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Mrs Maisel è malva

The Marvelous Mrs Maisel è una delle rivelazioni Amazon Prime Video di questi ultimi anni. Nata dalla brillante penna di Amy Sherman-Palladino (la creatrice di Una mamma per amica), ne raccoglie tutte le caratteristiche peculiari rese ancora più esplosive da una fotografia stratosferica e una maturazione interessante. Midge Maisel è, come Lorelai Gilmore, una donna moderna e coraggiosa per la sua epoca e contesto sociale, dalla battuta tagliente e sempre pronta, femminista senza sbattercelo in faccia, femminile senza ricadere in ovvi cliché. Anche senza saperne nulla, sarebbe facile risalire alla maternità della Palladino, che ha fatto dei suoi dialoghi brillanti e dei suoi personaggi al limite del surrealismo il suo marchio di fabbrica.

Mrs Maisel è arrivata a noi con la forza di mille soli, irrompendo nella nostra vita e nel mondo turbolento e travolgente della stand-up comedy degli anni ’50, mostrandone un ritratto molto studiato attraverso la vera storia di figure dell’epoca, come il comico Lenny Bruce. L’incetta di premi e nomination, nonché i rate veramente alti che The Marvelous Mrs Maisel ha collezionato in soli tre anni e mezzo non fanno altro che confermare quanto bisogno ci fosse di un personaggio come Midge Maisel.

All’inizio della storia non sembra in realtà che Midge Maisel abbia veramente qualcosa di particolare da dirci: classica casalinga perfetta della fine degli anni ’50, sembra vivere in funzione del suo vitino da vespa e della carriera di suo marito Joel. Certo, la sua lingua si dimostra fin da subito rapida e tagliente, ma è tristemente chiaro quanto sia totalmente assorbita nel suo ruolo di madre, moglie, sostenitrice a casalinga, soffocando gli sprizzi brillanti che già si intravedono sotto gli abiti favolosi. Il fatto che Midge Maisel sia così irrimediabilmente femmina – nell’accezione dell’epoca in cui si muove – e femminile, potrebbe farci propendere per il rosa come colore di elezione. Rosa che è d’altronde anche il suo colore preferito e imperante nel logo della serie.

Eppure la storia stessa di questo colore ci ricorda quanto tutto possa avere, nel corso della storia, una connotazione ambivalente. Il rosa, colore prevalentemente maschile per secoli, diventò “femminile” e delicato dopo la Seconda Guerra Mondiale per poi essere eletto a simbolo della pink revolution nella sua versione più shock. Ed è proprio in questa simbologia dualistica che Amy Sherman-Palladino ha probabilmente voluto inserire la sua Mrs Maisel, continuando a sottolineare la piena inclusione del personaggio nel suo contesto storico, puro diventando sempre più pronta a sfidarne gli stilemi.

The Marvelous Mrs Maisel


Mrs Misel è una donna rivoluzionaria per la sua epoca, una comica (già sconvolgente per l’epoca) che preferisce la carriera alla famiglia, che vuole parlare in libertà di tutto, compresi gli argomenti “femminili” allora relegati alla sfera intima e all’imbarazzo. Però lo fa da donna e da degli anni ’50 per giunta: lo fa con i suoi vestiti alla moda, con i colori, con la voglia di cucinare per tutti e di accudire, con la fragilità emotiva, anche strizzando l’occhio a quelli che erano a tutti gli effetti i limiti dell’essere donna.

Mrs Maisel ci piace perché è sempre e irrimediabilmente se stessa, mantenendo il suo dualismo intatto, quel contrasto interiore che la rende un modello da seguire ma mai così perfetta da renderla troppo inverosimile.

Nelle tre stagioni di The Marvelous Mrs Maisel, Midge affronta non poche difficoltà, non poche porte in faccia o umiliazioni. Si assume tutte le responsabilità delle sue scelte, sia sociali (non tornare col marito, non risposarsi) sia lavorative (non eliminare gli argomenti tabu dal sul repertorio). E proprio per questo il suo colore non è il rosa, ma il malva. Un colore che già nella sua creazione ha una storia affascinante che ben si collega alla nostra coraggiosa Mrs Maisel, nonché alla sua natura variegata.

the marvelous mrs maisel

Piccola lezione di storia: il color malva nasce per purissimo caso nel 1856 quando l’inglese William Henry Perkin stava cercando di sintetizzare il farmaco contro la malaria e invece ottenne il color malva. Scoperto che il colore era perfetto per colorare la seta, decise di brevettarlo e aprire una piccola fabbrica. Da allora la produzione del primo colore sintetico della storia fu un successo. Ora, già questa breve storia ci ha enormemente affascinato, perché ha tutto a che vedere con Midge Maisel e The Marvelous Mrs Maisel.

Innanzitutto, Mrs Maisel è una stella che nasce per caso. Completamente dedita al sogno del marito, non si rende neanche conto di aver quella capacità per sé. Come Perkins, scopre il suo talento mentre stava facendo tutt’altro e sale sul palco quasi per errore, costruendo la sua prima gig – esibizione in modo casuale. Ancora come Perkins, raffinerà e lavorerà sul suo talento per farne un vero e proprio lavoro e arrivando al successo. Eppure il nostro Perkins constatò anche che il malva era perfetto per la seta, ossia per un tessuto delicato ed estremamente femminile, com’è la nostra Midge.

Ancora una volta abbiamo un dualismo costante: bellezza estetica e successo, delicatezza e forza, capacità imprenditoriale e casualità. La storia della nascita del malva è Mrs Maisel al 100%.

The Marvelous Mrs. Maisel

Se poi ci spostiamo dalla storia per inoltrarci nella tecnica del colore, siamo ancora più convinti di quanto questa sfumatura particolare sia perfetta per la nostra ragazza. Il malva nasce da un equilibrio delicatissimo tra il rosso e il blu, o meglio: è un colore terziario che si ottiene mescolando il magenta – decisamente uno dei colori più usati da Midge Maisel e intrinsecamente legato alla femminilità – e il blu. Il blu che non è solo il colore della serenità, contrapposto alla vulcanicità del magenta, ma anche il colore simbolo di Israele.

Ancora una volta ci inoltriamo nel campo dell’identità, che in Midge non è solo variopinta e sfaccettata, ma anche particolarmente spiccata. The Marvelous Mrs. Maisel non racconta solo della comunità della stand-up comedy, ma anche di quella dell’upper east side di New York, ancora più nello specifico della comunità ebraica. Pur non facendo facili stereotipi, fa un ottimo lavoro nel dipingere varie tipologie di ebrei nonché vari approcci al delicato mondo della religione. Essere ebrea è profondamente connaturato nella natura di Midge Maisel, probabilmente più di quanto sia disposta ad ammettere. Ed ecco che il blu diventa una parte dei quella sfaccettata identità.

Midge Maisel

E il malva diventa ancora più pregnante come colore quando notiamo come esso sia una delle sfumature più visibili del mondo naturale sia nei fiori di campo, selvatici e indomiti proprio come MrsMaisel, sia nella Kalanit Metzuya (anemone coronaria) il fiore simbolo di Israele. Nome che quasi per uno scherzo del destino in ebraico significa “sposa comune”, in quanto fiore tipicamente usato durante i matrimoni per la sua maestosità. Sembra quasi che tutto ciò che abbiamo scritto potrebbe essere efficacemente usato da Mrs Maisel in una delle sue esibizioni, così per sottolineare le ironie della vita. E noi non vedremmo l’ora di ascoltarla.

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