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Santa Clarita Diet è la Serie Tv perfetta per quella che è stata la vita di Drew Barrymore

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Una delle tantissime bambine prodigio che potevano perdersi nel nulla, Drew Barrymore, ha vissuto mille vite diverse e, ultimamente, si è reincarnata nella bizzarra Sheila Hammond di Santa Clarita Diet. Una parte che sembra calzarle a pennello, non soltanto perché Drew la sta interpretando alla grandissima, ma anche e soprattutto perché ha un valore simbolico non indifferente. Ma procediamo con ordine.

Drew Blyth Barrymore nasce il 22 febbraio 1975 a Culver City, sede dei quartieri generali di diverse case dello spettacolo che producono Serie Tv e film per il cinema (MGM Studios, Sony Pictures Entertainment). La sua famiglia ha letteralmente le radici nella storia della cinematografia: già il patriarca Maurice aveva debuttato a Broadway nel 1875. Ma furono attori famosissimi Lionel, Ethel e John Barrymore, il nonno di Drew, che quindi nasce e cresce respirando cinema (basti pensare che il suo padrino è Steven Spielberg).

Quella delle luci della ribalta, per lei, non è stata una scelta, ma un percorso inevitabile, tanto che a 11 mesi viene scelta per fare da testimonial per pubblicizzare cibo per cani. Da lì in avanti, Drew non si ferma un secondo, fino a quando, a sette anni, ottiene il ruolo della vita: la piccola Gertie in E.T.

Non è certo un segreto che la sua infanzia sia stata un incubo: fumava a 9 anni, ubriaca a 11, è passata alla marijuana a 12 anni e a 13 sniffava coca, pur essendo il volto di punta nella campagna anti-droga avviata dalla First Lady dell’epoca, Nancy Reagan.

Tocca il fondo a soli 14 anni, quando tenta il suicidio e viene ricoverata due volte in un centro di riabilitazione.

È qui che la storia di Drew Barrymore cambia drasticamente, perché, di former child actors caduti in disgrazia e mai più ritornati in sella alla propria vita, ne è piena la cruda storia di Hollywood: da Jonathan Brandis, Corey Haim, Brad Renfro, Dana Plato, River Phoenix… sono solo alcuni dei nomi di bambini prodigio bruciati dall’incapacità di gestire da soli e troppo giovani un successo sconfinato.

Lei, però, non finisce in questa drammatica lista di attori bambini morti prematuramente.

No, Drew si disintossica e decide di proseguire la sua carriera cinematografica: d’altronde è bella, ancora giovane e ha tutte le carte giuste per farlo. Può rinascere e prendere le proprie esperienze come insegnamento. Ha infatti dichiarato: “Non rimpiango nulla: ogni piccolo dettaglio della vita ci farà diventare ciò che saremo alla fine”.

Per diverso tempo, gioca sulla sua inevitabile immagine da bad girl e negli anni ’90 indossa i panni del sex symbol, recitando in ruoli prevalentemente sexy che, nel 1995, la portano prima a posare nuda sul numero di gennaio di Playboy e poi a partecipare al Late Show di David Letterman, al quale, per augurargli buon compleanno, mostra il seno (seppur dando le spalle alle telecamere).

Ma i panni della fatalona le vanno un po’ stretti, perché con quel viso così particolare, così versatile e già così tanto vissuta, Drew è molto di più di una bambola sexy.

Diventa quindi un’attrice in grado di interpretare ruoli leggeri, come in Prima o poi me lo sposo o 50 volte il primo bacio, d’azione come Charlie’s Angels e anche drammatici come I ragazzi della mia vita o Confessioni di una mente pericolosa, senza disdegnare una strizzata d’occhio al thriller fantascientifico diventato poi un vero cult Donnie Darko.

Risorta dalle proprie ceneri come l’Araba Fenice, Drew Barrymore è riuscita a rimettersi in carreggiata, salvarsi la vita e diventare un nome proprio nella talentuosa e tormentata famiglia.

Cosa le mancava?

Beh, il piccolo schermo ed ecco che Santa Clarita Diet arriva nel destino di Drew Barrymore, esaltandone tutte le qualità.

È divertente, buffo, ironico, inatteso e sorprendente al punto giusto, tutte qualità che valgono sia per la Serie Tv che per l’attrice che la interpreta.

Arriva in un momento in cui Drew è serenamente un’adulta, una madre, una compagna, ha superato i fantasmi di un passato travagliato e ora riesce a convogliare tutto il proprio talento in un ruolo dalle tantissime sfaccettature.

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Sheila, infatti, è la perfetta moglie e madre inquadrata, che vorrebbe essere più sciolta, ma non riesce a lasciarsi andare, non esce con le amiche, ha un lavoro di responsabilità a cui tiene molto. Poi succede qualcosa e Sheila cambia drasticamente: non solo perché il suo attacco di vomito, oltre a essere raccapricciante, è anche esilarante (diciamolo, chi mai si sarebbe sognato di vederla  riversa, esanime, in liquido verde acido), ma anche perché si lascia andare. Eccome.

In Santa Clarita Diet, Sheila diventa completamente un’altra persona: libera, istintiva, sensuale, fuori controllo, cannibale. E qui parliamo di carne viva, di gente che lei divora a morsi affamati. Era il ruolo che Drew probabilmente manco sapeva di stare aspettando, un ruolo che diviene metafora della sua carriera e, ancora prima, della sua tribolata vita. Dopotutto, anche Drew, come Sheila, ha avuto una seconda chance e ce la sta facendo grazie all’affetto dei suoi familiari.

Come se non bastasse, proprio lei molto spesso si paragona a una farfalla:

“Ognuno è una farfalla: si parte brutti, in posizioni scomode, poi si muta in bellissime e graziose farfalle che tutti amano”.

Insomma, Santa Clarita Diet è decisamente la Serie giusta per lei e, da estimatrice, non vedo l’ora di vedere che cosa le riserverà il futuro in questo progetto.

Oltre a tanta carne umana, of course.

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Scritto da Bruna Martinelli

Laureata in lingue e letterature straniere, impiegata, moglie e mamma felice. Appassionata di serie tv, viaggi, musica, cucina. Scrivo di tutto, da sempre, per tutti. Non prendetemi mai sul serio, non lo sono quasi mai.

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