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Santa Clarita Diet sa ancora come farci divertire

Santa Clarita Diet 3

La simpatica mogliettina affamata di carne umana protagonista di Santa Clarita Diet è tornata per stupirci ancora. E per questa terza stagione così attesa, forse più delle altre precedenti, ha superato ogni aspettativa. Quindi, se non l’avete ancora iniziata buttate all’aria ogni altro impegno e correte a zombizzarvi davanti a Netflix.

Santa Clarita Diet è una dark comedy familiare, divertente e provocatoria. Ambientata in California, ha come protagonisti Sheila (Drew Barrymore), Joel (Timothy Olyphant) e la figlia Abby (Liv Hewson). Una classica famiglia all’americana: loro una coppia di agenti immobiliari, mentre la loro pargoletta è la tipica adolescente alle prese coi suoi dilemmi esistenziali. Ah già, Sheila diventa una non morta e inizia a nutrirsi di persone. Insomma, tutto normale… beh, non proprio.

Santa Clarita Diet: dove eravamo rimasti.

santa clarita diet

Attenzione, spoiler sulle prime due stagioni!

Dopo un enorme quanto osceno getto di vomito di fronte a dei clienti, Sheila sente che il suo cuore ha smesso di battere. Ma nonostante questo, continua a vivere come una non morta e con tutto ciò che ne consegue. Sì insomma, mangiare persone, nasconderne i corpi e far uscire di testa chi ti sta attorno. Fin da subito, all’assurdità dei fatti si contrappone un totale e amorevole sostegno da parte di Joel e di Abby, il che ha gettato le basi per il successo di questa serie (come scritto qui).

Se nella prima stagione è proprio questo il fulcro della serie (e cioè come sfamare una moglie non morta senza finire in prigione) già nella seconda la trama prende più forma. L’antica e misteriosa malattia che proviene dalla Serbia – e che rende le persone degli zombie coscienti – diventa il vero centro delle indagini e della narrazione. Questo anche perché, grazie all’escamotage del mangiamo i nazisti come aragoste nella vasca“, la questione alimentazione sembra archiviata (Dexter Morgan, ciaone).

Mentre l’ordine dei Cavalieri di Serbia indaga sull’ondata di non morti a Santa Clarita, la seconda stagione termina con il botto, letteralmente. Abby ed Eric fanno esplodere il sito di fracking, Sheila viene scambiata per un emissario di Dio dalla cristianissima e omosessuale vice sceriffo Anne Garcia.

Punti di forza della terza stagione.

Santa Clarita Diet

Evitando spoiler per chi non avesse ancora iniziato il terzo capitolo, sono però diversi gli elementi che danno una bella svolta a questa zombie-comedy, facendole fare un bel passo in avanti. Come prima cosa, come evidente dall’inizio della prima puntata, si palesa finalmente un villain di un certo spessore: Dubrivoje Poplovi, il cui ingresso in scena fa tanto “Hail Hydra”. Se prima erano le indagini dei detective a far aumentare la tensione per i protagonisti, ora le cose saranno molto diverse.

La seconda grande novità, e fatemi dire finalmente, è una più massiccia contaminazione di non morti, tutti equamente ben distribuiti per tutti i 10 episodi. Insomma, abituati con The Walking Dead non potevamo tollerare così pochi cadaveri erranti! Altro gran passo in avanti è l’evoluzione del personaggio di Sheila, e diciamo dello scopo delle sue azioni, che sembra trovare una dimensione tutta nuova e decisamente innovativa.

Ovviamente, non mancano poi gli elementi classici che hanno reso questo show particolarissimo: il sorrisino nervosetto di Joel, il rapporto tra Eric e Abby, ma anche la presenza comica di Ron e Gary, diventano cose sempre più fondamentali per rendere il tutto ancora più comico.

Insomma, vecchie dinamiche funzionanti e nuovi sviluppi che rendono questa stagione più succosa di un dito umano per un non morto.

La terza parte di Santa Clarita Diet è la prova che quando uno show sa come rinnovarsi può attirare sempre più l’amore dei fan! Ora, se ancora non avete avuto tempo per sbranarvi la terza stagione, fidatevi di una vecchia volpe: fatelo!

Leggi anche – Santa Clarita Diet è la Serie Tv perfetta per quella che è stata la vita di Drew Barrymore

Written by Lorenzo Bertolesi

Cresciuto a pane e programmi TV, l'intrattenimento seriale è stato sempre il mio Guru Spirituale. Laureato in filosofia, ho abbandonato i saggi filosofi per seguire i consigli di Homer Simpson, Nick Miller e Bojack Horseman. Massima di vita, per dirla alla Fry di Futurama: "Mentre gli altri vivevano, io vedevo la televisione". Nell'attesa che questa mia malattia salvi l'universo, scrivo articoli deliranti su tutto ciò che viene presentato al pubblico di serial watcher.

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