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The OC 1×01 – Il ritorno all’Orange County

The OC

SPOILER ALERT – NELL’ARTICOLO SONO PRESENTI SPOILER FINO ALLA TERZA STAGIONE DI THE OC

In occasione della messa in onda del primo episodio di The OC su Italia 1 questa sera, abbiamo deciso di tornare indietro anche noi e rivivere le emozioni di questo meraviglioso teen drama che ha occupato i nostri pomeriggi per anni.

Tornare all Orange County è sempre emozionante, tornare in casa dei Cohen fa sempre un effetto particolare, come quando dopo anni rientri – per puro caso – nella tua vecchia scuola e improvvisamente vieni sopraffatto da ricordi piacevoli. Sì, perché a primo impatto, tornano a galla solo quelli piacevoli, come il bacio alla Spiderman di Summer e Seth, Julie Cooper, il Chrismukkah, Julie Cooper, il matrimonio della quarta stagione, Julie Cooper, i fantastici quattro bloccati al centro commerciale, Julie Cooper. L’ho detto Julie Cooper?

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Ma, dopo un po’, soprattutto in precisi momenti, tornano anche quelli più brutti, quelli che vorremmo dimenticare, come la triste sorte toccata a Marissa Cooper. È stato mentre guardavo la sequenza prima della scena finale che ci ho pensato. Ryan guardava Marissa dal finestrino dell’auto di Sandy e quella consapevolezza mi ha preso a schiaffi in faccia e mi ha tirato fuori dal mondo idilliaco e ancora ingenuo del pilot in cui ero rimasta bloccata. Prima o poi, il momento arriverà e sarà doloroso come la prima volta. Ryan porterà in braccio Marissa mentre l’auto alle sue spalle prenderà fuoco e l’ultima sequenza sarà esattamente quella del primo episodio. Un cerchio che si chiude perfettamente.

Ok, ma non è ancora il momento delle lacrime, quindi torniamo a noi e alla genesi di The OC. Riguardando il pilot, la prima cosa che ho pensato è stata: Benjamin McKenzie, Ryan Atwood nonché il James Gordon di Gotham, è nato per interpretare quello che nel 1966 Patty Pravo definiva Ragazzo Triste. Su quello sguardo da ragazzaccio, ma triste e col cuore d’oro avrebbe potuto costruirci un impero, come ha fatto Julia Roberts col suo sorriso a cinquantotto denti o Jennifer Lopez col suo lato B. Ad ogni modo è bastato uno solo di questi sguardi tristi e malinconici per tornare a farmi innamorare di lui come facevo tanti anni fa quando strappavo le sue foto dai Cioè. Piccolo off-topic, li fanno ancora i Cioè, vero?

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Ma andiamo per ordine. Il primo episodio di The OC si apre con il fatidico furto d’auto. E ogni qual volta lo guardo, mi trovo a pensare: cavolo Ryan, avresti potuto aspettare sul marciapiede e farti prendere lì senza necessariamente procurarti un livido su quel bel faccino! Ma ehi, erano gli anni 2000, i montatori credevano che le dissolvenze in stile Movie Maker fossero una figata, la gente portava l’ombelico scoperto, indossava troppo i jeans a vita bassa, i coprispalle, gli occhiali a mascherina, i pantaloni di velluto a zampa di elefante, metteva un sacco di lucida labbra e ombretto azzurro come possiamo vedere poco dopo nella sfilata di moda di Marissa e Summer, quindi è chiaro che non pensavano proprio lucidamente.

Ad ogni modo galeotto fu il furto che condusse il nostro tenebroso Ryan dritto tra le braccia del magnanimo Sandy Cohen. Sandy Cohen che è un grande. Chi altri deciderebbe di portarsi a casa un ragazzo appena rilasciato dal carcere a seguito di un furto? Nessuno, perciò grazie Sandy e scusa se da piccola ti consideravo un personaggio inutile perché credevo che rubassi tempo ai miei fantastici quattro e a Julie Cooper, assieme a quella rompi maroni di tua moglie, Kirsten Cohen. Kirsten Cohen che è uno scioglilingua e che ha una personalità che è difficile da digerire come la peperonata alle dieci di sera. #PesantezzaHasNoLimits.

Restando sempre su Kirsten e Sandy, quanto mi piace il momento in cui Sandy le porta a casa Ryan e le dice:

È solo per il fine settimana

Da me si dice se awand, i romani commenterebbero con se lallero, ma voglio dirlo utilizzando l’espressione usata da Virginia Raffaele nel suo monologo sulla paura a Facciamo che io ero: “Dicono tutti così”.

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E mentre ho ancora il sorriso stampato per questa battuta di Sandy Cohen, ecco che ci spostiamo in strada dove il nostro Ryan si sta fumando una sigaretta. A qualche metro di distanza da lui c’è la fastidiosissima Marissa Cooper, a cui volevamo bene lo stesso. Ed eccolo, l’incontro che aspettavamo, il momento in cui i due sfortunati amanti si incontrano per la prima volta, questi Lilly e il Vagabondo dell’Orange County.

E c’è un momento che è così trash, ma così stupendamente bello che non ci sono parole abbastanza buone per descriverlo. Mi riferisco a Ryan che parla del suo crimine a Marissa mettendo su l’espressione da ragazzaccio, ma triste e col cuore d’oro di cui parlavo prima. Lei, la figlia di papà Jimmy, uno degli esseri più fastidiosi e odiosi che abbia mai visto in The OC e vi ricordo che in The OC c’erano anche Teresa, Anna, Oliver Trask e Kevin Volchok. Lui, questo Batman dei quartieri bassi che per tutto il pilot veglia su lei, su Seth e sulla sua famiglia nell’ombra, sempre pronto ad intervenire. Che si può volere di più da un teen drama?

