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10 motivi per amare The Young Pope

2) Musica

Paolo Sorrentino è da sempre attento alle musiche da utilizzare nelle sue opere. Si pensi alla scena iniziale de Il Divo in cui la canzone di sottofondo (Toop toop dei Cassius)  diventa parte integrante del film, o This Must Be The Place dei Talking Heads che diventa addirittura titolo della pellicola. Anche nel caso della serie su Papa Pio XIII, Sorrentino sceglie canzoni che vanno dalla musica classica tendente alla liturgia (come l’Ave Maria di Schubert) a canzoni decisamente più “profane”, come Live is life degli Opus e Blues from an Airplane dei Jefferson Airplane.

Di particolare effetto sono due pezzi in cui la scelta può sembrare azzardosa ma che, in fin dei conti, si è rivelata più che azzeccata:

Senza un perché di Nada (ma scritta da Massimo Zamboni dei CCCP)

e la scena della vestizione di Pio XIII prima dell’incontro con i cardinali, con in sottofondo Sexy and I know it dei LMAO

Questa è la playlist:

https://play.spotify.com/user/warnermusicitaly/playlist/4BLxuQGuXlJBb11J8aUcTC

3) Jude Law , Diane Keaton e Silvio Orlando

L’attore britannico è perfetto per rendere al meglio l’idea del primo papa americano della storia. Un papa giovane, arrogante, indisponente e, per sua stessa ammissione, “bello al pari dello stesso Gesù Cristo”.

Jude Law interpreta perfettamente questo ruolo, sembra scritto esattamente per lui, riuscendo a dosare bene un personaggio dall’incredibile carisma magnetico che sembra essere contemporaneamente tanto vicino quanto lontano a Dio.

Accanto a Jude Law abbiamo altri due grandi attori: Diane Keaton, nel ruolo di Suor Mary e Silvio Orlando (a mio avviso l’attore più sottovalutato della storia del cinema), interprete del Segretario di Stato Angelo Voiello. Solo per la presenza di Silvio Orlando, per la sua interpretazione del Segretario di Stato fissato con il Napoli e con la pubblicazione di libri, vale la pena vedere The Young Pope.

4) Pio XIII

the young pope

Il personaggio di Pio XIII compie, nel giro delle dieci puntate della prima stagione, una trasformazione. Fa una certa impressione infatti confrontare il primo terribile “saluto” del nuovo Papa in piazza San Pietro con l’ultimo confronto – in realtà il primo vero confronto – con la gente, in piazza San Marco a Venezia.

La strategia iniziale attuata dal papa italo-americano per attirare le persone verso Dio, spiegata alla responsabile della comunicazione del Vaticano Sofia Dubois, è inizialmente inspiegabile e suicida: l’idea di non farsi vedere in volto e ridurre al minimo le comunicazione con il mondo esterno sembra portare alla fine della Chiesa Cattolica. Lenny fa gli esempi di Salinger, Kubrick e i Daft Punk, artisti che durante il Novecento sono stati i più grandi del loro settore, soprattutto per la loro ossessione riguardo il non mostrarsi in pubblico.

Il teorema di Belardo “L’assenza è presenza”, sembra controproducente, ma dopo il viaggio in Africa e la diffusione da parte di Kurtwell delle lettere d’amore giovanili del Papa chiunque, anche lo scettico cardinale Voiello, si ricrede e intuisce il “miracolo” messo in atto da Pio XIII.

5) Potere secolare vs Potere temporale

Oltre la lotta interna tra le mura del Vaticano, Pio XIII muove un’altra guerra, ben più antica: quella tra il potere secolare e il potere temporale. In diverse occasioni Lenny Belardo cerca una qualche sorta di restaurazione del potere della Chiesa, perso negli ultimi secoli.

L’incontro con il Presidente del consiglio italiano (interpretato da Stefano Accorsi), nella brevità dei suoi venti minuti, propone tale intenzioni: il Papa infatti consegna al Presidente del Consiglio una serie di richieste ai limiti dell’assurdità, quali l’eliminazione del divorzio e dell’aborto, misure più dure per musulmani e induisti, fino ad arrivare ad una rivalutazione dei Patti Lateranensi e degli stessi confini dello Stato Vaticano.

È probabile che quest’aspetto, in qualche modo, venga maggiormente analizzato nella stagione successiva, ipotizzando anche un maggiore coinvolgimento all’interno del mondo di The Young Pope del potere temporale.

Written by Giovanni Fazio

Catanese, classe '87, fondatore di una casa editrice indipendente, amante di letteratura, Leonard Cohen, Breaking Bad, Juventus e Dylan Dog. Folgorato sulla via di Damasco da David Lynch e Twin Peaks. Laureato in Lettere con tesi di specialistica su House of Cards e Shakespeare.

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