7) Parenthood

Qui cambiamo genere e passiamo al dramma familiare strappalacrime, quello che guardi con la scatola dei fazzoletti sul divano. Parenthood segue le vicende del clan Braverman: quattro fratelli, i loro rispettivi figli, matrimoni, divorzi, malattie e problemi economici. Sulla carta sembra una serie tv solida, e in parte lo è, ma il motivo per cui rientra in questa lista è che non ha la credibilità di altri prodotti del genere. Spesso è melensa, esageratamente drammatica anche nelle piccolezze, come un membro della famiglia che si presenta tardi alla cena.
La trama si sviluppa attraverso dialoghi in cui tutti parlano sopra tutti (tecnica realistica, per carità, ma dopo tre ore di binge-watching ti viene il mal di testa) e ogni minimo problema domestico viene elevato a tragedia nazionale. La certezza qui è che dopo un momento estremamente felice – in cui tutti sono felici, le bollette sono pagate e il cibo è fantastico – a qualcuno verrà diagnosticata una malattia terribile o crollerà un matrimonio. È un continuo saliscendi di emozioni spicciole che ti prosciuga. La guardo per ore perché amo affezionarmi a questi personaggi imperfetti, ma preferisco farlo in silenzio senza far sapere troppo in giro gli affari miei. E dei Braverman.
8) Tell Me Lies

E giungiamo quasi alla fine con un titolo che è la quintessenza del guilty pleasure. Sto parlando di Tell me Lies, e di come io abbia perso la testa per dei personaggi che per ragioni diverse non vorrei mai vedere nella vita reale neanche con il binocolo. La storia segue la relazione ossessiva e malata tra Lucy e Stephen, due studenti universitari, nell’arco di diversi anni. Stephen è il classico bugiardo seriale e traditore, mentre Lucy sviluppa per lui una dipendenza emotiva che la porta a distruggere la sua vita e quella delle sue amiche pur di non perderlo.
Non ci sono personaggi positivo o redimibili in tutto lo show: sono egoisti e bugiardi. Il livello di manipolazione è talmente esagerato da risultare quasi grottesco. Eppure, la dinamica è così magnetica che non riesci a staccare gli occhi. Fai binge-watching inca**andoti con la protagonista, gridandole contro ogni cinque minuti, per poi far partire subito l’episodio successivo. È una dipendenza vera e propria, un piacere proibito che mi ha incollata allo schermo per tre stagioni con 93 personaggi diversi che si sono fatti detestare ognuno per una ragione diversa. Tutti tranne uno. Ma non vi svelo di chi si tratta, perché non ve la sto mica consigliando.






