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Breaking Bad, prima di diventare Breaking Bad

ATTENZIONE: non proseguite la lettura se non volete leggere spoiler su Breaking Bad.

Il posto che occupa Breaking Bad nel mondo delle serie tv è ben noto. Alcuni oggi la reputano lenta, non sopportandone i tempi dilatati, ma al tempo stesso mantiene il suo posto nell’Olimpo delle serie tv, catturando nuovi spettatori e continuando a ricevere amore dagli storici appassionati. È opportuno però fare un passo indietro, andando a osservare Breaking Bad non nella sua interezza, bensì concentrando l’attenzione sulla prima stagione, sulle radici del racconto. Radici diverse rispetto allo svolgimento seguente, le quali pongono basi solide per ciò che sarebbe venuto.

È opportuno, almeno per un attimo, inquadrare il periodo in cui la serie fa la sua comparsa. All’inizio del 2008 I Soprano era terminata da poco e The Wire era prossima alla conclusione. Ecco dunque che di grandi serie drammatiche, anche con molte stagioni all’attivo, non ne mancavano. Eppure proprio la conclusione di due colossi del genere aveva aperto la strada a nuove serie emergenti. Molti spettatori erano alla ricerca di qualcosa di nuovo che potesse sostituirle, e non a caso l’anno precedente aveva fatto il suo debutto anche Mad Men. Vince Gilligan (già sceneggiatore di X-Files), forse intuendo la situazione, comprese la necessità di realizzare una serie nuova, una serie che potesse prendere un personaggio assolutamente positivo rendendolo, dopo un lungo percorso, completamente negativo. Breaking Bad, alla fine, non avrebbe proposto una caduta epica dell’eroe, non avrebbe lesinato sul giudizio negativo. Dopo stagioni nelle quali cede, per ovvie necessità narrative, cercando di avvicinare lo spettatore al protagonista e alle sue peripezie, nel finale mostra l’uomo Walter White per quello che è davvero, senza alcuna giustificazione possibile.

Per realizzare un cammino epico, una grande nascita seguita da una rovinosa caduta del protagonista, è necessario porre basi solide. È necessaria una prima stagione in grado di mostrare una brava persona che appare “costretta” a prendere una decisione inusuale e fortemente discutibile

breaking bad
Breaking Bad (1200×675)

Chemistry is, well technically, chemistry is the study of matter. But I prefer to see it as the study of change.
La chimica è, tecnicamente, la chimica è lo studio delle sostanze, ma io preferisco vederla come lo studio dei cambiamenti

Tutto ruota attorno al cambiamento. La possibilità di diventare qualcosa di completamente diverso attraverso risentimento, insoddisfazione e stanchezza. Breaking Bad comincia con una fotografia più scura, più cupa, per poi schiarirsi proprio quando Walter White raggiunge l’apice della carriera criminale. È quello che il protagonista sente, si sente vivo compiendo efferatezze perché può esprimere il proprio talento e guadagnare quanto ritiene corretto, a sufficienza perché la sua famiglia possa avere un futuro tranquillo senza lui. Il personaggio è frustrato da subito. Ha trascorso la vita osservando i colleghi superarlo, tutti hanno avuto più successo di lui. Si sente derubato dagli amici e colleghi delle sue idee. Nel frattempo la vita gli ha dato un figlio disabile che ama, ma il quale richiede sforzi economici notevoli che non può permettersi facilmente. Il lavoro come professore non basta e deve anche svolgere un secondo lavoro. Come se non bastasse, inaspettatamente, la moglie Skyler rimane nuovamente incinta.

In una situazione simile, già molto difficile, Walter scopre di essere malato di cancro e che non gli rimane molto da vivere. Questo è l’innesco degli eventi di Breaking Bad, ciò che porta il protagonista a prendere una decisione inaspettata. Notando l’ex allievo Jesse Pinkman coinvolto nel commercio della metanfetamina, decide di diventare un produttore e guadagnare lautamente. Tutto ciò, apparentemente, per donare un futuro migliore alla famiglia lasciando loro denaro vitale. Da professore a massimo produttore della metanfetamina della città, una parabola che ha subito affascinato chi dal 2008 decise di avvicinarsi alla serie.

Ogni tassello è fondamentale: lo spettatore si appassiona alle vicende di Walter White grazie a tutte queste premesse. Immedesimandosi in lui, nelle sue frustrazioni, nelle ingiustizie che ha subito, si viene coinvolti nella carriera criminale del protagonista.

Breaking Bad (500×264)

For what time I have left, I want to live in my own house, I want to sleep in my own bed. I don’t want to choke down 40 or 50 pills every single day, and lose my hair, lie around, too tired to get up, and so nauseated that I can’t even move my head. You cleaning up after me. Me… me some um… some dead man, some artifically alive, just marking time… No. And that’s how you would remember me. That’s the worst part.

