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13 giudizi sinceri sulle Serie Tv turche

Serie Tv

Grazie alle Serie Tv sto viaggiando un sacco, e nel modo che preferisco in assoluto, svaccato comodamente sul divano. Sono stato in Russia, ho visto la Nuova Zelanda, ho potuto toccare con mano il fascino esotico dell’India.

Avevo bisogno di emozioni forti per la prossima meta. Un posto nuovo, ma con una fiorente industria seriale. Un paese dalle mille contraddizioni e allo stesso tempo capace nell’ultimo decennio di partorire Serie Tv a getto continuo, con una qualità complessiva medio-alta.

Sì, ma dove andare?

Come sempre, la risposta era a portata di mano. Nella destra avevo un Kebab, nella sinistra una Poretti 4 luppoli.

Turchia o Induno Olona?
L’immensità suggestiva dell’Anatolia o la placida vita di provincia del varesotto?
Il Bosforo o il Lagh de Vares?
La scelta, di fronte a due opzioni così, è stata scontata.

Poi, però, mi sono accorto del fatto che a Induno Olona probabilmente non hanno nemmeno girato lo spot di un mobilificio (di quelli che ancora si possono apprezzare sulle Tv locali), e quindi sono stato costretto ad imbarcarmi metaforicamente per la Turchia.

Non conosco molto degli usi e costumi turchi (come quelli del 90% dei paesi del globo terracqueo, del resto), ma sono un calciofilo con un dottorato in interologia, e per classificare le Serie Tv turche mi sono affidato a 3 calciatori della storia – non molto – recente nerazzurra* provenienti da quelle parti. Ecco il mio metro di valutazione:

  • Hakan Sukur: male, male, male, male. Una di quelle Serie Tv che non finiranno nemmeno nelle pagine nostalgiche su Facebook tra una ventina d’anni.
  • Okan Buruk: senza infamia e senza lode. Non provi il desiderio di prendere a ciabattate lo schermo mentre la stai guardando, però allo stesso tempo sai già che il finale di serie sarà un addio senza troppi rimpianti.
  • Emre Belozoglu: gli altri ti daranno del pazzo, ma a te quella roba piace. Sei attratto da quel certo non so che. Sai che in giro c’è di meglio, però sotto sotto non la scambieresti con altre trequartiste Serie Tv più blasonate.

Detto questo, andiamo a vedere cosa si iniettano nelle loro vene da Serial Addicted ‘sti turchi!

*AVVERTENZA: chi non dovesse intendersene di calcio, chieda lumi a qualche parente o conoscente. Attenzione a nominare Hakan Sukur, potrebbe causare scompensi cardiaci.

13 SERIE TV AMBIENTATE IN TURCHIA

Doktorlar

È l’ER (o il Grey’s Anatomy) Made in Turkey. Un gruppo di dottori all’opera nel migliore ospedale del paese, tra casi all’apparenza irrisolvibili, miracoli della medicina e un intricato sottobosco di torbide relazioni tra colleghi. Una Serie Tv che punta sull’usato sicuro dal punto di vista della sceneggiatura, disorientando gli spettatori solo col numero delle puntate: 20 nella prima stagione, una maratona seriale da 41 episodi nella seconda, 26 nella terza e uno sciopero degli autori nell’ultima stagione, con sole 10 puntate.

Doktorlar

ESITO: questo è un Okan Buruk facile facile. Roba già vista, si può fare di meglio.

Scritto da Simone Viscardi

Di lui dicevano: "È brillante, spiritoso, ironico e a tratti geniale". E con lui intendo il mio compagno di banco alle elementari. Io ero quello di fianco, che al posto di ascoltare la maestra fantasticava di calcio e cartoni animati. Crescendo sono cambiate molte cose, tipo che la maestra è diventata il capo e il compagno di banco il collega. Oggi faccio una di quelle professioni "sull'Internet" difficili da spiegare alle mamme, ma continuo a vivere la mia vita una citazione dei Simpson alla volta...

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