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The Boys 5×08 – Un finale che ci mostra la deludente realtà

The Boys
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Quando Billy Joel compone Piano Man immagina un bar, mille volti, tante storie, speranze, passioni, delusioni. In quel bar vediamo scorrere tutti i protagonisti di The Boys in un finale che prometteva “Sangue e ossa” ma che ha restituito poco di entrambe le cose. Lo scontro finale c’è stato. Patriota contro Butcher, proprio come preannunciato nella terza stagione quando l’uno di fronte all’altro si promettono questo momento:

E se tu e io, beh, se noi due avessimo un destino diverso, qualcosa di più apocalittico, che incuta terrore, sangue e ossa e se alla fine solo uno di noi due rimanesse in vita? Non è questo quello che vuoi?

Patriota contro Butcher nel finale di The Boys. Sangue e ossa, un campo di battaglia apocalittico.

Eppure non è stato nulla di tutto ciò. Abbiamo assistito a uno scontro al limite del ridicolo, buffonesco, per nulla epico. Ma se fosse proprio questo il punto? La chiave di tutto sta nella scena appena successiva, in un Patriota supplice e vergognoso. “Dimmi quello che vuoi, fanculo ti succhierò anche il c***o, ti supplico, farò qualsiasi cosa, vuoi che mangi la me*da? Mangerò la tua me*da in diretta tv“.


Patriota nel finale di The Boys
Credits: Amazon Prime Video

I grandi uomini, grandi nel bene e nel male, ci aspettiamo abbiano una grande fine. Un duello eroico, una chiusura epica, una sconfitta tragicamente eroica. Ci aspettiamo che debbano essere contrastati da prodi cavalieri, grandiosi difensori del bene. Ma The Boys ci mostra, ancora una volta, un’ultima volta, la deludente realtà. Dietro le maschere di leader carismatici e diabolici si nasconde spesso nient’altro che debolezza, spocchia, megalomania pronta a sgonfiarsi non appena un sottile ago arrivi a toccarli.

Non servono grandi eroi, poteri straordinari ma solo la forza di resistere. “Si tratta di tenere la fiamma accesa il più a lungo possibile“, come afferma Annie. Resistere ai totalitarismi, ai patologici narcisisti di questo mondo, padroni boriosi, bulletti che si riempiono la bocca di minacce ma che al primo che gli tiene testa finiscono in ginocchio.

Il grande scenario di “Sangue e ossa”, perciò, si sgonfia in una scena insignificante.

Non ci sono eroi e anti-eroi ma due facce di una stessa oscura luna. Butcher e Patriota perdono entrambi. Da prospettive diverse sono entrambi sconfitti, incapaci di sottrarsi alle proprie debolezze, peccati e ossessioni. Destinati proprio per questo entrambi alla rovina.


Butcher nel finale di The Boys
Credits: Prime Video

In quel carosello di personaggi in scena, in quel bar dove suona un piano man che immagina le storie di ognuno, per loro due non c’è spazio a future speranze, solo alla morte e all’abbandono. Senza figli né amici, senza futuro. Tumulati entrambi nei propri propositi di distruzione. Sono gli altri, in The Boys, che possono continuare a immaginare il futuro.

In primis Kimiko che prova a mettere in pratica il suo sogno. Abbandonare “Sangue e ossa” per seguire la via di un’esistenza tranquilla, pacifica. Una famiglia, magari, un cane, viaggi che richiamino odori e sapori di casa, di famiglia, di Frenchie, come un madeleine francese di proustiana memoria. Poi Ashley, che si riscatta ma che ha da scontare le sue colpe. E mentre il piano man suona la sua agrodolce, nostalgica canzone c’è tempo anche per l’immagine del futuro di Annie e Hughie. Di un figlio, di un’attività tranquilla ma con un retrobottega pronto a salvar vite.


E c’è Ryan, anche lui in cerca di quotidianità, di bontà, di una famiglia che possa crescerlo ed educarlo al bene.

Quella famiglia che non è riuscito ad essere Butcher, uccisore e ucciso per un’ossessione che l’ha reso un mostro. Così il lieto fine al suono di Piano Man in The Boys Ryan lo ha avuto con Latte Materno. Lui che da sempre s’è battuto per gli altri, per i deboli, per i fragili, come un’amorevole madre per i suoi cuccioli.

Latte Materno in The Boys
Credits: Prime Video

E così The Boys si chiude. Con la semplicità e forse la delusione di molti. Di chi si aspettava l’epicità, l’apocalisse, “Sangue e ossa” e si è trovato di fronte al ridicolo supplicare di Patriota, di un autarca a cui molti hanno creduto, a un megalomane professato dio che persi i propri poteri si rivela nient’altro che ridicolo ammasso di sangue e ossa. Quello che doveva essere l’indifendibile nemico era invece incredibilmente diventato oggetto di culto tanto che lo stesso Antony Starr si diceva incredulo nei confronti di chi fa il tifo per Patriota in The Boys. E per questo Eric Kripke gli fa gettare la maschera, lo ridicolizza, lo mostra per quello che è davvero. Un frignone pavido e senza ideali.

Deluderà molti questo finale di The Boys. Deluderà molto la fine in sordina di Patriota. Non ha deluso chi ha sempre visto in The Boys il barocco gioco di specchi e di rimandi al nostro mondo e in Patriota il palloncino tronfio pronto a scoppiare. Perché come cantava T. S. Eliott This is the way the world ends. This is the way the world ends. This is the way the world ends. Not with a bang but a whimper. Questo è il modo in cui finisce il mondo, non già con uno schianto ma con un lamento. E allora, lasciamo che si lamentino.


Emanuele Di Eugenio