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Quanto vale l’intero patrimonio di Gustavo Fring?

Breaking Bad

Ammettiamolo, ce lo siamo chiesti tutti almeno una volta. Ma quanto ha guadagnato Gustavo Fring? In Breaking Bad, ormai all’apice del successo, Gustavo è a capo di un impero della droga celato dietro la distribuzione di pollo fritto. Alle spalle una società tedesca, la Madrigal, che favorisce la distribuzione transoceanica del prodotto e il rifornimento di “materia prima”.

Sebbene non sia chiara la genesi del colosso commerciale teutonico, sappiamo che ha interessi molto diversificati nel mondo dell’industria. Si va dall’edilizia e dalle spedizioni, al mercato alberghiero e farmaceutico. È una società controllante di Los Pollos Hermanos e ne detiene quindi buona parte dei profitti. Da cofondatore, però, Fring ha indubbiamente una fetta importante dei proventi dell’attività.

Ma riavvolgiamo il nastro, andiamo con ordine. Facciamo i conti in tasca a Gustavo Fring. Secondo voi che cifra ne uscirà?

Partiamo da quella che, senza ombra di dubbio, deve costituire la principale fonte di introiti: il traffico di metanfetamina. Come appurato in Better Call Saul, a quattro anni dall’avvio della storia di Breaking Bad, Fring non ha ancora un suo laboratorio. Nella 4×03 di BCS Gale, il fidato chimico di Gus, è incaricato di controllare la purezza della meth. I valori sono assolutamente scadenti.

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In questo periodo la produzione viene affidata a terzi e Gale non manca di far notare al suo lider máximo che con i giusti mezzi potrebbe fare molto meglio. I tempi, però, sono prematuri e Gus spegne le speranze del suo sottoposto. Tra i campioni analizzati dal chimico il più virtuoso si attesta sul 67% di purezza. Un valore di molto inferiore al 99% di Walt. In tre mesi di produzione alle dipendenze di Fring, Walt e Jesse guadagnano 3 milioni di dollari. Mentre dai conti fatti dai due cuochi (3×09 di Breaking Bad) a Gus sono andati 96 milioni di dollari (per più di una tonnellata di meth). Circa 80 mila dollari al chilo.

Ora, rispetto a questa cifra scaliamo proporzionalmente in base alla diminuzione di purezza del prodotto. Arriviamo a un valore di circa 54 mila e quattrocento dollari al chilo. Dobbiamo immaginare un ritmo produttivo certo inferiore rispetto a quello forsennato di Walt e Jesse in Breaking Bad, dotati tra l’altro di un laboratorio in bello stile. Una proiezione di circa mezza tonnellata ogni tre mesi sembra coerente.

Otteniamo quindi una cifra totale di quasi dieci milioni al mese. Con una produzione di meth pura al 67%.

Non possiamo dire con certezza quando la carriera di Fring abbia fatto il salto di qualità. Sappiamo che alla fine degli anni ’80 risale il suo arrivo in Messico. In breve entra in contatto col Cartello e nel giro di una decina di anni è a capo della catena di Los Pollos Hermanos. Una scalata vertiginosa. Nel 2002, all’epoca degli avvenimenti di Better Call Saul, è già un leader consolidato.

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Moltiplichiamo allora per due-tre anni i guadagni sulla meth. Otterremo una cifra sui 360 milioni di profitti. Netti, naturalmente (la produzione di droga non è tassata per sua fortuna). Dopo questo lasso di tempo, i proventi salgono e vanno di pari passo con l’eliminazione della concorrenza (leggasi Salamanca, sempre più subordinati al suo potere). Il laboratorio è probabilmente ultimato solo durante l’epoca di Breaking Bad, molto in ritardo rispetto ai tempi di consegna prospettati inizialmente (quarta stagione di Better Call Saul).

E i proventi di Los Pollos Hermanos?

Al picco del successo, Gus conta quattordici punti di ristoro. Nella creazione del franchise, Vince Gilligan, creatore di Breaking Bad, si è ispirato alla già esistente catena di fast food El Pollo Loco. Specializzata in pollo grigliato, ha centinaia di ristoranti sparsi per gli Stati Uniti. Ognuno di essi porta in dote più di un milione di dollari all’anno. Possiamo immaginare cifre simili anche per Gustavo Fring. C’è un però.

Come detto, la Los Pollos Hermanos si configura come sussidiaria della Madrigal Electromotive. È probabile quindi che Gus, pur rimanendo proprietario della catena, controlli in realtà solo parte dei profitti. Non commetteremo un grosso errore, giocando al ribasso, a immaginare un attivo di circa cinque milioni annui. Niente male per una compagnia usata per il riciclaggio e lo smercio di ben altri prodotti. Ma proviamo a tirare le somme.

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Dieci anni di attività nel campo della ristorazione dovrebbero aver fruttato qualcosa come trenta milioni totali.

Con valori in progressivo aumento fino al picco di cinque milioni all’anno. Nel traffico di metanfetamina, ovviamente, le cifre sono ben altre. Anche qui immaginiamo un aumento crescente fino ad arrivare al picco di oltre 100 milioni all’anno. Con Walt al fianco la cifra si alza ancora ma il lasso di tempo della “collaborazione” è molto limitato.

In proiezione parliamo di qualcosa come 800 milioni in quasi vent’anni di attività imprenditoriale e criminosa. Insomma, prima del suo ritiro coatto dalle scene, Fring stava per entrare nel club dei miliardari del pianeta. Certo, lontano dai 112 miliardi di Jeff Bezos, leader di Amazon e uomo più ricco al mondo. Ma comunque niente male, affatto!

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Written by Emanuele Di Eugenio

Esteta contemplativo (un modo elegante per dire nullafacente), vive immerso tra libri impolverati e consunti osservando il mondo da una finestra. Che sia quella dello schermo di una tv, di un pc o le pagine di un romanzo russo poco importa.

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