Attenzione: evitate la lettura se non volete imbattervi in spoiler su È colpa tua.
Vuoi smettere di perdere tempo a cercare una serie da vedere?
Trova quella giusta per te →Dal 17 giugno è disponibile su Prime Video È Colpa Tua, remake britannico dell’omonimo film spagnolo tratto dalla saga di libri di Mercedes Ron. Una storia che negli ultimi anni è riuscita a conquistare milioni di lettori e spettatori grazie a una formula tanto semplice quanto efficace: due protagonisti bellissimi, una relazione complicata e una quantità di problemi emotivi sufficiente ad alimentare almeno tre stagioni di una serie teen.
La prima cosa da dire è che questo film è incredibilmente fedele all’originale spagnolo.
Non stiamo parlando di un adattamento (tra l’altro è un sequel, il primo uscì lo scorso anno) che prova a reinterpretare il materiale di partenza o a dargli una nuova identità. Al contrario, È Colpa Tua sceglie di percorrere una strada molto sicura, riproponendo quasi scena per scena molte delle dinamiche che avevano già caratterizzato la versione spagnola. Una scelta che può essere vista sia come un pregio sia come un limite. Da una parte chi ha amato la saga originale ritroverà esattamente le emozioni che cercava. Dall’altra è difficile non pensare che si sarebbe potuto osare qualcosa di più.
Non è il tipo di film che cambierà la storia del cinema, né di certo paragonabile ad altri film “romantici”. Non è neanche il tipo di film che consiglieresti durante una discussione particolarmente accademica sul linguaggio audiovisivo contemporaneo. Ma è uno di quei film che riescono a riportarti per qualche ora a quando avevi quindici o sedici anni e vivevi ogni emozione come se fosse l’unica possibile. E forse è proprio questo il motivo per cui continuo a concedermi ogni tanto prodotti di questo genere. Mi ricordano perché, durante gli anni del liceo, amassi così tanto queste storie. Mi ricordano i pomeriggi passati a divorare libri romance e le serate trascorse a guardare film che oggi definirei senza problemi dei guilty pleasure. Perché crescere è bellissimo. Ma ogni tanto tornare adolescenti per due ore non fa poi così male.
Ma quindi cosa ci racconta È Colpa Tua?
Sostanzialmente la relazione tra Noah e Nick continua a essere il centro assoluto della narrazione. Dopo tutto quello che hanno affrontato nel primo capitolo, i due sembrano finalmente aver trovato una certa stabilità. O almeno così credono. La realtà però è molto diversa. Le loro vite stanno cambiando, i loro percorsi iniziano lentamente a divergere e le nuove persone che entrano nelle loro orbite finiscono inevitabilmente per mettere in discussione un equilibrio che, forse, non era mai stato davvero solido.
Il film segue proprio questa progressiva erosione delle certezze della coppia. Noah e Nick si amano, ma si trovano costantemente a combattere contro tutto ciò che li circonda: aspettative familiari, nuovi rapporti sociali, incomprensioni e soprattutto le proprie insicurezze. La sceneggiatura costruisce una lunga sequenza di ostacoli che sembrano avere un unico obiettivo: verificare quanto possa resistere questo amore prima di spezzarsi definitivamente. Chi ha già visto la versione spagnola conosce praticamente ogni svolta narrativa. Chi invece arriva senza riferimenti troverà una storia romantica che segue i canoni più classici del genere young adult.
E qui arriva una delle cose che più mi fanno sorridere di queste produzioni: il modo in cui ogni piccolo problema viene vissuto come un evento catastrofico. Un messaggio ignorato diventa una crisi esistenziale. Un incontro casuale si trasforma in un tradimento potenziale. Una conversazione mancata assume le dimensioni di una tragedia shakespeariana. E sapete una cosa? È giusto così. Perché il film non vuole raccontare relazioni adulte. Vuole raccontare emozioni adolescenziali. E le emozioni adolescenziali, per definizione, non conoscono mezze misure.
Il vero protagonista? La gelosia
Se dovessi scegliere una parola per descrivere È Colpa Tua, probabilmente sceglierei proprio “gelosia”.
Più che una semplice tematica, la gelosia rappresenta il cuore pulsante dell’intera narrazione. Ogni conflitto, ogni discussione e quasi ogni momento di tensione nascono dalla paura di perdere qualcuno che si ama. Nick e Noah si desiderano profondamente, ma allo stesso tempo sembrano incapaci di fidarsi completamente l’uno dell’altra. È una dinamica tossica? In alcuni momenti sì. È realistica? Molto più di quanto vorremmo ammettere.
