3. It’s Always Sunny in Philadelphia

Ecco un’altra comedy che, se ricercate il conforto e il sentimentalismo, vi consigliamo di non guardare. Se invece vi piacciono le risate rumorose, brutali, magari un po’ volgari, ma sempre oneste e sincere, It’s Always Sunny in Philadelphia fa decisamente per voi. It’s Always Sunny in Philadelphia non è solo una serie, ma ormai è diventata un universo a sé: basti pensare che questa comedy va avanti da ben vent’anni e che sta per tornare con una diciottesima stagione. Un universo che è una copia deformata ed esagerata della nostra realtà, ma proprio per questo, in grado di fornirci un’immagine veritiera di quelle che sono le ipocrisie della nostra società. I cinque protagonisti, Charlie, Mac, Dennis, Dee e Frank, sono forse le persone peggiori che si possano incontrare: disonesti, egoisti, aggressivi e, soprattutto, politicamente scorretti. Dei veri e propri falliti sotto ogni punto di vista, che sguazzano nella mediocrità e sono incapaci di evolversi e migliorare. Eppure sono veri. Non indossano alcuna maschera, non si nascondono dietro il perbenismo. E, così facendo, smascherano la falsità insita nel comportamento degli altri. Sfidando i limiti etici e morali, finendo in molti casi per apparire disturbante agli occhi dello spettatore, la serie spinge quest’ultimo a riflettere su se stesso e sul proprio comportamento. Più che una comedy, It’s Always Sunny in Philadelphia sembra appartenere al teatro dell’assurdo, che non di rado sfocia in una parodia di se stesso. Proprio perché è scomoda, It’s Always Sunny in Philadelphia è ancora molto poco apprezzata, soprattutto nel nostro Paese. Eppure, pur non avendo la pretesa di piacere a tutti, o forse proprio per questo, è una delle migliori serie tv comedy di sempre.
4. Arrested Development

Decisamente troppo sottovalutata, Arrested Development è un’altra di quelle serie tv comedy che, a ben guardare, ha segnato la storia del proprio genere, e che meriterebbe di essere annoverata tra le migliori di sempre. La serie è incentrata sulla disfunzionale famiglia Bluth, proprietaria di un’azienda a Newport Beach. In particolare, la vicenda prende le mosse quando il patriarca della famiglia, George Sr., viene arrestato a causa della sua pessima gestione degli affari. Toccherà dunque al figlio Michael cercare di gestire la situazione e salvare l’azienda dal fallimento. Eppure, anche se questa premessa sembrerebbe lasciare aperta una possibilità di riscatto e successo, il titolo toglie ogni dubbio allo spettatore. Lo sviluppo dei personaggi risulta bloccato. Nessuno dei membri della famiglia Bluth è riuscito a diventare un adulto maturo e responsabile, anzi, alla fine della serie alcuni di loro risultano peggio di com’erano all’inizio. Paradossalmente anche lo sviluppo della serie è stato decisamente altalenante, portando ad una prematura cancellazione che certo non ha giovato ai fini della trama. Oltre che essere uno schiaffo in faccia al sogno americano e all’istituzione stessa della famiglia, il modo stesso in cui la serie è costruita potrebbe costituire un ostacolo per alcuni spettatori. Arrested Development, infatti, è fatta di battute serrate, trame ingarbugliate e un po’ assurde, e densa di richiami interni, per cui moltissimi dettagli all’apparenza insignificanti tornano in episodi successivi. Non è dunque la serie comedy che guardi in sottofondo: allo spettatore sono richiesti uno sforzo e un’ attenzione non da tutti. Ma che, se concessi, ripagano pienamente le aspettative.







