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Euphoria 3×07 – Un episodio che è sofferenza pura

Cassie in Euphoria 3
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È stata una puntata di pura sofferenza, la settima di Euphoria 3. Dolore allo stato puro. Fisico e mentale. Astratto e terribilmente concreto. Un viaggio dentro la follia umana, nelle sue derive peggiori, nei suoi abissi più bassi, ma anche nei suoi disperati tentativi di risalita. Come quelli che vediamo all’inizio dell’episodio, quando la parola passa ad Ali, l’uomo che sta cercando di salvare Rue. Di insegnarle che credere è ancora possibile salvarsi, con l’aiuto di Dio o di qualunque cosa riesca a tenerla in vita. La fede, d’altronde, in questa stagione di Euphoria 3 ha assunto un ruolo centrale proprio per questo: credere che qualcosa di grande possa ancora accadere. Che qualcosa di grande esista davvero. Ed è esattamente a questo che Rue si sta aggrappando, come aveva già ribadito anche la sesta puntata.

Tutto ciò che abbiamo visto in questo settimo episodio ha avuto a che fare con la sofferenza. Quella sofferenza dilagante che, fin dalla prima puntata, si insinua lentamente tra i personaggi di Euphoria 3, consumandoli dall’interno. Manca soltanto un episodio alla fine, e questa puntata ha preparato ogni cosa per il gran finale. Ha lasciato i personaggi in balìa delle conseguenze di ciò che resta di loro. Con una Cassie che da moglie insoddisfatta diventa una vedova spezzata, e una Rue ormai a un passo dal precipizio.


Non sarà un finale felice, quello di Euphoria 3. Ed è questo ciò che questa penultima puntata sembra volerci restituire

Nate in Euphoria 3
Credits: HBO

‘Se c’è un inizio, deve esserci anche una fine.’ È così che comincia il settimo episodio di Euphoria 3. Una frase che anticipa perfettamente tutto ciò che accadrà negli ottanta minuti successivi. Una frase che aspettavamo di sentire ancora prima che Euphoria 3 iniziasse davvero. Perché, in un modo o nell’altro, era chiaro che un personaggio in particolare avesse già il proprio destino scritto addosso. E più quel serpente si avvicinava, più quel futuro diventava leggibile. Fino a smettere di essere un presagio. Nate era davvero arrivato alla fine della sua vita, nel modo più crudele e brutale possibile. Da adesso quel serpente nascosto nel poster ufficiale della stagione ha smesso di essere un dettaglio, diventando il simbolo del destino di Nate Jacobs.

C’era chi immaginava che la sua fine sarebbe arrivata per sua stessa mano, con una pistola puntata alla tempia e il dito stretto sul grilletto. E invece Nate è morto per le scelte degli altri. Per i debiti accumulati. Per essersi creduto Dio, al di sopra della legge, degli esseri umani, perfino dei criminali. Si è sentito intoccabile. Superiore a tutto. E la sua fine è arrivata inevitabile, feroce, senza concedergli alcuna via di fuga.

Eppure Sam Levinson gli concede un’ultima carezza. Forse l’unica dell’intera stagione: qualcuno che pianga sul suo corpo. Dopo essere morto da solo, sottoterra, divorato da un serpente, il corpo di Nate ritrova quello di Cassie, che tenta disperatamente di salvarlo. Lei resta lì fino alla fine. Si vende per lui. Quel sito in cui voleva entrare per scegliere i fiori del matrimonio, per sposare il suo Nate, si trasforma presto nell’unico mezzo per provare a salvarlo. Tutto nasce da lì: Maddy, Alamo, ogni cosa.


Ogni tentativo di Cassie di salvare Nate appartiene al mondo che si era costruita negli ultimi mesi. Ma proprio quel mondo non è riuscito a fermare il compiersi di un destino che forse era già scritto ai tempi del liceo, quando Nate Jacobs si sentiva ancora al di sopra di tutto e di tutti, e più che camminare sembrava fluttuare oltre qualsiasi limite, ferendo, manipolando, distruggendo.

Il suo personaggio resta sospeso in Euphoria 3. Come una pagina strappata da un libro a cui ne mancano troppe altre. Nate Jacobs resta illeggibile. Non sappiamo cosa lo abbia davvero spinto a sposare Cassie. Non sappiamo se l’abbia mai amata davvero. E non conosciamo la verità dietro quel cambiamento appena accennato nella prima parte di stagione. E non sappiamo quale sia stato il suo ultimo pensiero o cosa abbia portato via con sé la sua anima di autentico. Se mai, nella sua vita, qualche volta abbia anche amato.


Ma bisogna fare attenzione a una distinzione fondamentale: Nate non rappresenta un buco narrativo in Euphoria 3. È un personaggio che la Serie Tv sceglie di non spogliare mai completamente dei suoi segreti, della sua natura indecifrabile, eternamente sospesa tra l’essere un mostro e il tentativo, forse tardivo, di diventare qualcosa di meno orribile.

