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Mr. Robot – Ciò che possediamo ci possiede

Mr Robot

Non me ne frega un c***o dei soldi. La prima scena di Mr Robot si conclude così, con questa frase d’effetto, che racchiude l’essenza più profonda di Elliot Alderson. Nel protagonista di Mr Robot vivono due personalità, esemplificate da un semplice particolare. Egli indossa una camicia sotto la felpa. La prima rappresenta il suo essere di giorno: una combinazione di numeri e lettere, un ingegnere che si occupa di sicurezza informatica presso la AllSafe. E lì la camicia è d’obbligo. La felpa rappresenta quello che è di notte: un hacker giustiziere. Ecco come impiega il suo tempo libero. Scava nelle vite digitali dei suoi amici, colleghi e gestori di attività commerciali.

Tra questi ultimi vi è anche Rohit, proprietario di una catena di caffetterie a New York. Elliot ha scoperto che quell’uomo amministra un sito pedopornografico nel deep web. Invece di nascondersi dietro a uno schermo, decide di affrontare l’imprenditore di persona. Che cosa pensa Rohit come prima cosa? Elliot è lì solo per ricattarlo. È terrorizzato e il suo sguardo non nasconde questa sua emozione. Così implora pietà e offre soldi in cambio del silenzio di Elliot. Non conosce questo inquietante hacker. Non sa che l’unica cosa che interessa a Elliot è la giustizia. Infatti, ha già informato le autorità e, mentre l’FBI fa irruzione nella caffetteria, Elliot pronuncia quell’epica frase:

Mr Robot

Il mondo di Mr Robot (qui i 10 momenti cruciali della prima stagione) è una distopia piuttosto vicina alla nostra realtà e dove quell’affermazione assume un significato rivoluzionario. La società in cui Elliot si trova a dover vivere è dominata dalle leggi del capitalismo. Non c’è più una morale, non ci sono più valori se non quelli decretati dal Dio Denaro, che ha preso il sopravvento su ogni cosa. Ciò che possediamo ci possiede, bloccando il nostro potere decisionale e isolandoci dal resto delle persone. Schiavi del consumismo, la distanza tra merce e consumatore si annulla e l’alienazione dalla società, dai propri cari e da se stessi è massima.

In questo universo alla deriva, è un ragazzo sociopatico, paranoico, drogato e intrappolato nelle proprie allucinazioni a diventare l’eroe della situazione.

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Come tutti gli eroi ha una maschera: un cappuccio in testa e delle occhiaie profonde. Esse simboleggiano il suo dramma interiore. È consapevole di poter scatenare una rivoluzione economica globale con le sue sole forze, ma deve anche rispondere alle esigenze del sistema. In poche parole, è lo scontro tra l’ingegnere e l’hacker che sono in lui. Ha persino una sorta di superpotere: la telepatia. Non letteralmente, ma i suoi problemi di socialità gli donano un distacco tale da permettergli di leggere e soppesare ogni cosa con estrema oggettività. Quando parla con Rohit e gli rinfaccia tutti i suoi crimini, Elliot rappresenta una sorta di alieno in grado di penetrare la superficie delle cose, con il suo sguardo, come solo Superman sapeva fare.

La sua nevrosi e il suo sentimento d’impotenza gli permettono di sganciarsi dalle logiche del consumo e portare avanti un attacco al sistema finanziario. È grazie alle sue allucinazioni che Elliot e la F. Society riescono nel loro intento, che la Evil Corp può essere definitivamente sconfitta. Così il ragazzo smette di dare la caccia ai pezzi piccoli e si concentra sulla quella multinazionale gestita

“Dall’un per cento dell’un per cento: gente che gioca a fare Dio senza chiedere il permesso a nessuno”. 

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Così può abbattere il sistema del credito, distruggere il capitalismo e redistribuire la ricchezza perché lui non fa tutto questo per soldi. Del resto, non gli importa niente dei soldi. Vuole vendetta perché la Evil Corp è responsabile della morte del padre, ma non è ancora riuscito a provarlo. Vuole giustizia perché capisce che questa non è la società che voleva. C’è qualcosa di estremamente sbagliato nel mondo, come dice alla sua terapista:

“Forse perché abbiamo tutti creduto che Steve Jobs fosse un eroe buono pur sapendo che aveva guadagnato miliardi sulle spalle dei bambini? Perché tutti i nostri eroi sembrano contraffatti? Il mondo stesso non è altro che una grande truffa. Ci spammiamo con un costante resoconto di stronzate mascherate da opinioni. I nostri social media fingono intimità. Oppure perché abbiamo votato per tutto questo? Non attraverso le elezioni truccate, ma attraverso le nostre cose, i nostri averi, i nostri soldi. Lo facciamo perché vogliamo essere sedati, perché fa male non fingere, perché siamo dei codardi”.

Non solo la Evil Corp ha rovinato la società, anche le persone hanno contribuito a creare la loro prigione. Dietro a quei sorrisi nelle foto postate sui profili social si nasconde qualcos’altro. C’è una persona reale e una digitale. Trascorriamo così tanto tempo a creare la seconda che finiamo per convincerci che siamo proprio così. Elliot riesce a confrontare quelle due persone e solo dopo decide chi deve essere punito e chi aiutato.

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Così Elliot non si fa ingannare dalle apparenze che la società dei consumi induce a creare. Essa, esasperata in Mr Robot, piena di non-valori, erode l’identità della persona dal suo interno e ne crea una illusoria, derivante dalle scelte d’acquisto. Quest’ultima rischia di sostituire la nostra identità reale, rendendola sbiadita e complessa da comunicare. Diventiamo l’uomo o la donna che veste Calvin Klein, che guarda Netflix, che mangia ordinando tramite Just Eat. Ciò che un individuo decide di mangiare, indossare, consumare inizia a influenzare i suoi desideri. Si finisce per acquistare ciò che non serve, spendendo così tempo ed energie per uno shopping che, in fin dei conti, non soddisfa pienamente.

Ecco che la semplice frase pronunciata da Elliot diventa un inno per tutti coloro che non si conformano, che vogliono ribellarsi a un sistema che rende le persone depresse e schiave. All’interno di Mr Robot – e non solo – è un grido di libertà che porta a riflettere lo spettatore su quello che è veramente importante nel mondo. Siamo così concentrati sulle cose materiali da dimenticarci di quello che conta davvero nella vita. Elliot si pone delle domande che ormai le persone non si pongono più perché le spaventano e le mettono a nudo: «Io esisto? Qual è il mio vero volto? E il mio scopo nella vita?».

Se serve un ragazzo psicotico per ricordarci tutto questo, non stiamo forse sbagliando qualcosa?

Leggi anche – Mr Robot for Dummies

Written by Chiara Manetti

Amo scrivere; è la mia passione più grande. Datemi due personaggi e vi monto una storia in un baleno. Mi considero da sempre una scrittrice, anche se non ho mai pubblicato niente.
Amo le serie TV. Le ho scoperte quasi per caso ma, da quando l'ho fatto, non le ho più abbandonate. Ne divoro non so quante a settimana, al mese, all'anno.
Quindi che fare con due passioni come queste? La risposta è semplice: le ho unite. Ho fatto bene? Ovviamente. Il risultato? Beh, quello me lo dovete dire voi.

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