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15 lunghi anni di fratelli Winchester

Tutte le cose a un certo punto arrivano al capolinea e anche per una serie tv come Supernatural siamo giusti alla parola “fine”. La conclusione è arrivata quasi un anno dopo rispetto a quanto stabilito, a causa della pandemia le riprese sono state infatti sospese e il finale rinviato. Questo non significa però che siano mancate le emozioni, le ansie e qualche lacrimuccia alle quali Supernatural ci ha abituati da tempo. Arrivati alla fine di questo viaggio straordinario, ma non privo di scivoloni, cosa rimarrà quindi di Supernatural?

Quando il pilot andò in onda, Supernatural si affacciava all’interno di un mondo seriale molto diverso da quello di oggi e probabilmente se quello stesso pilot fosse andato in onda oggi, la serie tv non sarebbe andata avanti così a lungo. La serie creata da Eric Kripke (adesso dietro il fenomeno The Boys) non aveva grandi ambizioni e sicuramente neppure un altissimo budget, però c’era qualcosa in quei primi quaranta minuti che conquistò il pubblico: i fratelli Winchester.

Sam e Dean Winchester girano per l’America a bordo di un’Impala a caccia di mostri e demoni, sembrano quasi dei supereroi e invece non lo sono per niente.

Li abbiamo visti combattere Leviatani, angeli caduti, demoni e mostri di ogni tipo. Sono stati all’Inferno più volte di quante se ne possano contare, hanno intrappolato Lucifero, fatto a botte con Caino e persino con Dio ma tutto questo testosterone è davvero solo una facciata. Perché nessuno dei due è un eroe, o almeno non nel senso fumettistico del termine. Non hanno poteri e sono molto difettosi, fisicamente e non. Nel corso di 15 stagioni li vediamo fare errori di ogni tipo, ferirsi a vicenda, comportarsi in maniera egoista e a volte terribilmente stupida ma è proprio tutto questo a rappresentare la forza di questo show. Sono questi due protagonisti, così veri e così umani che hanno reso Supernatural una serie tv come poche. Non è la storia dei fratelli Winchester che combattono mostri, è la storia dei fratelli Winchester insieme contro il resto del mondo.

supernatural

Nel finale di serie, c’è un momento importantissimo durante il quale Dean ricorda a Sam quando andò in campus a chiedere il suo aiuto per ritrovare il padre. Questa è la prima volta che ci viene raccontato il punto di vista di Dean su quella sera. Abbiamo sempre osservato la scena come attraverso gli occhi di Sam, ma adesso vediamo come anche per Dean quel momento abbia rappresentano un giro di vite. Per Dean, che ha sentito di più la responsabilità del family business, che voleva essere amato da un padre che non aveva amore da dispensare, conta solo che siano loro due, fino alla fine. Perché se sono insieme, niente è impossibile e lo hanno dimostrato puntata dopo puntata con testarda ostinazione anche quando niente e nessuno era a loro favore.

Il finale rappresenta il coronamento di questo legame indissolubile che lega i fratelli persino dopo la morte. Ed è anche una lettera d’amore ai fan che sono rimasti per tutto questo tempo, magari contro ogni previsione.

Supernatural

Purtoppo non sono sempre state rose e fiori, anche Supernatural ha vissuto dei momenti bui. Dopo l’abbandono di Eric Kripke, la serie tv è andata incontro a una notevole battuta d’arresto tra la sesta e la settima stagione. Alcune scelte poco ingegnose, la morte di un personaggio essenziale come Bobby e dei cattivi poco d’effetto quali i Leviatani hanno indebolito notevolmente la qualità della serie. Con Jeremy Carver come showrunner dalla ottava stagione, le cose cambiano di nuovo e Supernatural sembra tornare ai fasti di un tempo.

Ma Sam e Dean non sono rimasti da soli a combattere contro le forze del male. Lungo la strada molti personaggi si sono uniti alla battaglia dei fratelli Winchester.

Come ci si potrebbe dimenticare del demone Crowley? Entrato in scena come cattivo dalla voce suadente e dalla battuta sempre pronta, Crowley non ci metterà poi molto a passare dalla parte dei fratelli e a dimostrare che c’è sempre molto di più di quanto gli occhi non vedano. A fare da controcanto al demone troviamo ovviamente Castiel. L’angelo del Venerdì appare per la prima volta nella quarta stagione, quando riporta sulla Terra Dean per ordine di Dio, che poi è (quel caro e sano di mente) Chuck. Il personaggio di Castiel, che secondo i piani sarebbe dovuto durare due stagioni, conquistò talmente tanto il pubblico da essere rimasto fino alla fine. Castiel rappresenta l’ago della bilancia tra Sam e Dean, è lui molto spesso a trovare una soluzione, a rabbonire i fratelli e vedere il quadro generale da una prospettiva migliore.

Certo ci sarebbe davvero tanto da dire riguardo i personaggi secondari che hanno ostacolato, aiutato o semplicemente arricchito l’universo di Supernatural. Noi vogliamo citarne alcuni nella speranza che ognuno di loro scateni un ricordo: Kevin, Jody, Garth, Ruby, Metatron, Gabriel, Rowena, Charlie, Jack, Abbadon, Caino, Balthazar, Donna, Ketch, Jo, Benny.

Supernatural è stato uno show in grado di reinventarsi continuamente, di trovare modi sempre nuovi e accattivanti per raccontare la propria storia (The French Mistake rappresenta uno dei più alti picchi creativi della seri). Capace di spaziare dal drammatico alla commedia, dalle incursioni animate agli episodi musicali, dal bianco e nero a una puntata che prende ironicamente in giro la televisione. E tutto questo senza mai perdere di vista il nodo centrale attorno al quale ruota il resto.

Il paradosso è che per quanto paranormali siano i temi trattati dalla serie tv non ci risulta affatto difficile entrare subito nello spirito dello show.

Sono Sam e Dean che con la loro imperfetta umanità hanno reso questo show qualcosa di unico. Sono Sam e Dean alla fine di tutto, che cacciano mostri, che sbagliano, cadono e si rialzano, prendono pugni e non mollano mai insegnando a tutti noi che non bisogna avere poteri fintanto che hai qualcuno accanto a te che saprà tenerti saldo quando sentirai di cadere.

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Written by Serena Faro

Ho attraversato gli oceani del tempo a bordo del TARDIS, ho viaggiato in macchina con Sam e Dean a caccia di mostri, sono arrivata tardi ad un matrimonio a Westeros (meno male) così mi sono diretta a Storybrooke per poi salpare con il capitano Flint. Ho visitato la Londra dei "penny dreadfuls" e la New York dei "mad men". Mi sono ritrovata su un'isola un po' particolare, in attesa di una nuova avventura.

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