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10 motivi per guardare Black Sails

10. Musica d’assalto

Sembra quasi scontato inserire anche la sigla tra i motivi per cui guardare una serie, ma in questo caso come in molti altri è doveroso. Di sigle memorabili ne vediamo tante e Black Sails non è da meno. Completamente fuori da qualsiasi schema e volta a sovvertire i luoghi comuni sul genere, la sigla di Black Sails sfida le aspettative dello spettatore ed è costruita proprio per ribaltare la concezione che si potrebbe avere dei pirati. Non ci sono persone in live action, o pirati con la gamba di legno, oppure scontati paesaggi caraibici: la sequenza di 90 secondi diretta da Karin Fong e Michelle Dougherty per lo studio creativo Imaginary Forces mostra la vita dei pirati in tutta la sua sanguinosa gloria attraverso una serie di installazioni scultoree dai motivi barocchi, architetture gotiche e stile rococò. Black Sails

Prendendo a modello scultori come Auguste Rodin, Gian Lorenzo Bernini oppure i contemporanei come Kris Kuksi e il fotografo Pablo Genovés, la sigla con una sequenza interamente realizzata in computer grafica, intraprende un viaggio lento ed inesorabile nel mondo più autentico della pirateria, attraverso un paesaggio d’avorio e filigrana, mentre la telecamera in slow-motion mostra statue di scheletri, donne, cannoni, cavalli al galoppo, calamari giganti e soldati furiosi, provocando una sensazione che potrebbe essere considerata l’esatto opposto di quella di un’avventura travolgente: terrore puro. La composizione risulta essere unica ed il tocco finale lo aggiunge la splendida colonna sonora realizzata da Bear McCreary, (già autore delle sigle di Battlestar Galactica e Walking Dead) dal tono epico, dark inquietante ed incalzante. Una delle sequenze d’apertura più trascinanti mai viste.

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