6) Bishop, una delle sorprese di Euphoria

Bishop rappresenta senza ombra di dubbio la vera rivelazione e il colpo di scena più clamoroso del finale di stagione. Per tutti gli episodi, la sua figura è stata avvolta da un’aura magnetica e profondamente ambigua. Quei giochi di sguardi, quel silenzio gravido di sottotesti, avevano convinto tutti che Bishop fosse qualcosa di più di un semplice braccio destro per Alamo. C’era il sospetto di qualcosa di più grande, l’idea che potesse essere una talpa, una spia infiltrata capace di muoversi nell’ombra esattamente come faceva Rue, un doppiogiochista mosso da chissà quale ideale superiore o vendetta personale.
E invece, la genialità del personaggio sta proprio nella normalità del suo movente: Bishop non era un eroe sotto copertura, era semplicemente un uomo che si era radicalmente rotto le scatole di Alamo. Il suo tradimento finale non nasce da un piano strategico, ma dal rifiuto di continuare a subire e assecondare i deliri di un sociopatico. Quel voltafaccia improvviso taglia le gambe ad Alamo e ribalta i giochi, regalandoci un momento di pura adrenalina in cui l’ambiguità si trasforma in azione pura, ridefinendo Bishop non come un santo, ma come l’uomo giusto al momento giusto. La vera, imprevedibile e attesa, sorpresa del finale di Euphoria 3.
5) Cassie, un personaggio di Euphoria che meritava molto più di un quinto posto

Il quinto posto in classifica per Cassie Howard è un’ingiustizia, lo diciamo senza peli sulla lingua. Questo è un posto troppo basso per un personaggio che ha contribuito a reggere fortemente questa stagione. Cassie meritava il podio, senza se e senza ma. La sua evoluzione ha raggiunto vette ineguagliabili, e molte puntate – come la quinta – lo dimostrano.
In questa stagione si è superata, incarnando una disperazione così palpabile e viscerale da bucare lo schermo. Ogni sua crisi isterica, ogni suo sguardo perso nel vuoto alla ricerca di un’approvazione che non arriverà mai, ha mostrato tutte le sfumature di un personaggio pieno di contraddizioni. La vera forza di Cassie in questi episodi è stata proprio illeggibilità delle sue reali intenzioni: lo spettatore è stato lasciato nel dubbio costante se stesse davvero cercando una propria indipendenza o se stesse semplicemente cercando di inserirsi in una strada non sua. Non sapevamo più se volesse davvero quel percorso o se fosse l’ennesimo disperato tentativo di colmare un vuoto d’amore infinito. Non si è mai trattato solo di 50.000 dollari di fiori. Cassie si è fatta letteralmente inghiottire da se stessa e dal personaggio che si è costruita attorno, diventando prigioniera della sua stessa immagine.
Complice anche la straordinaria interpretazione di Sydney Sweeney, Cassie in questa stagione ha rappresentato Euphoria allo stato puro, raccontando gli eccessi, le tragedie, e le ambizioni che diventano condanne dei protagonisti.





