6. Louie

Come Seinfeld eCurb Your Enthusiasm, anche Louie rivoluziona la scrittura della comedy attingendo a piene mani dal mondo delle stand up comedy. In primo luogo, anche in questo caso l’autore e protagonista è un comico, Louis C.K., che interpreta una versione fittizia di sé stesso. Inoltre, questa serie sacrifica completamente la continuità in favore dell’estemporaneità. Le trame lineari lasciano spazio a sketch estesi e sconnessi tra loro, intervallati da performance dal vivo dello stesso Louis C.K. Capita addirittura che un episodio sia composto da diverse “storie” che non sono neppure tematicamente collegate tra loro. Ogni episodio si configura dunque come un universo a sé, tanto da poter trovare lo stesso personaggio interpretato da più attori diversi in diverse puntate. L’estemporaneità, però, non deve essere scambiata per superficialità. La serie, andata avanti per ben cinque stagioni, finisce infatti con l’affrontare i temi più disparati, inclusi quelli più dolorosi e “pesanti”. E non è raro che si passi dall’umorismo più cinico e dark a uno surreale, arrivando talvolta a momenti estremamente drammatici. A differenza di altre serie presenti nella lista, come le stesse Seinfeld e Curb Your Enthusiasm, più che ricercare la semplice risata, Louie preferisce infatti spingere lo spettatore alla riflessione. Per questo, forse, questa serie comedy non è per tutti. Louie è un perfetto esempio di umorismo come lo intenderebbe Pirandello, che a differenza del comico, contiene in sé sempre l’avvertimento del suo contrario. Come direbbe qualcuno, Louie fa ridere, ma fa anche riflettere sulla tristezza e sul dolore della vita. Ancora troppo poco apprezzata dal pubblico, questa serie tv è stata elogiata dalla critica come una delle migliori comedy degli ultimi tempi.







