2) Flashforward

Per 177 secondi esatti, ogni essere umano sulla Terra perde conoscenza contemporaneamente, e in quel breve istante ha una visione nitida di se stesso sei mesi nel futuro. Da questa idea , prende vita FlashForward, forse il più grande what if nella storia della televisione, se solo non fosse mai esistita la serie che occupa la prima posizione di questa classifica. Joseph Fiennes interpreta l’agente dell’FBI Mark Benford, incaricato di scoprire la causa di questo apocalittico blackout collettivo mentre fa i conti con la propria visione, che lo mostra sull’orlo di una ricaduta nell’alcolismo, un dettaglio personale capace di dare peso emotivo a un’indagine altrimenti dominata dalla portata globale degli eventi. La serie riusciva a intrecciare con intelligenza il crime investigativo e la riflessione più intima sul libero arbitrio, chiedendosi quanto le nostre scelte quotidiane possano davvero riscrivere un futuro che milioni di persone hanno già intravisto insieme.
Nonostante un cast internazionale solido e una premessa capace di catturare immediatamente l’attenzione del pubblico, ABC ha scelto di fermare tutto dopo una sola stagione, complice un calo di ascolti nella seconda metà dell’annata che il network non ha voluto sostenere ulteriormente. Resta la testimonianza dolorosa di come un’idea geniale, capace di generare uno dei più grandi what if della storia della televisione, possa consumarsi troppo in fretta proprio quando avrebbe avuto ancora tantissimo da raccontare, seconda solo, in questa speciale classifica, a una cancellazione ancora più incomprensibile.
1) Mindhunter, una delle Serie Tv cancellate a cui forse non ci si rassegnerà mai davvero

Chiudere questa classifica con Mindhunter significa chiuderla con l’esempio più lampante di cosa voglia dire una cancellazione priva di qualsiasi giustificazione artistica. David Fincher, insieme a Joe Penhall, aveva costruito qualcosa di raro per la televisione crime: un racconto capace di rallentare il tempo, di trasformare una semplice conversazione in una cella in un momento di tensione insostenibile. Holden Ford e Bill Tench, aprono negli Stati Uniti di fine anni Settanta una strada mai battuta prima, quella delle interviste dirette ai serial killer già condannati, un metodo che getterà le basi della moderna scienza della profilazione criminale.
Non esiste, in nessuna delle due stagioni, un solo episodio capace di far dubitare della Serie Tv. Entrambe procedono al massimo del proprio potenziale, guardando avanti verso il futuro. Verso almeno una terza e ultima stagione. Ed è proprio l’assenza di qualsiasi calo, di qualsiasi segnale di stanchezza narrativa, a rendere la sospensione decisa da Netflix nel 2020 ancora oggi incomprensibile.
Fincher ha sempre ribadito che dietro questa cancellazione si nascondessero ragioni legate a costi elevati e una platea limitata che non li giustificasse. Negli ultimi giorni la piattaforma ha però dichiarato che in realtà le ragioni avessero a che fare con gli impegni del regista. Non sappiamo cosa si nasconda davvero dietro questa cancellazione. Ma sappiamo che resta insoluto il caso del killer Bind Torture Kill, argomento che sarebbe stato affrontato in una terza stagione già delineata nella mente dei suoi creatori e destinata a restare per sempre un progetto scritto solo sulla carta. La prova più chiara di come nemmeno l’eccellenza assoluta possa bastare a garantire la sopravvivenza di una storia. Neanche quando è grande come Mindhunter.






