Scrubs non è una serie banale. Questo ormai lo sapete, lo sappiamo tutti molto bene. Da 25 anni a questa parte. E non è una serie che si attiene a delle specifiche regole per tenere alta l’attenzione, l’hype, per generare emozioni tramite formule matematiche scritte negli algoritmi (come purtroppo fanno o provano a fare tanti altri prodotti audiovisivi). Sa di potersi concedere il lusso di non pensarci neanche a queste cose, pure nel 2026. Sa di essersi costruita il privilegio di poter essere se stessa sempre. Questo revival l’ha affrontato così: senza la paura di un grande vecchio che torna nel mondo dei giovani e tenta disperatamente di adeguarsi, di scimmiottarli, di essere qualcosa che ormai non è più. L’ha affrontato invece con l’autorevolezza di chi sa di avere una statura tale da poter sopravvivere a qualsiasi epoca, ovviamente con l’intelligenza in fase di scrittura di andare ad aggiustare qualche tassello qua e là rispetto alla versione precedente. Ma nulla più di questo, nulla che porti a uno snaturamento.
Così Scrubs, proprio perchè non è una serie banale e proprio per tutti i motivi che ho elencato sopra, non ci ha piazzato un finale strappalacrime di questa decima (o chiamatela come volete voi) stagione. Non ci ha piazzato un finale denso di colpi di scena, cosicché ce ne ricordassimo quando tornerà. Assolutamente no. L’episodio forte, col colpo di scena grosso, con l’emotività ai massimi livelli, è stato quello prima. Il finale di stagione è invece un inno alla normalità, sotto ogni punto di vista. E anche questo è perfettamente Scrubs. Pensateci: eccezion fatta per il leggendario finale dell’ottava, quello che molti di noi considerano il vero finale di Scrubs (almeno della Scrubs dei primi anni 2000), gli episodi davvero memorabili di Scrubs, quelli per cui ancora oggi piangiamo, sono episodi ‘qualunque’. La 5×20 e la 5×21 (“Il mio pranzo” e “Il crollo del mio idolo”), la 3×14 (il famoso episodio di Ben) e potrei andare avanti all’infinito. Insomma, Scrubs non è una serie che piazza il finalone in modo studiato e telefonato, ed è anche per questo che la amiamo. Perchè Scrubs è un racconto di vita, e non per forza le cose migliori o peggiori della vita devono accadere in uno specifico momento, che qui identifichiamo con un finale di stagione.
Anche per questo è stato veramente esaltante vedere un finale di stagione ‘normale’. Perché testimonia come Scrubs abbia iniziato una nuova storia, che ancor prima del rinnovo ufficiale non aveva alcuna intenzione di concludere qui

Come dicevo, è un finale esaltante per motivi non canonici. Perchè questo finale, se pensato nel contesto più ampio di incertezza in cui si collocava la nuova Scrubs nel momento in cui hanno girato gli episodi (incertezza del rinnovo, incertezza di come il pubblico avrebbe preso questo ritorno) è semplicemente pazzesco. Un atto di fiducia nella scrittura di una nuova storia che non voleva ‘forzare’ un nuovo finale quando non era minimamente pronta a farlo (certo, c’era il rischio che in caso di mancato rinnovo la nuova Scrubs finisse così, con un non-finale, ma è un rischio che hanno voluto correre) e un atto di fiducia nel suo pubblico, che Bill Lawrence sapeva benissimo non aver bisogno per forza di un finale che tenesse incollati allo schermo, bramosi della puntata successiva. Non è per questo che guardiamo Scrubs. E non ci serve questo per bramare il suo ritorno.
Un ritorno che ci sarà, anche prima del previsto (ebbene sì, Scrubs tornerà questo autunno) e non diciamo l’ovvio affermando che non vediamo l’ora che torni. O meglio: diciamo l’ovvio, ma i motivi sono veramente solidi. Perchè la nuova stagione affronterà sicuramente la malattia di Perry Cox, come questa puntata finale di Scrubs 10 ci conferma: le analisi non sono andate bene come JD, Perry e Jordan (altro gradito ritorno di queste curve finali) auspicavano, e quindi le cose partiranno in salita per Cox nella prossima stagione. La buona notizia è che quasi sicuramente vedremo Cox in ogni episodio, a differenza di questo primo capitolo del revival dove è apparso solo all’inizio e alla fine. La cattiva è che c’è il serio rischio di dover affrontare la perdita di uno dei personaggi migliori non solo dell’universo Scrubs, ma dell’intero mondo della televisione. Speriamo di no. Speriamo di no.