Il film mostra infatti una forma di gelosia che nasce dall’insicurezza personale prima ancora che dalla mancanza di fiducia nel partner. Entrambi i protagonisti hanno paura di non essere abbastanza. Hanno paura che qualcuno possa prendere il loro posto. Hanno paura che il sentimento che li unisce non sia forte quanto sperano. Questa fragilità diventa il motore dell’intera storia, unito ovviamente al parere constrastante dei genitori per quanto concerne la loro relazione. Perchè non so se vi ricordate: SONO FRATELLASTRI ! La madre di Noah si è sposata con il padre di Nick.
Naturalmente il film tende spesso a estremizzare le situazioni. Ma fa parte del gioco. Dopotutto stiamo parlando di un teen drama romantico. Nessuno accende Prime Video per vedere due persone comunicare in modo maturo e risolvere i problemi con una tranquilla conversazione di venti minuti davanti a una tisana. Se succedesse, probabilmente il film durerebbe quaranta minuti. La verità è che la gelosia raccontata in È Colpa Tua parla soprattutto di crescita. Parla del difficile passaggio dall’idealizzazione dell’amore alla scoperta della sua complessità. E in questo senso il film riesce a colpire alcuni nervi scoperti che molti spettatori adolescenti riconosceranno facilmente.
L’intera saga tra cui È Colpa Tua, merita la visione ?
Arriviamo quindi alla domanda più importante: consiglio È Colpa Tua? La risposta è sì, ma dipende molto da cosa state cercando quando premete play su Prime Video.
Se vi aspettate un film innovativo, sorprendente o capace di aggiungere qualcosa di nuovo al panorama dei romance young adult, probabilmente rimarrete delusi. Questo remake londinese segue in maniera quasi maniacale la strada già tracciata dalla versione spagnola, senza prendersi particolari rischi e senza cercare davvero una propria identità. In alcuni momenti ho avuto persino la sensazione di stare guardando una copia realizzata con attori diversi e una fotografia più britannica.
Eppure non riesco a essere troppo severa con questo film. Forse perché sono perfettamente consapevole del pubblico a cui si rivolge. Forse perché, nonostante tutti i suoi limiti, riesce comunque a fare quello che promette: intrattenere. Non ci troviamo davanti a un capolavoro e credo che nessuno abbia mai pensato che questa saga volesse esserlo. Siamo nel territorio dei grandi amori, delle gelosie incontrollabili, degli sguardi infiniti e dei drammi che sembrano la fine del mondo. E, in fondo, chi si avvicina a È Colpa Tua cerca esattamente questo. Questo però non significa che sia un brutto film. Anzi, si lascia guardare con piacere e riesce comunque a mantenere vivo il fascino della storia creata da Mercedes Ron.
È Colpa Tua racconta un’età precisa della nostra vita
La cosa che più mi ha colpito, però, non riguarda la qualità della regia, della sceneggiatura o delle interpretazioni. Riguarda me come spettatrice. Guardando Noah e Nick mi sono ritrovata a pensare alla ragazza che ero durante gli anni del liceo. Quella che divorava romanzi romance in pochi giorni, che passava i pomeriggi a fantasticare sugli amori impossibili e che si emozionava per ogni litigio seguito da una riconciliazione sotto la pioggia.
Quella ragazza che credeva che ogni storia d’amore dovesse essere totalizzante, travolgente e un po’ drammatica. Oggi ho quasi trent’anni. Guardo le relazioni con occhi completamente diversi e riconosco facilmente tutti i limiti di questo tipo di narrazione. Eppure quell’effetto nostalgia continua a colpirmi ogni volta. È come ritrovare un vecchio diario, una canzone che ascoltavi in continuazione o una foto dimenticata in fondo a un cassetto. Sai che appartiene a una versione passata di te, ma non puoi fare a meno di sorridere.
Forse è proprio questo il motivo per cui film come È Colpa Tua continuano a esistere e a funzionare.
Non raccontano soltanto una storia d’amore. Raccontano un’età della vita. Ci ricordano quando tutto sembrava più intenso, più urgente e più assoluto. Quando un litigio sembrava una tragedia greca e un messaggio ricevuto al momento giusto poteva cambiarti l’intera giornata.
Per questo motivo promuovo È Colpa Tua. Non perché sia un film perfetto. Non perché rappresenti il meglio del cinema romantico contemporaneo. Lo promuovo perché mantiene la promessa fatta al suo pubblico e perché, per due ore, riesce a farci tornare in quell’età in cui vivevamo ogni emozione cento volte più forte. E certe volte, soprattutto dopo giornate infinite fatte di lavoro, bollette e responsabilità da adulti, tornare adolescenti per una sera non è affatto una cattiva idea.









