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Supergirl – Quando la scintilla della speranza si accende

I fan della DC Comics conoscono bene il personaggio di cui andiamo a parlare oggi. Supergirl, all’anagrafe Kara Zor-El, è la cugina di Superman, venuta da Krypton con l’obiettivo di proteggere Kal-El.

Questo per lo meno era il piano originale, salvo poi trovarsi bloccata per anni nella zona temporale. Quando poi è effettivamente riuscita a uscire e ad arrivare sulla Terra è stata più lei ad avere bisogno di suo cugino che non il contrario, dato anche il fatto che lei ha scoperto i suoi poteri in un secondo momento.

Come molti altri supereroi, Supergirl dimostra di avere una forza quasi inesauribile e una capacità di far sentire gli esseri umani tranquilli e protetti.

Un’abilità, questa, che non è prerogativa di tutti. Un esempio è Starlight (di cui potete trovare un maggiore approfondimento qui), che si trova suo malgrado a vedere la fiamma della sua speranza spegnersi pian piano perché vittima di un sistema corrotto.

Supergirl

Una situazione diversa da quella che si trova a vivere Supergirl, ma in un certo senso complementare. Entrambe le due eroine, ad un certo punto della loro vita, si trovano coinvolte in un sistema marcio, ma una riesce a rialzarsi e a venirne fuori meglio dell’altra.

Se la speranza di Starlight va spegnendosi perché si rende conto che il mondo che tanto la attraeva non è come pensava, quella di Supergirl va accendendosi, prima di tutto in sé stessa e poi, di conseguenza, anche negli altri.

È facile pensare che Supergirl sia una supereroina perché provvista di super poteri, ma nella realtà dei fatti quelli derivano soltanto da un fattore genetico. Dal momento che Kara viene da un pianeta alieno, infatti, presenterà delle caratteristiche ben diverse da quelle di un umano.

Il fatto che riesca a far partire dei raggi laser dagli occhi o che il soffio della sua bocca sia congelante sono solo una parte minima di quello che in realtà è un potere ben più grande: la capacità di riaccendere la speranza nel prossimo.

Supergirl

Si dice spesso che la speranza sia l’ultima a morire. Supergirl questo lo sa, e vive la sua vita con l’obiettivo di essere d’ispirazione per il prossimo, sia come eroina che come Kara Danvers.

Con il suo lavoro di giornalista, infatti, si impegna sempre e costantemente nella ricerca della verità, dimostrando che ci si può sempre battere per ciò che è giusto, e che nessuno è mai veramente solo. Questo è forse il suo vero superpotere: riuscire a restituire la speranza agli esseri umani.

Per far capire meglio l’importanza di questa componente caratteriale, vorrei provare a fare un resoconto di tutte le stagioni di Supergirl, dimostrando come la forza della speranza che Kara infonde sia uno degli elementi più importanti della serie tv.

Supergirl

Partiamo dalla prima stagione. Nel corso della storia vediamo Supergirl conoscere i suoi poteri e affrontare i suoi primi nemici, di cui la più importante è sua zia Astra. Il suo obiettivo, insieme con il compagno Non, è quello di portare all’attivazione Myriad, un progetto alieno studiato per il controllo delle menti umane.

Sul finale della prima stagione vediamo che Myriad viene azionato e molti ne sono colpiti, inclusa Alex, sorella di Kara. Dapprima, mentre le due si scontrano, la madre di Alex si connetterà telepaticamente con la figlia, infondendole la speranza necessaria ad affrontare il controllo di Myriad.

In un secondo momento, Supergirl riuscirà a liberare tutta la città di National City dal controllo mentale, ma non con grandi superpoteri. Lo farà semplicemente trasmettendo in diretta da una vecchia emittente di Cat Grant un discorso che infonda speranza a chiunque la guardi.

Invita tutti a lottare contro questo controllo, perché l’unione fa la forza e lei non li abbandonerà. Un meccanismo all’apparenza semplice ma molto efficace, che fa crescere la stima verso Kara anche da parte di noi spettatori. Se ci impegniamo, nel nostro piccolo anche noi possiamo essere eroi.

