8) Jules, uno dei personaggi meno presenti nella terza stagione di Euphoria

Jules in questa terza stagione è stata un fantasma che ha vagato ai margini di una storia che un tempo le apparteneva interamente. Vederla quasi invisibile, con un impatto narrativo persino inferiore a quello di Nate, è stato un colpo al cuore per chi ha amato la sua energia vitale e i suoi colori.
Ma Euphoria sa come trasformare il silenzio in arte, e l’ultima scena di Jules ha riscattato quasi ogni singola inquadratura mancata, parlando per tutti quegli episodi passati nell’ombra. Vederla piangere mentre disegna Rue è un’immagine di una potenza devastante, un momento che si imprime nella memoria e non se ne va più. In quel tratto di pennello, in quelle lacrime che rigano il volto, c’è tutto l’amore universale, l’ossessione, il senso di colpa e il legame indissolubile che la unirà per sempre a Rue. Di memorabile su di lei in questa stagione c’è poco altro, ma quest’ultima scena ci ha dato qualcosa riscattandola più di quanto Euphoria abbia fatto con Nate.
7) Lexi

Dopo aver dominato la seconda stagione con la sua opera teatrale, mettendosi finalmente al centro del proprio palcoscenico, Lexi Howard è tornata a essere uno sfondo. È un ritorno alla marginalità che fa male, quasi un passo indietro per un personaggio che aveva dimostrato di avere una voce potente e uno sguardo lucido sulle miserie altrui. In questa terza stagione, Lexi osserva il mondo sgretolarsi senza poter fare nulla per impedirlo, intrappolata nuovamente nel ruolo della spettatrice con tutti i commenti del caso. In questa terza stagione, infatti, osserva il mondo sgretolarsi dall’alto di un piedistallo morale, finendo per giudicare costantemente le miserie altrui piuttosto che tendere una mano.
Questo costante puntare il dito, unito a una cronica incapacità di ascoltare davvero chi le sta intorno, ha creato una barriera insormontabile tra lei e le persone che le ruotavano intorno, in cerca di un aiuto o di una carezza. Ma Lexi si è convinta che il suo ruolo sia quello di analizzare e sentenziare, trasformando la sua presenza silenziosa in un peso per gli altri. Nei suoi occhi non si è letto più la niente se non un freddo giudizio che ha allontanato sia il pubblico che le persone intorno e lei.





