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La Classifica delle 10 cancellazioni più incomprensibili nella storia delle Serie Tv

Dexter: Original Sin è una delle Serie Tv cancellate più inaspettate

6) Sense8, una delle Serie Tv cancellate a cui Netflix ha cercato di mettere una pezza

Sense8 è una delle serie tv cancellate
Credits: Netflix

Otto sconosciuti sparsi in ogni angolo del mondo, da Seoul a Chicago, da Nairobi a Berlino, scoprono all’improvviso di essere collegati mentalmente ed emotivamente, capaci di condividere pensieri, emozioni e abilità reciproche in un legame che ignora ogni confine geografico e culturale. Da questa idea nasce Sense8. La serie affrontava temi enormi, l’identità di genere, l’orientamento sessuale, il razzismo, la disuguaglianza economica, attraverso storie personali intense e commoventi, restituendo un cast corale capace di rappresentare una diversità culturale raramente vista con questa autenticità sullo schermo. Nonostante un budget produttivo elevatissimo, dovuto alle riprese in location internazionali diverse per ogni singolo episodio, Netflix scelse di cancellare la serie dopo due sole stagioni, una decisione che generò una mobilitazione di fan tanto imponente da convincere la piattaforma a concedere almeno uno speciale conclusivo di due ore.

Quel film ha provato a salvare tutto, cucendo insieme i fili sparsi di una trama interrotta bruscamente, ma resta comunque una cancellazione sorprendente a tutti gli effetti: una serie come Sense8 aveva davanti a sé il potenziale per andare avanti molti altri anni, per continuare a esplorare quel legame collettivo tra i suoi otto protagonisti con la stessa profondità emotiva mostrata fino a quel momento. Il finale speciale, per quanto generoso verso i fan, resta comunque un compromesso, la testimonianza di quanto fosse ancora vivo e fertile un universo narrativo interrotto troppo presto.

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5) My Name is Earl

My Name is Earl è una delle serie tv cancellate
Credits: 20th Television

Ad aprire la Top 5 troviamo una delle cancellazioni più assurde nella storia della sitcom americana. Stiamo parlando di My Name is Earl, un prodotto capace di raccontare con un’idea semplice quanto geniale. Il karma come motore di un’intera esistenza, uno dei mondi narrativi più originali mai concepiti in televisione. Earl Hickey è un piccolo criminale che dopo aver vinto alla lotteria e perso il biglietto vincente in un incidente stradale decide di redimersi stilando una lista di tutte le cattive azioni compiute nella propria vita, convinto che sistemarle una a una gli restituirà la fortuna perduta.

È vero, la serie aveva perso parte dello smalto rispetto ai fasti luminosi delle prime due stagioni, quel momento in cui ogni episodio sembrava reinventare le regole della commedia televisiva, ma il calo non era certamente abbastanza marcato da giustificare una fine improvvisa e priva di qualsiasi chiusura.

La NBC ha scelto di cancellare tutto dopo quattro stagioni, lasciando addirittura episodi già scritti per una quinta annata mai andata in onda, una beffa che ha privato il pubblico della possibilità di vedere Earl completare davvero la propria lista, l’obiettivo stesso attorno a cui l’intera serie era stata costruita fin dal primo episodio. Vedere uno dei prodotti più creativi mai concepiti in televisione restare senza un vero finale è stata una cosa terrificante per chiunque avesse seguito con affetto il percorso di redenzione di questo piccolo, imperfetto eroe di provincia. Un epilogo mancato che ancora oggi lascia un vuoto difficile da colmare. Per questo, sì: My Name is Earl è una favola. Senza lieto fine.

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