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Carmilla, un gioiello nato e cresciuto sul web

Di serie web ce ne sono tante, tantissime, forse troppe. Molte sono a basso budget, create da appassionati non professionisti che vogliono soltanto divertirsi, altre invece sono realizzate da professionisti, altre nascono dalla passione di giovani sceneggiatori e attori che desiderano un’occasione, che vorrebbero farsi notare. È questo il caso di Carmilla, serie web LGBT iniziata nel 2014, che sta appassionando sempre più il pubblico LGBT ma non solo.

Realizzata a bassissimo budget, con solo un locale a disposizione, una telecamera fissa e un gruppo di giovani e promettenti attori canadesi, Carmilla, liberamente basata sull’omonimo romanzo di Joseph Sheridan Le Fanu, racconta la storia d’amore tra due compagne di stanza al college, di cui una è una vampira. No, niente Twilight. Non ci sono esseri che luccicano, canini affilati o altri stereotipi. Carmilla, del resto, non è truccata da vampira. Sono le sue abitudini, il suo vestirsi in maniera sexy (spesso in pelle), il sangue che beve a definirla. E il suo nome, naturalmente. Ho particolarmente apprezzato che la sceneggiatrice, Jordan Hall, coautrice della serie assieme a Ellen Simpson, abbia mantenuto il gioco di parole Carmilla-Mircalla (vero nome della vampira), così come molti altri richiami alla storia originaria, senza tuttavia perdere la propria originalità.

Originalità che si riscontra nei personaggi di Perry, LaFontaine e Danny, amiche di Laura (la protagonista), assolutamente ben caratterizzati, così come tutti i personaggi.

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Laura

La serie si sviluppa come un progetto universitario di Laura, che consiste nella realizzazione di un video giornalistico sui misteri della Silas University, immaginario college in cui avvengono strani misteri, come la presenza di un catalogo della libreria senziente e la scomparsa di alcune studentesse. La telecamera resta accesa mentre lei scopre che la sua compagna di stanza, Betty, è scomparsa. Così inizia a indagare e a chiedere aiuto ai suoi colleghi attraverso questi video, che saranno molto seguiti, facendo di lei una specie di star.

Il punto di svolta avviene con l’arrivo della nuova compagna di stanza, Carmilla appunto. Disordinata come abitudini e modo di vivere, la nuova ragazza mostra subito un certo fascino oscuro e tanto, tanto scazzo. Non si mostra minimamente coinvolta nell’indagine – così come il resto del mondo o i genitori delle stesse ragazze scomparse – e anzi prende in giro Laura per essere così ostinata.

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Laura & Carmilla

Piano piano però il loro rapporto evolve, specie dopo la scoperta che Carmilla non è estranea agli eventi, pur essendo in un certo modo innocente. Sì, è complicato, ma se vi spiego, vi spoilero praticamente tutta la prima stagione. Se volete conoscerla, guardate la serie. Non ci perderete troppo tempo. Gli episodi hanno una durata di massimo 5-6 minuti, spesso meno (sui 3 minuti). Ogni stagione (ne sono state girate due finora) prevede 36 episodi. Vi è inoltre un’ulteriore mini-stagione (11 episodi), la season zero, che si pone come completamento della seconda stagione, spiegando alcuni punti rimasti oscuri e preparandoci psicologicamente alla terza, che dovrebbe uscire quest’estate.

Andata in onda su canale YouTube KindaTV, la serie ha riscosso un grande successo di pubblico, diventando ben presto un fenomeno del web: ha vinto diversi AfterEllen Visibility Awards, si sono scritte fanfiction, create pagine facebook…

Contando poi che tutto è nelle mani della bravura della sceneggiatrice e degli attori, che nella prima stagione hanno spesso dovuto improvvisare e dichiarare “buona la prima!” per ragioni di budget, questa serie è ancora più ammirevole.

Insomma, restiamo in attesa della terza stagione, dopo i colpi di scena di fine seconda. Io penso che riusciranno a stupirci ancora. E voi? Come, non l’avete ancora vista? Vi do un altro motivo! La serie strizza l’occhio a noi fangirl/fanboy: Laura scrive fanfiction slash (gay) e usa una tazza a forma di TARDIS. Ora, correte!

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Carmilla_Tardis

Run, you clever boy, and remember me.

Written by Olimpia Petruzzella

Tra un'indagine con Sherlock Holmes e un viaggio e l'altro col Dottore, sono anche riuscita a laurearmi in Archeologia (River, grazie ancora per quella dritta... e per avermi presentato Euripide!) e fare un master in sceneggiatura alla Silvio D'Amico. Perché siamo tutti storie, alla fine. Ed è meglio farne una buona, no?

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