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4 film di Christopher Nolan che sarebbero delle serie tv intricatissime

Christopher Nolan è uno dei registi con maggiori incassi nella storia del cinema. I suoi film, spesso di ambigua interpretazione, dialogano con gli spettatori attraverso temi filosofici e metafisici. Nolan è attentissimo ad esplorare le diverse e varie esperienze che hanno segnato la vita di un individuo fino al momento presente.

Il regista si diverte a raccontare il rapporto complesso degli uomini con il tempo. È una costruzione tipicamente kierkegaardiana, una storia che pone l’individuo di fronte a delle scelte irreversibili, implacabili. Christopher Nolan, con una tecnica che pone il protagonista del film come narratore, gioca con il contrasto tangibile tra memoria e identità personale.

L’io avrà gli stessi caratteri o pensieri per tutta la vita?

Il regista ci pone questa domanda da anni e traspone nelle sue pellicole tematiche come la vendetta, l’ossessione, l’inganno, il tormento interiore, il confine tra realtà e la percezione della stessa. Il protagonista delle sue opere ricorda la condizione esistenziale degli autori del 900′. Una condizione di estraniazione dalla realtà, un fidarsi cieco e illusorio solo di se stessi. Una rincorsa alla vita che fugge inesorabilmente e che lascia vuoti, senza certezze assolute. Tutti questi temi, inseriti in un contesto dove fotografia e scenografia funzionano alla perfezione, hanno reso i film di Christopher Nolan dei veri e propri must. Noi pensiamo che queste tematiche e i dibattiti che ne seguono, siano perfetti per una trasposizione seriale. Al di là della trilogia del Cavaliere Oscuro, pensiamo che alcuni film di Nolan possano essere delle serie tv stratosferiche, dove, la vera sfida dell’uomo è quella contro il suo inconscio, i suoi pensieri e i suoi tormenti. Un po’ come avevamo pensato per Wes Anderson. Se Nolan ha voluto rendere i suoi film immuni al passare del tempo, delle eventuali serie tv tratte dai suoi film sarebbero capaci di reggere il confronto.

Vediamo insieme quali potrebbero essere le pellicole giuste di Nolan per delle eventuali serie tv:

Inception

Inception

Sogni, adrenalina, stati onirici e segreti. Sono questi gli ingredienti che adoriamo in una serie tv, no? Inception, scritto e diretto da Nolan nel 2010, li ha tutti e noi ce ne siamo innamorati fin dal primo momento. Il film, un thriller fantascientifico , ha come protagonista Dom Cobb, un uomo con un talento fuori dal normale. Dom, infatti, riesce ad entrare nei sogni delle persone e decifrarne i segreti più reconditi. Per questa sua innaturale capacità viene contattato da Saito, un potente industriale di origine giapponese, alle prese con una lotta di potere. Saito propone a Cobb un accordo: in cambio del suo permesso di tornare negli Stati Uniti, da dove è fuggito perché accusato dell’omicidio di sua moglie, dovrà inserire nella mente di Robert Fischer, erede del rivale d’affari di Saito, l’idea di distruggere il suo impero ereditario. Cobb accetta l’accordo e forma un singolare team d’azione di cui fanno parte oltre a Saito, Eames, un uomo in grado di cambiare forma all’interno dei sogni, Arianna, una brillante studentessa di architettura capace di progettare spazi virtuali e Yusuf, un chimico anestesista con la capacità di rendere il sogno invulnerabile agli agenti atmosferici. Lo spettatore è immerso in questo labirinto oscuro dove realtà e sogno sono separati da un confine sottile e in equilibrio precario.

Il mondo dei sogni in cui ci trascina Christopher Nolan è artisticamente complesso e affascinante: un mondo sfaldabile e delicato, un treno da prendere al volo ma su cui fare attenzione a non cadere. L’opera potrebbe essere una bellissima serie tv in cui affidare ad ogni episodio la vita di ogni membro del team. In questo modo potremmo conoscere anche i loro turbamenti e speranze, il loro passato e le sfide affrontate per diventare ciò che sono nel film. Potrebbe servici qualche appunto come con Dark per non perderci nei progetti metafisici, ma siamo convinti che ci divertiremmo molto se Inception fosse anche una serie tv. Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni d’altronde. 

Memento

‘Ricordati di non dimenticare’. Potrebbe essere rammentato in questo modo il leitmotiv di Memento, uno dei migliori lavori di Nolan e tra i film più significativi degli anni 2000, tant’è che nel 2017 è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti. Il film segue le vicende di Leonard Shelby, un uomo affetto da disturbo della memoria a breve termine di origine post-traumatica. Il suo unico scopo è quello di uccidere John G, presunto assassino di sua moglie e colpevole del suo disturbo di memoria. Attraverso post it, informazioni sparse e tatuaggi, il protagonista cerca di porre un argine alla sua malattia che lo porta a dimenticarsi ogni cosa avvenuta negli ultimi 10 minuti. Christopher Nolan porta in scena il senso di smarrimento e il logorante peso di un uomo alle prese con la sua identità. Cosa siamo senza ricordi? Forse nulla. È questo il senso ultimo del film:immortalare l’importanza del ricordo. Tra una fuga adrenalinica, scene che si susseguono attraverso uno schema temporalmente stravolto, lo spettatore si pone come compagno di viaggio del protagonista. Lo accompagniamo per superare, insieme a lui, il profumo di vendetta e i tormenti interiori. Memento potrebbe essere un gioiellino all’interno del catalogo seriale. Potrebbe avvicinare tutti gli appassionati del cinema d’azione e tutti coloro ai quali manca perdersi nei meandri contorni e brutali della psiche umana. È possibile agire anche se dimentichiamo? Come sarà la vita di Leonard adesso? Una serie tv potrebbe rispondere a tutte le nostre domande, ne siamo certi. 