E poi perchè c’è da raccontare di più, ancora di più delle nuove leve che Scrubs sta facendo venir fuori con intelligenza, con raziocinio, senza farcele piovere addosso con pressappochismo e in maniera dozzinale, come nella nona stagione quando in pratica ci hanno imposto dei nuovi protagonisti di punto in bianco. I nuovi specializzandi sono elementi marginali, ma pian piano hanno preso sempre più spazio e anche in questa 10×09 abbiamo conosciuto qualcosa in più di loro (oltre ad aver visto il primo tenero e impacciato bacio della potenziale coppia più promettente tra i giovani, ovvero quella formata da Sam e Asher).
In questa puntata c’è stato anche il grande, attesissimo ritorno dell’Inserviente. Un ritorno che ci ha chiarito due cose: la prima è che è difficile pensare a un ritorno di questo personaggio in pianta stabile. Il fatto che JD sia ormai un adulto di 50 anni, con un ruolo di responsabilità come quello di primario, renderebbe potenzialmente stonate le tipiche dinamiche del rapporto tra lui e l’Inserviente. Dinamiche che è giusto vengano relegate a qualche episodio speciale (l’Inserviente difficilmente tornerà a essere un regular, ma ciò non toglie che potrebbe tornare in qualche puntata, specie ora che si è scoperto che il nuovo inserviente è suo figlio). Al contempo, però, se relegate a uno spazio più limitato, sono dinamiche che fanno ancora sorridere e ti lasciano quel senso di straniamento tipico della prima Scrubs. Tra i due attori c’è ancora una chimica notevole, e questo ritorno è stato ovviamente molto piacevole per quanto, almeno per quanto mi riguarda, si sia reso palese il fatto che nella nuova Scrubs l’Inserviente non può essere più di una figura che appare ogni tanto, senza avere troppo spazio.

E poi è comparsa lei. Lei è ovviamente Rachel Bilson, il nuovo interesse amoroso di JD che è un altro elemento che ci conferma come gli sceneggiatori di Scrubs non considerassero nemmeno lontanamente l’idea di chiudere bottega dopo questa stagione. Tra lei e JD non è ancora successo niente di che, ma il potenziale c’è e si vede: l’attrice non è nuova a interpretare questo tipo di personaggi, ed è presumibile pensare che nella nuova stagione vedremo una storia tra lei e JD. Ma che, al contempo, difficilmente sarà per JD la storia della vita.
Piuttosto, potrebbe aiutare a risvegliare un’altra storia. Avete capito bene
Ho molto apprezzato il fatto che JD ed Elliot non siano tornati insieme già in questo primo capitolo del revival: l’ennesima dimostrazione che Scrubs non avesse in alcun modo fomo, non avesse ansia da prestazione, non fosse terrorizzata al punto da giocarsi subito tutte le sue carte più forti per paura di venir spazzata via in questa nuova epoca streaming-televisiva che ti divora e ti cancella appena abbassi un attimo la guardia, appena la soglia di ascolti e visualizzazioni cala sotto il livello di guardia. Ma al contempo, almeno per quanto mi riguarda, è chiaro che JD ed Elliot torneranno insieme.
Lo si nota dagli sguardi elettrici che ogni tanto si lanciano, dal fatto che nonostante non ci sia niente di detto, nonostante non ci siano nemmeno indizi, è ben evidente che tra i due ci sia quel senso di eterna irrisoluzione, che non sia finita qua. Che non finirà mai.
Così la nuova storia di JD sarà probabilmente la miccia che porterà a risvegliare la dinamica JD-Elliot. E in fondo è anche giusto così. Siamo sicuri che, se lo faranno, lo faranno bene.
Insomma, il primo capitolo della nuova Scrubs è giunto al termine, con una festa e i vari Elliot, Turk e Carla che ballano a centro pista, mentre JD li osserva appoggiato al bancone: una dinamica che abbiamo già visto varie volte ma di cui non ci stancheremo mai. Col Dottor Cox che manda a JD un messaggio in cui gli dice di aver bisogno di lui, per poi dire di aver sbagliato numero, come a far capire che quel vecchio stronzone è lì, pronto a lottare assieme a noi e assieme a lui, che non mollerà, ma che al contempo un fondo di verità dietro il suo consueto sarcasmo c’è eccome.
Cox avrà bisogno di JD e noi abbiamo ancora bisogno di Scrubs: prima era un sospetto, ora è una sentenza definitiva. Per fortuna, in autunno torna. E siamo troppo, troppo felici.
Vincenzo Galdieri







