chance. Purtroppo ha dovuto pagare un prezzo molto alto per la popolarità e ha condiviso con altre piccole stelle della Disney un destino davvero triste. La cantante è andata in rehab per la prima volta all’età di 17 anni a causa dei suoi disturbi alimentari e della sua dipendenza dalle droghe per poi essere ricoverata per un’overdose di eroina nel 2018, dopo un lungo periodo di sobrietà. Ora che sono trascorsi tre anni da quel terribile evento, Demi Lovato è pronta a raccontare tutta la verità in un documentario che farà molto discutere. La cantante racconterà non solo degli effetti che le ha provocato l’overdose ma anche dello stupro che ha subito a 15 anni quando lavorava per Disney Channel. La sua vicenda sembra ricordare molto da vicino la storia di Thelma Fardin de Il Mondo di Patty che ha denunciato Juan Darthés per averla violentata mentre giravano lo show. Ma loro non sono le uniche ad aver denunciato quanto fosse tossico l’ambiente sul set degli show Disney: un mese fa Bella Thorne ha raccontato di quanto fosse competitivo l’ambiente di Shake it Up.

La cantante nella docuserie in quattro puntate Dancing With the Devil che arriverà il 23 marzo su YouTube Originals racconterà ancora una volta il suo triste passato.

La Lovato aveva già raccontato dei suoi disturbi alimentari e del suo bipolarismo in altre occasioni, cercando di aiutare chi ha vissuto le medesime esperienze. Ma ora ha deciso di aprire il suo cuore e rivelare anche i segreti più oscuri e tragici del suo passato. Come è stato anticipato da Variety, Demi nel documentario racconterà di aver perso la sua verginità in uno stupro quando aveva 15 anni e che ha dovuto continuare a vedere quella persona per tutto tutto il tempo sul set.

Ho perso la verginità in uno stupro. Ci stavamo frequentando ma gli dissi che non sarei andata da nessuna parte perché ero vergine e non volevo perdere la mia verginità in quel modo, ma lui non si è fermato. Ho richiamato quella persona un mese dopo e ho cercato di rimediare, mantenendo il controllo, e tutto ciò che ha fatto è stato solo farmi sentire peggio. E allora ho interiorizzato il trauma e mi sono detta che era colpa mia, perché ero andata nella stanza con lui, ero ancora in contatto con lui. Mi sono davvero fatto del male per anni, motivo per cui ho avuto davvero difficoltà a venire a patti con il fatto che si trattava di uno stupro quando è successo.”

La cantante ha spiegato che è stato quell’episodio a innescare la pericolosa spirale di droghe e disturbi alimentari nella quale è caduta. Il pensiero di aver perso la sua verginità la faceva inoltre sentire sporca e in colpa perché le era stata impartita un’educazione molto severa sull’argomento e perché per lei il sesso era un tabù:

“La ragazza cristiana del sud che è in me non la vedeva in questo modo perché il sesso non era normalizzato, quando ero una bambina. E sai una cosa? La mia storia #MeToo è che ho raccontato a qualcuno che una persona mi ha fatto questo, e quella persona non è finita nei guai per questo. Non è stato mai licenziato dal film.

Nel documentario Demi Lovato e le persone più vicine a lei racconteranno anche quanto è accaduto nel giorno in cui ha rischiato la vita per un’overdose.

Nel 2018 dopo essere ricaduta nelle sue dipendenze, è stata trovata priva di sensi nella sua casa di Los Angeles e i dottori le hanno detto che le restavano solo cinque o dieci minuti di vita, quando l’hanno trovata. Quella notte ha avuto tre ictus e un infarto che le ha lasciato molti danni celebrali: ancora ora la sua vista è sfocata e infatti la cantante non può guidare né leggere. Demi Lovato ha anche raccontato che il suo pusher l’ha violentata, mentre era sotto effetto di droghe:

“Non sono solo andata in overdose. Sono stata anche violentata. Mi hanno trovata nuda, blu. Sono stata letteralmente dichiarata morta, dopo che il mio spacciatore aveva approfittato di me. Quando mi sono svegliata ero in ospedale, mi hanno chiesto se avessi avuto rapporti sessuali consensuali. Ho avuto un flash di lui sopra di me. L’ho visto e ho detto di sì. Solo un mese dopo l’overdose ho capito che quella notte non ero certo in uno stato d’animo per prendere una decisione consensuale.”

Dopo tre anni la cantante ha deciso di raccontare tutto e di ripartire da zero, rilanciando la sua carriera. Ora ha cambiato manager e ha lavorato a un nuovo progetto musicale che dovrebbe uscire presto. Il documentario uscirà nei prossimi giorni e darà ai fan la possibilità di conoscere l’inferno che ha vissuto Demi Lovato.

Scritto da Marilisa Di Maio

Classe 95, laureata in "Lettere Classiche". Adoro le serie comedy e i dramma che ti strappano il cuore, senza alcuna via di mezzo. Il mio sogno sarebbe quello di avere la motivazione e l'ottimismo di Leslie Knope, ma mi sveglio ogni mattina con la stessa voglia di vivere di April Ludgate...

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