in ,

Station 19 3×07 – Sullivan ha oltrepassato il limite

Bentornati con la recensione della 13×07 di Station 19. Un episodio piuttosto tranquillo quello di questa settimana. Nulla di eccezionale o eclatante, se non la storyline di Sullivan, unica degna di essere definita decentemente.

Ormai sono abituata ai flashback sul passato dei nostri pompieri della caserma 19 e non vederne nessuno, in questo episodio, mi ha lasciato un po’ con l’amaro in bocca. Ci sono ancora tanti personaggi di cui avrei bisogno di sapere di più, partendo da Dean che sappiamo avere alle spalle una famiglia facoltosa con cui non va molto d’accordo e finendo a Vasquez, l’ultimo arrivato in Station 19, di cui ricordiamo a malapena il nome. E considerando che è un membro effettivo della squadra, ci conviene impararlo prima che Shonda e Krista decidano di ammazzarlo per davvero.

Station 19

Ma passiamo all’episodio e alla storia più interessante raccontata in questi quaranta minuti attraverso scelte creative piuttosto discutibili. Robert Sullivan pur di non ammettere di avere un problema ha rischiato l’overdose e se è ancora vivo lo deve al novellino che, per un caso fortuito, è rimasto in caserma. Ora, ammettere di avere una condizione cronica che può solo peggiorare, se si ricopre un ruolo di prestigio in una istituzione come quella dei pompieri, è difficile. E fino qua ci siamo arrivati tutti. Il bisogno di mettere a rischio la propria vita per non ammettere di avere un problema e cercare una soluzione che non comporti tra gli effetti indesiderati la morte è un’altra cosa.

Ho detestato il modo in cui Sullivan ha mentito al mio tanto amato Ben Warren. Se il novellino non ci fosse stato e lui fosse morto nel suo ufficio, Ben ci sarebbe andato di mezzo. Il suo tentativo di far buon viso a cattivo gioco con Warren ha rischiato di rovinare anche l’integrità dell’altro che, per salvare il suo capitano da un’indagine di polizia, ha falsificato l’inventario dei medicinali. Robert non si rende conto di danneggiare anche chi gli sta intorno.

Station 19

Tutto quel viaggio metafisico in cui vede Ripley sembrava girato e montato da un ragazzino di dodici anni con la passione per il videomaking e nessun soldo a disposizione per ottenere risultati decenti. Era di bassa qualità e livello. Capisco l’intenzione, volevano farci comprendere che la visione è frutto di un trip, ma questa scelta e quegli effetti speciali sarebbero stati accettabili in Streghe (qui i dettagli su un possibile film) nel lontano 1998. Capisco che la Vernoff abbia lavorato anche in quella serie e che forse si sentisse un po’ nostalgica, ma siamo nel 2020. In 22 anni il mondo dei VFX ne ha fatti di progressi. E in un prodotto come Station 19, un prodotto firmato e targato Shondaland, pretendo di avere degli effetti speciali decenti e dignitosi e non quello schifo in stile Power Rangers che abbiamo visto in questo episodio.

Mi ha fatto piacere rivedere Lucas Ripley e rivederlo brevemente anche con Vic, ma non so, tutta questa storia dell’apparizione non mi ha convinto abbastanza da farmi apprezzare la sua presenza. L’unica cosa che mi è piaciuta è stata l’ammissione di Sullivan di amare Andy e il suo tentativo di parlarle. Peccato che non sia andato a buon fine. La stagione è appena cominciata, mi aspetto che almeno per il season finale i due riescano ad avere una gioia.

Station 19

Ho trovato carina la storyline di Dean e JJ. Nonostante ci sia rimasta male per la conclusione dell’episodio, mi hanno fatto divertire e distrarre dall’orribile pensiero di Andy e Jack assieme. Brenda Song, interprete di JJ e, non dimentichiamocelo, volto dell’indimenticabile London Tipton di Zack e Cody al Grand Hotel (qui come finisce la serie), è genuinamente divertente. Quel suo modo di rendere simpatico anche un personaggio detestabile è esilarante. