L’ho detto sin dall’inizio di questo percorso di recensioni, sin dall’inizio di questa stagione: bramare le ‘risposte’ come se fossero davvero l’unica cosa che conta a questo punto dell’evoluzione narrativa di From, significa non godersi un prodotto che ha moltissimo altro da offrire. Un prodotto che unisce elementi horror a elementi mystery, e che dello stato di eterna sospensione fa un punto di forza: con prodotti del genere bisogna lasciarsi guidare dal vento che ci culla e ci spettina, mentre proviamo a muoverci nelle fluttuazioni della storia. E poi From è anche una serie molto profonda, che ha a che fare anche con piani psicologici e filosofici: questo racconto multiforme ci parla di noi, del nostro rapporto contraddittorio e spesso irrisolto con la nostra parte bambina, e anche del nostro rapporto mai risolto ed eternamente conflittuale con la morte. Per questo mi viene sinceramente un po’ rabbia quando leggo commenti come: “Puntata noiosa, non è successo niente” oppure “Anche stavolta nessuna risposta” come se appunto in questa serie contasse solo quello. Come se contassero appunto solo queste famigerate risposte, intese come un risultato da raggiungere a tutti i costi e prima possibile.
Un peccato enorme viversi così una serie così piena, così stratificata, così colma di layers. Ma se sono solo ed esclusivamente le risposte ciò che una parte di pubblico di From cercava, in questa puntata di risposte ne arrivano.
Al giro di boa di questa stagione, From decide di sterzare e di affrontare con noi un turning point che potrebbe rivelarsi decisivo non solo per questa tornata di episodi, ma per l’intera serie

E il protagonista di questo turning point non poteva che essere Jade, da sempre l’uomo con l’aria più mistica di tutta la serie, e da sempre da noi individuato come colui che poteva scardinare il gioco interattivo più di chiunque altro. In questa puntata Jade decide di affrontare un viaggio interiore con l’ausilio di due elementi: Boyd, e dei funghetti allucinogeni. I secondi gli servono per smuovere i ricordi dentro sé, per sbloccarli: ricordi di vite passate vissute a Fromville, ricordi seppelliti in angoli reconditi della sua coscienza. Il primo gli serve invece per dargli un indirizzo ed evitare che degeneri, evitare il delirio totale che potrebbe scaturire dal mettersi alla prova in una maniera così dura, per giunta in una situazione psico\fisico\emotiva che per lui come per tutti gli abitanti della cittadina è ormai più che compromessa. Boyd serve a Jade per aiutarlo a decodificare ciò che vede, e il binomio funziona. Il genio di Fromville, che più passa il tempo più assomiglia a una versione giovane e irsuta di Doc di Ritorno al Futuro, sfida se stesso e la stessa cittadina contemporaneamente: cerca quindi di trovare dei nuovi modi per arrivare alla verità, modi che passino dall’interno piuttosto che dall’esterno.
Ne esce un viaggio intenso e devastante, in cui Jade incontra la sua versione bambina che diventa il suo Cicerone interiore, assieme a Boyd che gli fa da Cicerone esteriore. Così Jade scopre delle cose, e noi con lui: in particolare, scopre che le varie inquietanti visioni di uomini sconosciuti e insanguinati che ha avuto in questi anni a Fromville, sono sostanzialmente tutte versioni precedenti di se stesso. Versioni che sono già state a Fromville, che sono parte del loop e che lo hanno visto sempre fare la stessa fine: Jade, in ogni sua versione, è stato ucciso dagli abitanti della cittadina. E questa è la prima terrificante sentenza a cui andiamo incontro: Jade sembrerebbe quindi essere destinato a essere ucciso da uno degli altri concittadini in questo ciclo narrativo, a meno che non riesca a invertire qualcosa nella storia, come sta disperatamente cercando di fare. La sentenza ancor più terrificante, però, arriva su Tabitha: la versione bambina di Jade, infatti, lo dice a chiare lettere:
“Quello che succede a lei è molto peggio”

Lo scenario che si potrebbe aprire riguardo a Tabitha è raccapricciante, ed ha a che fare con qualcosa di cui abbiamo parlato nell’approfondimento della scorsa settimana relativo a Julie, nonché trasversalmente con la scena madre più terribile della scorsa puntata: quella in cui Julie incontra l’Uomo in Giallo che divora una persona a bordo strada. Victor stesso aveva raccontato nella scorsa puntata come l’Uomo in Giallo avesse divorato sua madre, che era l’ultima persona che aveva provato a salvare i bambini. Per Tabitha il destino potrebbe essere il medesimo, a maggior ragione dopo le parole della versione bambina di Jade: Tabitha sembrerebbe destinata a essere divorata dall’Uomo in giallo. Tutto questo, ovviamente, se non si troverà il modo di invertire o modificare il loop.
In questa puntata c’è stata un’altra storyline in cui abbiamo scoperto dei nuovi pezzi di narrazione: quella di Donna, Tabitha e Ethan. Dall’angusto lago sono emersi delle inquietanti bambole che infine hanno preso forma nella notte, diventando delle bambole giganti che arrivano a distruggere la capanna dove i tre protagonisti e due personaggi secondari erano rifugiati. Con una sequenza di qualche minuto di fortissima intensità, uno di loro ci lascia le penne, mentre Tabitha riesce a salvare Donna da una fine che sembrava certa: nella notte gli incubi di Fromville assumono quindi ora anche diverse forme, finora mai affrontate e sperimentate dai protagonisti.
E mentre Fatima continua con la costruzione del suo golem, che si fa sempre più grande e ingombrante, c’è spazio anche per una straziante scena col padre di Victor, che ubriaco tenta disperatamente di riportare speranza in suo figlio e nel resto dei presenti, finendo però per spargere solo ulteriore disperazione. Qualcosa di grosso si muove anche sul fronte Sophia\Uomo in Giallo, una bomba a orologeria che sembra avanzare in maniera subdola, feroce e silenziosa verso il suo obiettivo di distruggere la comunità dall’interno, facendo in modo che gli abitanti si massacrino tra loro.
Una puntata, la 4×05 di From, che dà un’accelerata decisa alla storia, con Jade e Boyd che adesso cominciano ad avere in mano dei veri mezzi per provare a cambiare le sorti degli abitanti di Fromville. Il grande viaggio di Jade potrebbe averci portato alla risposta data da Ethan fin dall’inizio, e stavolta potremmo avere a che fare con la chiave di volta dell’intera serie: una questione che merita però un capitolo a parte, di cui parliamo come sempre nell’approfondimento settimanale incluso con l’abbonamento a Hall of Series Discover.
Vincenzo Galdieri