Maddy e Casse in Euphoria 2
Credits: HBO

Se il settimo episodio mette la parola fine alla storia di Nate lascia invece aperte tutte le altre, preparandole a un finale che sembra deciso a presentare il conto a chiunque. Lo suggerisce l’ultimo minuto della penultima puntata, quando Rue si ritrova costretta a calmare Faye, svegliando Wayne, che si era già tagliato il palmo della mano. Ma non è finita qui. Perché altri orrori attendono Rue, e hanno tutti a che fare con Alamo. Maddy, con una leggerezza devastante, ha infatti collegato Rue alla DEA, descrivendo ironicamente i racconti deliranti dell’amica all’unica persone che avrebbe capito che non si trattasse di finzione.

Sospetti che Alamo aveva sempre coltivato nelle ultime settimane e che ora, all’improvviso, sembrano essersi trasformati in certezze. Il gruppo di Laurie è composto da criminali, ma Alamo è qualcosa di diverso. È sadismo puro. Brutalità pura. Con lui il destino di Rue potrebbe trasformarsi nell’incubo peggiore mai immaginato per lei. Fin dall’inizio della stagione avevamo dato per inevitabile la morte di Nate. Ma lo stesso, in fondo, lo abbiamo sempre pensato anche di Rue. E adesso, dopo questa settima puntata, sembra essere l’unica vera certezza rimasta, complice anche il fatto che Ali scriva il nome delle persone che perde nel suo libretto e che in questo episodio abbia scritto il nome di Rue. Esistono però delle variabili da considerare, come il possibile ruolo di Bishop in questa storia. La possibilità che non sia un complice di Alamo, ma un infiltrato della DEA.


E tutti gli altri interrogativi gravano ora sulle spalle dei personaggi, costretti più che mai a guardarsi allo specchio e raccogliere le conseguenze di ciò che sono stati. Di ciò che hanno fatto. Cassie ha già iniziato a fare i conti con la sofferenza più autentica, piangendo sul corpo di Nate e scontrandosi con la consapevolezza di non essere arrivata in tempo. Ma Euphoria 3 non ha ancora finito con lei. C’è ancora qualcosa da raccontare. E forse la domanda più importante, adesso, non è cosa farà Cassie con tutto questo dolore. Ma cosa diventerà dopo averlo attraversato.

Maddy in Euphoria 3
Credits: HBO

Una domanda che pesa anche su Maddy, che in questo episodio (come sempre disponibile su Sky e in streaming su NOW e HBO Max) perde il lavoro e si ritrova improvvisamente sola. Adesso Alamo e le ragazze sono tutto ciò che le resta. Felice non lo è mai stata davvero. E come Nate, almeno in parte, anche lei è rimasta indecifrabile in questa stagione di Euphoria 3. Sempre troppo sicura di sé. Sempre troppo triste. Con gli occhi spenti, pieni di lacrime trattenute, eternamente divisa tra ciò che non riesce a essere e ciò che è costretta ad affrontare.

Maddy sembrava destinata a restare un personaggio di supporto, come Lexi o Jules. E invece, poco alla volta, si è presa la scena, diventando uno dei personaggi più magnetici e affascinanti della stagione. Una regina in lacrime. Un volto di porcellana attraversato da una crepa invisibile. Un enigma impossibile da decifrare, a cui sembra mancare sempre un ultimo tassello. Nel finale di Euphoria 3 potrebbe essere sia la risposta che la domanda. Potrebbe incarnare la salvezza oppure la tragedia. E potrebbe salvare qualcuno con la stessa facilità con cui sarebbe capace di distruggerlo.


E forse è proprio questo che Euphoria 3 sta cercando di raccontare fin dall’inizio: non la storia di ragazzi perduti, ma quella di esseri umani che continuano a sopravvivere mentre tutto dentro di loro si sta sgretolando. Non esistono eroi, qui. Non esistono vincitori. E nel momento in cui il sipario sta per calare, Euphoria 3 lascia i suoi personaggi davanti alla verità più crudele di tutte: arriva sempre un momento in cui bisogna guardare in faccia ciò che si è diventati. Rue è a un passo dall’inferno. Cassie è rimasta sola con il fantasma di ciò che era. Maddy continua a nascondere le proprie ferite dietro uno sguardo che sembra non tremare mai. E intorno a loro resta soltanto il rumore delle macerie.

Perché alla fine è questo che resta di Euphoria 3: persone che hanno cercato amore nei posti sbagliati e che adesso devono sopravvivere alle conseguenze delle proprie scelte. E forse il vero terrore non è capire chi morirà nell’ultimo episodio, ma scoprire chi riuscirà a sopravvivere a se stesso.

Annalisa Gabriele

Qui, se invece volete un attimo rilassarvi e tirare il fiato, trovate le nostre Pagelle di questa puntata di Euphoria!