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7 Miniserie di livello altissimo che speriamo un giorno possano far presa anche in Italia

Normal People

Esistono miniserie capaci di ottenere consenso unanime. Di costruirsi un seguito appassionato all’estero. Ma che per motivi difficili da spiegare fino in fondo, restano ancora oggi poco conosciute dal grande pubblico italiano. Non parliamo di prodotti di nicchia scritti male o mal recitati, ma di autentiche eccellenze della serialità contemporanea. Prodotti capaci di reggere il confronto con i titoli più celebrati degli ultimi quindici anni. Le 7 miniserie da vedere di cui stiamo per parlare condividono proprio questa sorte: qualità altissima, respiro internazionale, capacità di innovare i propri generi di riferimento. Eppure una diffusione ancora limitata da noi. Speriamo che prima o poi possano trovare lo spazio che meritano anche nel nostro paese, perché ognuna di queste, a modo suo, ha qualcosa di importante da raccontare, e merita di essere scoperta e amata. 

Da Normal People a tanto altro: ecco 7 Miniserie di livello altissimo che speriamo un giorno possano far presa anche in Italia

1) Normal People

Marianne e Connell in Normal People, una delle migliori serie tv da vedere
Credits: BBC

Normal People, tratta dal romanzo di Sally Rooney, riesce in un’impresa che è in realtà più difficile del previsto raccontando la storia d’amore intermittente tra Connell e Marianne lungo un arco di diversi anni, dal liceo irlandese fino agli studi universitari a Dublino. Quello che rende questa storia così potente non è la trama in sé, relativamente semplice nella sua struttura, ma la capacità di scavare nella psicologia dei due protagonisti, mostrando come le stesse dinamiche di classe sociale che li dividevano al liceo, dove lui era popolare e lei emarginata, si ribaltino completamente all’università, dove Marianne trova finalmente il proprio ambiente mentre Connell fatica a integrarsi in un mondo che non gli appartiene.

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Il rapporto tra i due si costruisce attraverso separazioni, incomprensioni, incapacità cronica di comunicare apertamente i propri sentimenti nel momento giusto, restituendo quanto possa essere doloroso amare qualcuno senza mai riuscire a sincronizzare i propri tempi emotivi con quelli dell’altro. Qualcuno disse ”Siamo due innamorati dai turni inconciliabili” e probabilmente non esiste nessuna frase più adatta di questa per raccontare di Connell e Marianne. La miniserie affronta con sincerità temi come la depressione, la violenza domestica subita da Marianne nella propria famiglia d’origine, senza mai trasformare questi elementi in semplice espediente drammatico, ma integrandoli organicamente nella costruzione psicologica dei personaggi. Normal People dimostra come una storia d’amore apparentemente semplice possa diventare veicolo per una riflessione profonda su classe sociale, salute mentale e la difficoltà cronica di amare qualcuno nel modo giusto al momento giusto, restituendo un racconto capace di restare impresso ben oltre la visione.

2) I Know This Much Is True

I Know This Much Is True è una delle migliori miniserie da vedere
Credits: HBO

Portare sullo schermo il peso di una doppia esistenza, quella di due gemelli identici il cui destino si intreccia inesorabilmente attraverso la malattia mentale di uno dei due, richiede un durissimo lavoro. Sei ore di puro dolore senza mai scadere nella spettacolarizzazione della sofferenza, ed è esattamente l’impresa compiuta da I Know This Much Is True. Dominick Birdsey dedica la propria intera esistenza alla cura del fratello Thomas, affetto da schizofrenia paranoide, un compito che lo consuma progressivamente, trasformando la sua rabbia mai elaborata verso un’infanzia violenta e traumatica in un fardello che lo isola da chiunque provi ad amarlo.

La miniserie, tratta dal romanzo di Wally Lamb, costruisce il proprio racconto attraverso continui salti temporali, mostrando l’infanzia dei due gemelli segnata da un patrigno violento, la giovinezza fatta di rivalità e protezione reciproca, fino all’età adulta in cui Dominick si ritrova costretto a lottare contro un sistema sanitario burocratico e disumanizzante pur di garantire al fratello un trattamento dignitoso.

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Quello che colpisce di I Know This Much Is True è la capacità della narrazione di non offrire mai facili consolazioni: il dolore di Dominick non trova catarsi semplice. La sua rabbia repressa esplode in modi distruttivi verso chiunque gli stia vicino, mogli, amanti, colleghi, mostrando quanto il trauma non elaborato possa propagarsi silenziosamente attraverso ogni relazione della propria vita. La ricerca genealogica che Dominick intraprende per scoprire la verità sul nonno materno diventa metafora di un percorso più ampio di comprensione di sé, un tentativo disperato di trovare un senso alla propria sofferenza rintracciandone le radici in una storia familiare più antica e complessa di quanto avesse mai immaginato

Per questa ragione, I Know This Much Is True resta un’opera capace di generare un dolore in chi la guarda, ma anche di restituire, nel proprio finale, una forma fragile e sincera di pace possibile dopo decenni di sofferenza accumulata.

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