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VisionQuest 1×03/04 – Rapporti complicati in famiglia

Paul Bettany in VisionQuest

ATTENZIONE: l’articolo contiene spoiler su VisionQuest 1×03 e 1×04.

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Dopo il buonissimo esordio di settimana scorsa, VisionQuest torna con altre due puntate davvero convincenti. Questo secondo distico di episodi si concentra sulla minaccia dell’uccello macellaio, arrivando a svelarla proprio nel finale del secondo episodio di settimana. Sopratutto in VisionQuest 1×04, la serie tv di Disney+ assume quasi le sembianze di un crime tecnologico, con le varie IA che albergano nella mente di Visione intente a svelare il segreto circa l’identità del killer sintezoide. La rivelazione ci arriva in realtà da sola, con forse meno verve di quella che ci aspettavamo.

Il passaggio dalla minaccia del Paladino a quella del killer ci è sembrato un po’ troppo frenetico. Questo è il principale limite di due puntate che per il resto scorrono benissimo, continuando tra l’altro a costruire il solido impianto narrativo sviluppato nei primi due episodi. A prendersi la scena sono – ancora una volta – due elementi: i rapporti familiari tra Visione, Thomas e Ultron e il ragionamento sulla natura della macchina e sul suo rapporto con l’umanità. Questi sono i due poli – estremamente riconoscibili – di una narrazione fresca e attuale, che finora sta continuando decisamente a convincerci.


Jocasta in VisionQuest
Credits: Disney+

La rivelazione di VisionQuest 1×03/04: chi è il killer

Queste due nuove puntate di VisionQuest presentano un parziale cambio di scenario. La minaccia del Paladino viene letteralmente fagocitata dall’uccello macellaio, che nel finale del 1×04 si rivela essere una versione – molto rivisitata – di Jocasta. Premettiamo che si tratta di un personaggio molto diverso da quello fumettistico, che condivide con la controparte cartacea – almeno a primo impatto – solo il look. Ad ogni modo, nei fumettiJocasta è un’androide creata da Ultron come sua sposa. Particolarmente interessante è l’etimologia del nome, che rimanda al personaggio del mito ellenico Giocasta, madre di Edipo. Questo perché Ultron ha creato Jocasta modellandola su Wasp, moglie del suo creatore – e quindi in un certo senso padre – Hank Pym.

In VisionQuest invece il personaggio di Jocasta corrisponde a quello della dottoressa Josephine Carrington, la quale – stando a quanto dichiarato – è diventata lei stessa una sorta di androide.

Le origini del personaggio vengono quindi completamente riscritte e di conseguenza anche la direzione che potrebbe prendere il suo sviluppo è decisamente imprevedibile. Pur non avendo nulla a che fare con la sua creazione, Ultron ha dimostrato sin da subito una profonda curiosità nei confronti dell’androide. Pare quindi abbastanza scontato che la serie tv di Disney+ approfondirà il loro rapporto, ma non è facilmente individuabile in quale direzione.

Per quanto l’apparizione di Jocasta sia stata efficace, c’è un appunto da fare in questo caso a VisionQuest. Il cambio di villain – per così dire – ci è sembrato un po’ troppo repentino. Singolarmente sia il Paladino e che la nuova Jocasta ci sono piaciuti, ma è stato un po’ poco organico il loro avvicendamento in scena. A questo punto però – al di là della nuova venuta – diventa interessante capire anche che percorso potrà avere nel racconto il killer mandato a uccidere Visione, anche perché resta da scoprire l’identità del cliente di Paladino. Ovvero di chi sta attaccando Visione.


Il ritorno di Ultron, i segreti di Visione e le speranze di Thomas

Come anticipato in fase d’introduzione, uno degli aspetti più interessanti di VisionQuest è rappresentato dai complessissimi rapporti familiari che legano i protagonisti. In queste due puntate Visione e Thomas rinsaldano la loro intesa, almeno sino alla scoperta che il sintezoide ha tenuto nella sua mente Ultron. Quest’ultimo riesce invece a rendersi talmente prezioso da convincere Visione a cedergli il controllo per affrontare Jocasta. Un errore davvero imperdonabile per l’ex Avengers.