Per il tempo che mi resterà da vivere io ho deciso di starmene a casa mia. Voglio dormire nel mio letto. Non voglio ingoiare 30 o 40 pillole al giorno e perdere tutti i capelli senza avere nemmeno la forza di alzarmi, talmente nauseato da non riuscire nemmeno a muovere la testa e tu…lì a farmi da infermiera. No…mi sentirei…mi sentirei come…come un vegetale tenuto in vita artificialmente, una larva…fermo ad aspettare la morte. No, no. Conservereste di me solo quel ricordo, solo la parte peggiore.

Il personaggio, perfettamente recitato da un Bryan Cranston che conoscerà la sua definitiva affermazione proprio grazie a questo ruolo, comincia il percorso decidendo di non lottare per sopravvivere ma sfruttando il tempo che gli rimane. Comincia però anche mentendo spudoratamente alla propria famiglia, nascondendo i segreti riguardanti la sua vita criminale. Riesce a mantenere la sua faccia rispettabile, il ruolo di padre di famiglia amorevole mentre in realtà commette i primi omicidi e produce grandi quantità di metanfetamina. Questi momenti sono fondamentali anche per illudere lo spettatore, il quale viene convinto a credere che stia davvero facendo tutto per loro, per il loro bene. I did it for me riuscirà a dirlo soltanto alla fine, solo quando lui stesso si sentirà pronto ad accettare la verità. Fino a quel punto è Walt in primis a credere di farlo per altri, a giustificarsi per non smettere di fare ciò che sta facendo, per non riconoscere che è proprio quello a renderlo vivo e a farlo stare meglio. Quello che davvero lo porta a continuare è la consapevolezza che, per la prima volta dopo tanti anni, c’è chi riconosce il suo talento. La serie parla soprattutto di insoddisfazione lavorativa, di difficoltà a guadagnare, di trovare qualcuno che ci inserisca nel posto che meritiamo. È un paradosso che un uomo qualificato come Walter White debba diventare un criminale per ottenere ciò che merita e, come affermato in precedenza, in un primo momento sembra quasi che la sua decisione possa avere delle giustificazioni. Ma gli atti violenti, le conseguenze di ogni sua decisione, alla fine peseranno. Non diventa mai Scarface, non muore epicamente confermando la propria natura criminale; cerca invece di redimersi, dopo aver ricevuto odio da chiunque altro, dopo aver capito ciò che ha commesso. Eppure il suo ultimo sguardo va ancora al laboratorio. Perché se la chimica è, secondo lui, lo studio dei cambiamenti, allo stesso modo lui è cambiato.

Breaking Bad (640×433)

Sometimes I feel like I never actually make any of my own. Choices, I mean. My entire life it just seems I never…you know, had a real say about any of it. Now this last one, cancer…all I have left is how I choose to approach this.
Pensandoci mi sembra di non aver mai fatto davvero di testa mia. Delle scelte intendo. È come se tutta la mia vita non avessi mai avuto il diritto di poter decidere quello che volevo fare. Adesso ho una nuova sfida…

La serie riesce così a porre tutte queste perfette basi nonostante alcune difficoltà. Il numero ridotto di episodi (solo 7) causato dallo sciopero degli sceneggiatori aveva rappresentato un ostacolo. Il primo episodio ricevette risultati buoni ma non sorprendenti, anzi, persino al di sotto delle aspettative. Fortunatamente la qualità della serie sarebbe stata riconosciuta in seguito, a cominciare dalla critica che avrebbe premiato Bryan Cranston con un Emmy nel 2008. Breaking Bad si afferma dunque abbastanza velocemente come una grande serie tv. Al termine della prima stagione risulta evidente che oramai Walt ha intrapreso una strada da cui non tornerà più indietro. Nonostante le frustrazioni e le ingiustizie, avrebbe avuto la possibilità di ricostruirsi una vita diversa, grazie alla posizione offerta dall’amico Elliott Schwartz. Il vero nemico del protagonista si rivela dunque essere l’orgoglio, quello che lo avrebbe condotto a cercare di ottenere sempre qualcosa di più. Il rifiuto della proposta degli Schwartz è la conferma che Walt preferisce avere a che fare con un criminale come Tuco Salamanca.

È così che si conclude la prima stagione di Breaking Bad. Una stagione nella quale ancora non vengono presentati gli iconici Mike, Gus e neppure Saul Goodman. Il meglio deve ancora arrivare, questo è stato un assaggio, un assaggio che ci parla della vita del protagonista prima di diventare un criminale. Un lato che vedremo raramente dalla seconda stagione in poi. Una parte essenziale per mostrare come un uomo possa giungere a una scelta assurda. La prima stagione è già Breaking Bad ma ancora non lo è del tutto, deve ancora davvero diventare Breaking Bad. L’inizio di un percorso che doveva, nelle intenzioni del creatore, cominciare da un estremo per giungere gradualmente a un altro. Ed era essenziale che fosse così.