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L’arrivo di Luke, interpretato dal meraviglioso Chris Carmack che ora potete vedere nel ruolo del dottor Atticus Lincoln in Grey’s Anatomy (qui la recensione dell’ultimo episodio), mi ha ricordato 1) quanto The OC brulicasse di manzi e 2) quanto odiavo all’inizio quel personaggio! Ad ogni modo, anche lui riesce a redimersi nel corso della storia pur essendo andato a letto con Julie Cooper, il che, ora che ci penso, dovrebbe essere anche un po’ illegale anagraficamente parlando.

Ad ogni modo tutta l’attesa conduce al mio momento preferito, l’incontro con Seth Cohen. Ora su Seth Cohen devo dire una cosa, ma siccome non mi piace andare dritto al punto, beccatevi questa introduzione.

Voglio tornare un attimo al mio innamoramento per Ryan. Seppure io lo trovi incredibilmente attraente, emozione scaturita – lo ripeto – soprattutto da quello sguardo triste e dalla mia grande sindrome da crocerossina, qualcosa è cambiato questa volta. Quando lo vidi per la prima volta in The OC, fui immediatamente attratta da lui e solo da lui, adesso a distanza di anni, mi ritrovo incredibilmente attratta, invece, da Sandy Cohen… no scherzo non sono ancora al quel punto della mia vita, ma da Seth Cohen.

Seth il cucciolo nerd che passava come l’amico sfigatello e che adesso guardo e penso: sotto l’effetto di quale sostanza ero all’epoca per credere veramente che Seth fosse uno sfigatello cuccioloso? Seth Cohen è bono come la pizza napoletana. Sarà che in questi ultimi anni ho sviluppato un’attrazione incontenibile verso i ragazzi più nerd, ma che Seth sia un bel pezzo di ragazzo è oggettivo. Se potessi tornare indietro nel tempo vorrei fare visita alla me più giovane e dirle di non litigare con le amiche per chi deve avere il poster di Ryan Atwood trovato nel giornaletto che avete comprato in tre, le direi prenditi quello di Seth Cohen e poi mi ringrazierai fra qualche anno. Ryan is for girls, Seth is for women.

Ecco, ecco quello che volevo dire. Seth Cohen perdonami se all’epoca non fui in grado di rendermi conto di quanto sei meraviglioso. E quant’era dolce la sua cotta per Summer. Summer che non ricordavo così odiosa nel pilot, ma che adoravo. Era uno dei miei personaggi preferiti di The OC assieme a Julie Cooper, si è capito che adoro Julie Cooper?

Passiamo adesso ad una scena che mi piace un sacco, quella in cui Ryan è davanti allo specchio e cerca inutilmente di farsi il nodo alla cravatta, poi arriva il meraviglioso Sandy Cohen che glielo insegna. L’ho trovata una scena estremamente intima e intensa, è una piccola dose di famiglia quella che Ryan sperimenta in quel momento. È un gesto d’affetto, cosa che dalla sua famiglia non ha ricevuto, anzi, dal compagno della madre ha ricevuto solo qualche cazzotto e un calcio in culo.

E dopo questa scena incredibile, arriva il momento della fatidica sfilata. Una delle scene più trash del pilot assieme a quella di Ryan e Marissa di cui vi ho parlato prima, quella della festa e quella della scazzottata sulla spiaggia in cui i ragazzi fanno a gara a chi ce l’ha più grosso. Qui, ecco spuntare tutti gli errori madornali della moda degli anni 2000 e tra i più eclatanti quel fastidiosissimo ombretto celeste. Brutto, brutto come un incubo, come la peste bubbonica e come i vegani (scherzo amici vegani, vi vogliamo bene). Qualcosa che non dovrebbe esistere.

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Voglio ringraziare pubblicamente il reparto costumi di The OC per quella canottiera bianca che hanno dato a Ryan. Nonostante non abbia trovato riferimenti positivi relativi a questo particolare indumento, segno distintivo dei tamarri delle mie parti, indossato da Ryan ha tutto un altro effetto. Vederlo sollevare Marissa dal vialetto con i muscoli messi in risalto da quella canottiera è qualcosa di indescrivibile. Perciò grazie costumisti di The OC.

Avevo dimenticato quanto fosse bella questa serie, avevo dimenticato quanto mi facesse emozionare finché non ho sentito la sigla. Non appena le prime note di California dei Phantom Planet hanno cominciato a risuonare, occhi lucidi e lacrime. Sarà la sindrome premestruale, ma cavolo quanto è bello risentirla! E quanto è bello cantare le parole a caso perché adesso, pure se l’inglese lo conosco, non c’è divertimento a cantarla con le parole esatte. Questa sigla e quella di Smallville si cantano così, ad fallum canis.

Per questo episodio è tutto, halleloo!

P.S. solo io avevo completamente dimenticato che fosse Shailene Woodley ad interpretare la sorella di Marissa, Kaitlin?

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Written by Fabiana Fanelli

La mia vita è un pendolo che oscilla tra una serie tv e l'altra. Tutto sommato mi è andata bene, pensate se oscillasse tra dolore e noia!
Ricordate: "Life's too short to be serious" (La vita è troppo breve per essere seri)

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