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Il peggio del peggio di Dexter

Dexter

Quando si parla di Dexter bisogna essere consapevoli che si sta affrontando un capolavoro. Non una semplice serie tv, ma un coacervo di elementi e momenti che hanno fatto scuola nel mondo del piccolo schermo. A partire da una sigla divenuta ormai iconica e ancora oggi ineguagliata in efficacia e bellezza, Dexter ridisegna il concetto di antieroe e porta l’omicidio seriale, e il suo ritualismo, a un livello del tutto nuovo. Infine è fuori dubbio che in Dexter gli elementi innovativi non lo siano in virtù dell’essere una “prima volta” ma del fatto che vengono portati e mostrati a un’intensità del tutto nuova. Insomma, Dexter è l’apice di un percorso innovativo iniziato anni prima, su tutti basti pensare a I Soprano, che ci mostra il meglio esprimibile in questi aspetti.

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Durante le otto stagioni della produzione Showtime però ci sono, come sempre, dei momenti più riusciti di altri. Su tutti basti pensare al finale. Senza entrare nei dettagli per tutelare chi non l’avesse (colpevolmente) ancora visto è sufficiente dire che l’ultimo episodio ha spaccato in due critica e pubblico. C’è chi lo odia e chi, come me, lo ama alla follia. Un finale capace di far parlare ancora di sé nonostante siano passati dalla sua messa in onda molti anni.

Non è però di questo che vi voglio parlare. Quello che voglio affrontare e che rappresenta il peggio del peggio di questa straordinaria serie tv è uno tra gli elementi più caratterizzanti. Uno di quegli aspetti che se ci si sofferma a una reazione di pancia è forse addirittura uno dei più amati. Ma di fronte a un’analisi più distaccata risulta molto, forse troppo, superfluo e decisamente non necessario.

Stiamo parlando del rapporto tra Debra e Dexter. Nel corso delle stagioni abbiamo assistito a un’evoluzione sostanziale delle dinamiche tra i due fratelli Morgan. Un’evoluzione però che è andata oltre le reali necessità narrative.

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Il vortice di eventi che coinvolge il rapporto tra Debra e Dexter è costellato di piccoli momenti che portano lo spettatore a comprendere meglio le personalità dei due personaggi. Tanto è avulso dai sentimenti l’uno tanto ne è schiavo l’altro. Due facce della medesima medaglia.

I due fratelli sono il risultato delle azioni e delle scelte compiute durante la loro infanzia dal padre Harry.

Infatti, mentre Dexter diviene il fulcro delle attenzioni del padre adottivo, Debra ne resta illegittimamente esclusa. Le conseguenze di questa scelta, dettata dalla necessità di Harry di trovare una strada per la vita di Dex, comportano l’isolamento affettivo di Deb. Così quest’ultima cresce con le proprie forze sviluppando una personalità molto sfaccettata. La grande fragilità interiore è seppellita sotto una scorza dura e dietro un’aggressività quasi esasperata. Almeno all’apparenza.

Nonostante questo però il rapporto tra i due rimane saldo. Soprattutto per merito di Deb. Il profondo affetto che la lega al fratello è l’unico punto fermo della sua vita. D’altro canto Dexter trova in lei il primo tassello di quella grande pantomima che è la sua vita di facciata. La vita normale che deve mostrare alla società per nascondere il mostro. Per tenere l’Oscuro Passeggero relegato alla notte.

Se mai provasse dei sentimenti, sicuramente li proverebbe per Debra.

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Con queste parole fin dal primo episodio ci viene descritta la rilevanza che Deb possiede per Dexter. Dunque, perché a un certo punto si è ritenuto opportuno sondare altre strade? Perché dopo cinque stagioni in cui questo meccanismo funzionava in modo egregio si è deciso di alzare l’asticella e correre un rischio?

Possiamo solo azzardare delle ipotesi. Tralasciando il rapporto personale tra i due attori possiamo immaginare che la scelta da parte degli showrunner derivasse dalla necessità di richiamare l’attenzione del pubblico con un colpo di scena spiazzante.

E quale colpo di scena più efficace dell’amore impossibile tra due fratellastri? Tra cui uno sociopatico e l’altro fragile e tormentato?

Il problema è che non era necessario. Il rapporto mancato tra i due non ha realmente inciso né sugli eventi né sui personaggi. Non ha spostato equilibri o dato reale materiale aggiuntivo alla narrazione. Se non la necessità di risolvere la questione. Ne risulta quindi un mero elemento aggiunto per allungare la narrazione cercando di fare leva sul seguito e l’affetto del pubblico verso questi due già amatissimi personaggi.

A ben vedere però l’evoluzione del personaggio di Debra sembra molto forzata in questa direzione. Per cinque stagioni si è ammiccato alla carenza d’affetto ricevuta nell’infanzia dal padre Harry come giustificativo della sua incapacità di costruzione di un rapporto duraturo. Le sue avventure con uomini problematici riconducevano in modo molto raffinato al difficile rapporto padre/figlia. Salvo poi virare in modo inaspettato e poco collegato verso Dexter.

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In una serie tv così ben costruita dove ogni elemento viene sviluppato con sapiente maestria, l’improvviso coinvolgimento di Debra per Dex stona come una variazione nel rituale omicida del fratello. Una forzatura inutile che non solo stravolge il personaggio di Debra, salvo poi una stagione dopo vederla ritornare praticamente immutata alla condizione precedente, ma soprattutto non comporta nulla per Dexter. Tutto quello che avviene tra i due, successivamente alla dichiarazione di Deb, è assolutamente indifferente rispetto alla dichiarazione stessa. Sarebbe successo comunque. Nessuna delle azioni di Dex è influenzata dall’amore della sorella. Lui a suo modo l’ha sempre amata. Di un amore profondo ma sterile. Un amore in grado di uscire da quei profondi reconditi abissi in cui temeva esistesse solo l‘Oscuro Passeggero.

In questo scenario, nella bellezza algida e immatura dell’anima di Dex, l’amore carnale dichiarato da Deb è solo una stonatura. Una pecca nella superba scrittura di questa serie.

Un neo, purtroppo, indelebile che macchia una serie altrimenti perfetta. Se nel momento di pensare a questa scelta gli autori avessero ben tenuto a mente una delle più importanti massime del pensiero occidentale:

È inutile fare con più ciò che si può fare con meno

Una delle più utili applicazioni del principio meglio conosciuto come Rasoio di Occam. Se ne avessero fatto tesoro, forse ci avrebbero risparmiato questa inutile e superflua situazione. Che non ha dato nulla in più a una serie eccellente, ma ha invece rischiato di rovinare davvero molto. Peggio di così, non potevano fare. 

Leggi anche: Dexter – Lettera a Trinity

Written by Enrico Maccani

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