Tenet

Una spettacolarizzazione quasi ludica, un gioco spazio temporale a cui dobbiamo avvicinarsi come ad un puzzle. Pezzo per pezzo, senza fretta, i tasselli di Tenet si avvicinano per regalarci una tensione emotiva senza precedenti. Tenet è l’ultimo lavoro di Nolan ed è uscito nelle sale cinematografiche nel 2020. La trama segue le azioni di un agente segreto (noto come il Protagonista) che cerca di impedire lo scatenarsi della terza guerra mondiale sfruttando lo scorrere del tempo. Sembrerebbe di facile interpretazione, ma Tenet è il film più intricato di Nolan.

Il problema non è comprendere il racconto, seguirne la narrazione e il suo sviluppo, ma stare dietro alle idee di un film che si avvolgono e si riavvolgono, quasi come se si stesse di fronte ad una matrioska. Nolan rifiuta il linguaggio del cinema tradizionale e si esalata attraverso la multidimensionalità e una pluralità di significati che trovano in Tenet un palcoscenico su cui emergere. Attraverso intuizioni geniali (il palazzo che nello stesso fotogramma crolla e si ricompone per effetto della “manovra a tenaglia temporale”), il film è una vera e propria corsa contro il tempo. Per fronteggiare la minaccia globale, infatti, i protagonisti dovranno essere in grado di attuare una manipolazione temporale, nota come inversione.

Non si tratta di un semplice e solito viaggio nel tempo, ma di un’alterazione del corso degli eventi, che apporta una deviazione sostanziale al percorso naturale delle cose. Ma spesso i flussi temporali si sovrappongono e si confondono e il film sembra essere una giostra che gira su se stessa. Un’eventuale serie di Tenet potrebbe raccontare le origini dell’organizzazione misteriosa che opera affinché venga sventata una minaccia di distruzione proveniente dal futuro. Ci piacerebbe rivedere John David Washington viaggiare nel tempo, fondare in futuro Tenet e predisporre tutte le pedine in modo che il sé stesso del passato operi come ha fatto fino a quel momento. In effetti, Tenet, ci dice che la conclusione del suo percorso è solo l’inizio. A noi piacerebbe vedere questo nuovo inizio in una serie tv da godersi sul divano di casa.

Interstellar

Se Interstellar fosse un colore sarebbe il grigio. Il grigio cupo e spaventosamente crudele del futuro. Un futuro che spaventa a causa dei cambiamenti climatici e che probabilmente sussurra agli uomini di cambiare pianeta su cui abitare. Il film, infatti, narra di un gruppo di astronauti che viaggiano attraverso un wormhole in cerca di una nuova casa per l’umanità. Ma se Interstellar fosse un colore sarebbe anche il bianco. Il bianco associato alla delicatezza e alla dolcezza. Perché Interstellar, più di ogni altra cosa, è il quadro mai dimenticato della purezza sentimentale. È il rapporto di un padre e di una figlia separati improvvisamente, ma pronti a volersi bene nonostante la distanza solare che li divide. In un film che parla di viaggi del tempo, l’unico eroe che trascende le leggi spazio temporali è l’amore. Quello di un padre affettuoso e premuroso verso i suoi cari, con un promessa nel cuore, tornare da loro e salvarli dalla catastrofe imminente. Non importa se la sfida sarà dura e pericolosa, se ci saranno mancanze d’aria o pianeti inospitali, l’importante è salvare la Terra. 

Ciao papà. Che gran figlio di puttana. Non ne ho mai registrato uno quando rispondevi perché ero furiosa che te ne fossi andato. E poi quando hai scelto il silenzio mi è sembrato di dover accettare quella tua decisione. Ma oggi è il mio compleanno ed è un compleanno speciale perché tu mi hai detto… tu mi hai detto che al tuo ritorno avremmo potuto avere la stessa età. E oggi ho gli anni che avevi tu quando sei partito. Quindi questo sarebbe un ottimo momento per tornare.

Queste parole sono pronunciate da Murphy Cooper, la figlia dell’astronauta e le ricorderemo per sempre. Interstellar potrebbe essere una serie travolgente. Ad ogni puntata un ostacolo. Ad ogni puntata un pianeta. Immaginiamo per esempio se si fosse dato più tempo al rapporto dell’uomo con dei pianeti inusuali e inabitabili. La serie tv tratta dalla pellicola avrebbe sicurato portato con sè il rapporto stupendo tra l’ingegnere e sua figlia e noi avremmo pianto ancora una volta. Christopher Nolan lo sa.

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