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Cos’è la sigla di Dexter?

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Dexter, finita ormai da cinque anni, fornisce sempre spunti di riflessione grazie al modo accurato in cui è stata negli anni costruita. L’interpretazione di Michael C. Hall, per un ruolo che fin da subito è sembrato cucito per lui, ha messo brillantemente in evidenza le grandi contraddizioni del personaggio, un serial killer che deve fare i conti non solo con la società, ma soprattutto con se stesso e con le relazioni che ha, volente o nolente, col tempo instaurato. Tuttavia, la necessità di dissetare la voglia di sangue di quello che lui chiama l’Oscuro Passeggero dentro di sè, lo porta a commettere periodicamente omicidi, seguendo un codice: muoiono per sua mano solo i criminali.

La contraddizione esistenziale di questo personaggio si acuisce con il passare delle stagioni, ma in realtà già la sigla degli opening credits ci regala alcuni indizi che, in base all’interpretazione che si può ad essi dare, rivelano non poche informazioni, attraverso un ben preciso simbolismo.

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È dunque d’obbligo partire con il descrivere quello che avviene durante la sigla; Michael C. Hall, nei panni di Dexter, accompagna lo spettatore (ed è a sua volta accompagnato dalla interessante direzione musicale di Rolfe Kent) in quella che è la sua routine mattutina. Cosa fa un serial killer appena sveglio? Uccide una zanzara, si fa la barba e si taglia nel farlo, affetta il bacon, mangia mescolando il suo sangue con il cibo, spreme un’arancia, prepara il caffè, si allaccia le scarpe, si pulisce i denti col filo interdentale, indossa una maglia bianca ed esce dal suo piccolo appartamento con un sorriso beffardo. Questo è ciò che succede.

Spiccano subito agli occhi alcuni elementi che potremmo definire volutamente disturbanti; innanzitutto, quello della routine di Dexter è un vero e proprio rituale, quindi la sigla nella sua interezza, a livello concettuale (e non), richiama il rituale omicida che precede l’effettivo assassinio nel modus operandi del protagonista. Inoltre, la citata musica merita l’appellativo di interessante in quanto è proprio essa che rende la sequenza di scene disturbante. Potremmo infatti definirla una musica da cabaret, che scorre in un’apparentemente innocente serie di azioni mattutine ma che, vedendo la serie, si comprende siano invece celati (ma non troppo) riferimenti alla violenza che questo prodotto esprimerà.

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Cerchiamo, dunque, elemento per elemento, di dare un’interpretazione a ciò che essi possano significare. L’uccisione della zanzara, all’inizio, potrebbe sembrare semplicemente un modo impattante di iniziare la sigla, ma assume un significato notevole nel momento in cui emerge sullo sfondo il sorriso compiaciuto del killer. Dexter uccide per il gusto di farlo, perché gli provoca piacere, esattamente come è soddisfatto di aver ucciso quella zanzara. Le gocce di sangue che perde a causa del taglio derivato dal moto del rasoio mentre si radeva potrebbero rappresentare, invece, il suo lavoro. Non dimentichiamo infatti che lui è “l’esperto del sangue”, cioè lavora nella Polizia di Miami come tecnico che analizza le traiettorie degli schizzi di sangue nei crimini.

Quello che avviene dopo, cioè l’affettare la carne prima e l’arancia poi, fa emergere numerose particolarità. Innanzitutto, Dexter usa (ovviamente) il coltello, ma la cosa diventa meno ovvia se pensiamo al fatto che la sua arma preferita, come più volte dichiara lui stesso, è proprio il coltello. Il tagliare e affettare carne e arancia, poi, potrebbe alludere proprio alla tecnica alla quale a volte è dovuto ricorrere per far sparire più facilmente i cadaveri, cioè lo smembramento.

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Infine, il primo piano sulla bocca che mastica il cibo macchiato dal suo stesso sangue potrebbe significare che Dexter si nutre (in senso figurato, a livello psicologico) degli omicidi che commette esattamente come essi macchiano la sua vita, proprio come il suo sangue macchia il cibo che ingerisce.

Sia il filo interdentale che i lacci delle scarpe, invece, sono abbastanza palesemente (anche per la forza esagerata che usa per stringerli) un riferimento al fatto che egli leghi le sue vittime prima di ucciderle. La maglietta che copre il suo volto quel mezzo secondo in più del necessario trasmette l’inquietudine che si prova quando si vede un uomo incappucciato, perché non si è in grado di vederne il viso e dunque capirne le intenzioni. Infine, il sorriso finale mentre cammina fuori dal suo appartamento oltre ad essere beffardo e parimenti inquietante, come la maglia sul volto, per il motivo opposto al precedente: lo spettatore infatti pensa al fatto che un uomo così pericoloso non solo sia a piede libero, ma sembra e fa cose assolutamente normali.

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Che questo sia effettivamente il simbolismo nascosto dietro la sigla di Dexter ovviamente non ci è dato saperlo; è tuttavia suggestivo pensare che gli autori abbiano voluto nascondere qualcosa dietro quello che è da molti definito uno dei migliori opening credits della storia delle Serie Tv.

Leggi anche: Dexter – Ho rivalutato il finale 

Written by Alessandro Fazio

"Una vita basta a malapena per diventare bravo in una cosa, quindi devi stare bene attento a quello in cui vuoi diventare bravo" (True Detective). Seguire le passioni è la linfa vitale della mia esistenza.

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