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Skam, la Serie Tv norvegese che fa impazzire i giovani

Skam

Parliamo un po’ di Skam, miei cari, la serie norvegese che ultimamente sta spopolando tra gli adolescenti.

Tutti i miei amici me l’hanno consigliata dicendomi che fosse magnifica. Non avendo molto da fare, o meglio, avendo da fare, ma ignorando qualunque responsabilità, preferendo le Serie Tv al resto, ho deciso di cominciarla.

Ogni stagione è composta da circa una decina di episodi della durata media di 20 minuti ed è raccontata dal punto di vista di uno specifico personaggio. In tre giorni è possibile vedere tutte e tre le stagioni di Skam finora uscite che hanno come protagonisti: Eva, Noora e Isak.

Ammetto che la prima stagione di Skam è stata estremamente deludente, così deludente che ho cominciato a dubitare dei gusti dei miei amici in fatto di Serie Tv. A primo impatto tutto mi è sembrato molto scontato, pieno di clichè e le battute mi sono apparse estremamente banali. I personaggi mi sono sembrati troppo scontati e stereotipati, ma andiamo ad analizzarli insieme.

1) EVA

La prima cosa che ho pensato di Eva è stata: è estremamente noiosa. Mi sembrava la tipica teenager “depressa” che ogni serie deve avere per forza, quasi come fosse uno dei criteri per produrre serie adolescenziali di successo, ignorando che i personaggi giù di tono, la maggior parte delle volte, diventano così odiosi da portarti ad abbandonare la serie, oppure ti fanno diventare triste come loro, il che, in entrambi i casi, non va affatto bene. Dopo di che ha cominciato a rivelarsi per ciò che era davvero: Eva nella prima stagione è una sfigata senza eguali. Posso affermare con certezza che tutto il suo essere è contenuto nella definizione di SFIGATA.

Perché? Perché è sola e non è affatto popolare; perché ha un fidanzato brutto (Jonas), con delle sopracciglia che sembra cerchino di imitare il logo di McDonald’s; perché ‘sto tipo è uno spinellato che la tratta come una stupida e ogni volta che ci sono i suoi amici in giro, si diverte a metterla in ridicolo. Ma nonostante questo, Eva ci sta insieme e crede a tutto quello che le dice. Proprio qualche rigo fa ho affermato che i personaggi “depressi” ti portano a sentirti “depresso”, bene, lo stesso fanno i personaggi senza un minimo di coraggio, quelli che non prendono mai le redini della situazione. Infatti, questi elementi ti assorbono tutta la linfa vitale, ti prosciugano la voglia di vivere. In ogni scena in cui Eva è con Jonas o semplicemente c’è un accenno alla loro storia, mi è venuta voglia di suicidarmi o di accecarmi in qualche modo, pur di non vedere quello scempio.

Sono pochi i personaggi per i quali provo un’inspiegabile intolleranza e la cara Eva – durante la prima stagione di Skam – faceva parte di questi, ovviamente non raggiungeva i livelli di NON-SOPPORTAZIONE a cui ti fa arrivare la recitazione o la faccia di Lucy Hale in Pretty Little Liars, ma è ancora presto per tirare conclusioni considerando che la serie è ancora in onda. Per un attimo, nel secondo episodio della prima stagione, nel momento in cui visualizza quasi disperatamente il profilo Facebook della povera Noora e prova a contattarla ricevendo come risposta un semplice pollice alzato, ho pensato che potesse essere una stalker, ma questa mia supposizione non era giusta. Un altro aggettivo che affibbierei alla povera Eva della prima stagione è: passiva. Si trova in delle situazioni non chiare, piene di “equivoci” con il suo ragazzo e con la sua ex-migliore amica e non fa assolutamente nulla per chiarirli se non chiedere informazioni al migliore amico di Jonas che sta cercando di sabotare la loro relazione in quanto ha una cotta segreta per il ragazzo sopraccitato. Ho aspettato con ansia che Eva facesse una qualunque mossa e per un attimo sembra aver preso in mano le redini della situazione, affrontando la sua ex migliore amica che l’aveva definita “puttana” e lasciando il suo ragazzo, ma dopo una spiegazione – a mio parere – poco esaustiva di Jonas, ritorna ad affondare la testa nelle sue spalle ri-mettendosi con lui.

Durante tutta la stagione di Skam c’è stato un continuo susseguirsi di scene inutili, con l’eccezione per le scene in cui ci sono anche Sana e Chris che rendono tutto un po’ più bello e sicuramente più sopportabile.

Dopo aver tradito il suo boyfriend con un altro credendo di essere stata tradita, la cara Eva è costretta a porre fine alla sua relazione con l’orribile Jonas e la stagione termina in modo assolutamente inutile. Durante il Season Finale ho pensato solo che un episodio del genere potevano evitarlo, risparmiando quei soldi e investendoli in qualcosa di più utile, come delle lezioni di sceneggiatura.

Comincia la seconda stagione ed Eva è cambiata, è molto meno rigida, più a suo agio con l’ambiente in cui vive e sicuramente non è più così noiosa come prima. Probabilmente perché sta volta non è lei la protagonista e quindi mi risulta quasi piacevole. La vediamo finalmente divertirsi e ammetto di averla – a tratti – stimata. Rimane così anche nella terza stagione e spero che nella quarta non ritorni a fracassare le cosiddette “consistenze”.

Written by Fabiana Fanelli

La mia vita è un pendolo che oscilla tra una serie tv e l'altra. Tutto sommato mi è andata bene, pensate se oscillasse tra dolore e noia!
Ricordate: "Life's too short to be serious" (La vita è troppo breve per essere seri)

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