Nel mondo delle Serie Tv, la sospensione dell’incredulità è una regola d’oro, soprattutto quando si parla dell’età dei protagonisti. Spesso, dietro ai banchi di un liceo immaginario o tra i corridoi di una scuola superiore, si muovono attori che hanno ampiamente superato l’età adolescenziale, arrivando in alcuni casi a sfiorare – o ad avere davvero – 30 anni suonati. Questa discrepanza tra carta d’identità e copione si è manifestata in veri e propri cult televisivi, dove rughe ben nascoste, fisici scolpiti da palestra e carriere già avviate cercavano di spacciarsi per irrequieti sedicenni alle prese con i primi amori e i drammi scolastici. Ed eccoci quindi qui, a classificare i casi più assurdi. Gli attori delle Serie Tv che si sono ritrovati a interpretare giovani adolescenti proprio quando oramai quella parte della loro vita era già superata, sfumata in un ricordo che hanno trasformato in interpretazione.
Da Benjamin McKenzie a tanto altro: ecco La classifica dei 10 attori più vecchi che hanno interpretato un teenager in una Serie Tv
10) Tom Welling in Smallville è uno degli Attori delle Serie Tv più anziani nel ruolo da adolescente: 24 anni per un personaggio di 14

È quasi comico pensare che Clark Kent, il ragazzino di provincia alle prese con la scoperta dei propri poteri e con i primi turbamenti adolescenziali, avesse il volto di un uomo che aveva già superato abbondantemente la soglia dei vent’anni. Tom Welling aveva infatti 24 anni quando Smallville debuttò nel 2001, chiamato a interpretare un liceale di appena 14 anni. Eppure quello scarto anagrafico, che sulla carta sembrerebbe un azzardo, funzionò perfettamente grazie alla fisicità di Welling, capace di restituire con naturalezza sia la goffaggine tipica di un adolescente sia la fisicità già imponente di un futuro supereroe.
Smallville raccontava gli anni della formazione di Superman prima ancora che diventasse tale, ambientando la storia proprio nella cittadina del Kansas che dà il nome alla serie, dove Clark cresce circondato dagli affetti dei genitori adottivi, Jonathan e Martha Kent, e dalle prime amicizie destinate a segnare per sempre l’universo narrativo del personaggio, da Lana Lang a Chloe Sullivan, fino al rapporto complicato e ambiguo con un giovanissimo Lex Luthor.
Quello che rendeva la scelta di Welling particolarmente convincente era proprio la capacità di comunicare un’innocenza interiore nonostante un aspetto fisico già adulto, un contrasto che in qualche modo rispecchiava perfettamente la condizione stessa del personaggio. Un ragazzo con la forza di un uomo ma con la testa ancora piena di insicurezze adolescenziali. Smallville avrebbe accompagnato Welling per dieci intere stagioni, un impegno lunghissimo che lo vide invecchiare insieme al proprio personaggio fino a raggiungere, negli ultimi episodi, un’età anagrafica finalmente più vicina a quella di un Clark Kent ormai prossimo a diventare Superman a tutti gli effetti.