Passiamo alla seconda stagione, nello specifico a quando viene introdotto il personaggio di Lena Luthor. Con il rapporto che si costruisce tra lei e Kara si sviluppa una dinamica che poi rivedremo anche nell’ultima stagione, dopo un allontanamento delle due.

Lena è la sorella di Lex Luthor, nemico giurato di Superman da tempo immemore. Se l’obiettivo di suo fratello è quello di fare fuori la razza aliena, quello di Lena è di portare la pace. Totalmente diversa dal fratello, teme di vivere nella sua ombra e ha paura di diventare come lui.

In questa stagione Kara impara a conoscere Lena e comprende fino in fondo la sua bontà d’animo. Più volte dimostra di avere una cieca fiducia in lei, e questo porta la giovane Luthor a credere sempre più in sé stessa. Non è come suo fratello, è perfettamente in grado di essere migliore.

Ulteriore passo in avanti nella terza stagione. Il nemico principale che Supergirl si trova ad affrontare qui è Reign, una terribile guerriera di origine aliena mandata sulla Terra come Anticristo, per portare la fine del mondo. È l’alter ego malvagio di un’inconsapevole Samantha, amica di Kara e Lena.

Estremamente potente, Reign più volte sembra mettere al tappeto Supergirl, ma in uno dei loro scontri l’eroina riesce a parlarle, infondendo a Samantha la forza necessaria per respingere Reign, per uscire dalla spirale di distruzione. Riesce nel suo intento, anche se solo per qualche istante.

Anche stavolta notiamo come la fiducia di Kara nelle persone sia la spinta necessaria che porta a un miglioramento degli eventi. Non serve avere una forza sovrumana se il tuo animo è puro e le tue parole arrivano direttamente al cuore delle persone.

Ultimo passaggio, la quarta stagione. Forse la più importante, perché Supergirl prende un’inaspettata svolta politica trattando nel dettaglio il tema del razzismo. A subirne le conseguenze sono gli alieni, che si vedono progressivamente esclusi dalla società.

Grande nemico di Kara in questa stagione è Lex Luthor, che ha addestrato una sorta di alter ego di Supergirl: Red Daughter, una vera e propria Kara Zor-El di origine sovietica addestrata a odiare la sua controparte kryptoniana.

Lo scontro tra le due è inevitabile, ma anche questa volta Supergirl riesce a far capire a Red Daughter quanto Lex l’abbia manipolata e ingannata, anche perché sarà proprio lui alla fine a voltarle le spalle. Come già visto in precedenza non servono gesti di forza, basta la parola.

In definitiva, tutto ciò che spinge Supergirl ad agire è solo ed esclusivamente la speranza. Speranza nel futuro, nel buon animo delle persone, nell’ideale che un mondo migliore è possibile. Forse un’idea un po’ utopistica, ma che aiuta noi spettatori ad avere un animo più sereno e positivo.

Ora che anche questa serie tv si sta per avviare alla sua conclusione, credo che mi mancherà molto seguire le avventure di Kara Zor-El. Il suo personaggio mi ha insegnato a essere forte e a non arrendersi davanti alle difficoltà. Nutro per lei una grandissima stima… Anche se non lo saprà mai.

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Written by Elena Di Stasio

Ho studiato presso la Constance Billard School for Girls, e sono stata proprio io a scegliere Blair Waldorf come mia erede in quella scuola. In effetti, era la migliore delle mie tirapiedi.
All'università ho scelto di studiare per un periodo alla NYADA, ed ero l'allieva preferita di Cassandra July! Ma ho scoperto che scrivere e recensire sono le mie vere passioni. Ultimamente ho viaggiato fino a Westeros, e da poco mi sono appassionata ai viaggi nel tempo e nello spazio. Non so dove mi porterà il futuro, ma sarò lieta di tenervi aggiornati, dovunque andrò!

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