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Gli 8 momenti più memorabili di 4 Ristoranti

5. La testa del pesce (1×2 edizione estiva)

Credits: Sky Italia

Torniamo un po’ indietro nel tempo, più precisamente alla prima stagione di 4 Ristoranti Estate, una specie di spin-off del programma ambientato nel periodo estivo e durato solo due stagioni. Nonostante la dicitura diversa, però, il format rimane lo stesso. Nella puntata in questione, Alessandro Borghese si sposta in Versilia, per cercare il miglior ristorante di uno stabilimento balneare. Quale occasione migliore per ordinare un bel piatto di pesce fresco? Il nostro Borghese ordina un branzino, ma questo gli viene portato al tavolo già porzionato e senza la testa. Alla sua richiesta di avere anche la testa, il cameriere subito si attiva e va in cucina, dove la proprietaria del ristorante recupera prontamente la testa del pesce. Niente meno che dal bidone della spazzatura! Proprio nel momento in cui quest’ultima sta posizionando il relitto su un piatto, Borghese arriva in cucina e rimane scioccato: “Ma da dove l’hai tirata fuori? Dalla spazzatura”, esclama inorridito. “Ma tanto mica la mangi scusa”, risponde la ristoratrice, “credevo che tu la volessi vedere”.

Insomma, forse si è trattato solo di un equivoco, e la ristoratrice credeva genuinamente che Alessandro volesse solo vedere la testa del pesce per verificarne la freschezza. È anche vero che vedere un ristoratore che tira fuori del cibo dalla spazzatura per potrarlo al tavolo non è proprio il massimo. Una cosa, però, è certa: poche volte in undici stagioni di 4 Ristoranti, più le due dell’edizione estiva, abbiamo visto Alessandro Borghese così contrariato. E è per questo che il momento in questione è rimasto impresso nella nostra memoria.

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6. Il vino da 500 euro (7×9)

Credits: Sky Italia

Le strategie per cercare di favorire il proprio locale, si sa, hanno vita molto breve a 4 Ristoranti. Molto spesso simili tentativi vengono individuati dall’occhio attento di Borghese, ma soprattutto da quello spietato degli avversari. Finendo per creare l’effetto opposto a quello sperato e penalizzare così il maldestro stratega smascherato. Particolarmente eclatante in tal senso è l’episodio avvenuto nella nona puntata della settima stagione, incentrata sulla ricerca del miglior ristorante in una dimora storica della Valpolicella. Lo special era il brasato all’amarone e un ristoratore ha pensato bene di accompagnare il piatto ad un bicchiere del vino utilizzato per prepararlo. Cosa piuttosto inusuale, notano subito gli altri concorrenti. Senza contare che la bottiglia di vino usata per preparare il brasato e servita ai commensali aveva un valore di circa 500 euro. È evidente a chiunque che un vino così caro non può essere usato per cucinare, e soprattutto che un simile trattamento non può essere riservato a tutti i clienti.

Il ristoratore colto sul fatto ha dunque cercato di giustificarsi, dicendo che la bottiglia presentava un difetto di confezionamento e che, quindi, non poteva essere venduta ai clienti a prezzo pieno. Non spetta a noi decidere se le sue parole fossero vere o no, ma in quanto autoproclamata esperta del programma posso affermare con assoluta certezza che gli altri ristoratori non ci avrebbero creduto comunque. Ormai il danno era fatto perché, una volta persa la fiducia degli altri ristoratori, è persa per sempre. Dunque, la strategia ha finito col costare molto caro al nostro ristoratore. Letteralmente e metaforicamente.

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