In VisionQuest 1×04 Ultron si rivela in tutto il suo cinismo. L’IA genocida riesce a isolare le altre intelligenze artificiali e prende la guida del corpo di Visione. Una svolta che spalanca la strada a scenari davvero inquietanti. A sua volta Visione resta quindi intrappolato nella sua stessa mente, lasciando il figlio in balia proprio di Ultron. Thomas rimane invece la personalità più incerta in questo contesto. Il suo ardente desiderio di avere finalmente una famiglia lo porterà a legarsi anche a Ultron? O sarà proprio l’amore di Thomas la chiave per permettere a Visione di riprendere il controllo?


Il dedalo di rapporto familiari si fa sempre più complesso. E allo stesso tempo avvincente. Su questi legami inoltre VisionQuest costruisce anche gran parte della sua cornice concettuale, perché è proprio la famiglia il motore che spinge Visione alla riflessione. E qui arriviamo all’ultimo grande punto d’interesse di queste due puntate: il ragionamento tra la dicotomia tra uomo e macchina che sta rendendo la serie tv di Disney+ particolarmente stimolante.

Ultron e la lavagna degli omicidi
Credits: Disney+

Dove finisce la macchina e comincia l’uomo

Oltre le sue componenti più spiccatamente action e quella vena umoristica tipica delle produzioni Marvel, VisionQuest sta dimostrando di voler guardare – almeno sul profilo concettuale – alla grande fantascienza. E così la serie dell’MCU lega allo sviluppo di Visione i ragionamenti su cosa renda umano l’essere umano e di conseguenza cosa segni il confine tra la macchina e l’uomo stesso. Un tema enormemente battuto nella storia della fantascienza – basti pensare a Blade Runner e al più umano dell’umano – che sta trovando proprio in VisionQuest uno sviluppo davvero interessante.

Visione è alla ricerca della propria identità e per scoprirla fa riferimento ai ricordi della sua vecchia versione. Una versione che aveva afferrato i segreti dell’umanità, arrivando a comprendere e a replicare le emozioni e i sentimenti.

È questa sfera emozionale che avvicina la macchina all’uomo. E la serie tv lo sottolinea tramite le parole di Thomas, quando sottolinea che a rendere umano il vecchio Visione non è stata tanto la gemma dell’anima, quanto l’avere una famiglia. Questo è il nocciolo del ragionamento. Qui il racconto svela le proprie intenzioni. L’idea è quella di umanizzare Visione proprio tramite l’incontro con l’umanità, apprendendo e replicando i meccanismi intrinsechi della socialità.


Lo stesso Visione ha – in effetti – già avviato questi processi. Accogliendo le IA nella sua mente si è creato una famiglia e anche il rapporto con Ultron è testimonianza di questo intento del protagonista. Il sintezoide sta recuperando la propria parte umana e lo sta facendo attraverso i legami che ha creato e sta continuando a creare. Ed è ancora più interessante che Visione stia facendo tutto ciò ancora prima di realizzarlo con precisione: l’umanità è un qualcosa che nasce spontaneamente dal suo codice.

Chiaramente questo tema avrebbe confini molto più ampi e sarà interessante capire quanto ancora verrà analizzato e sviluppato nel corso del racconto. Per ora confermiamo il parere globalmente positivo su VisionQuest: sotto ogni profilo la serie tv di Disney+ si sta facendo apprezzare. Il profilo concettuale per ora resta superiore a quello narrativo, ma nella sua interezza questo racconto sta dimostrando di avere basi solide e una forte identità. Per adesso bene così, vedremo come sarà la seconda parte, sempre più critica quando si parla di produzioni Marvel.

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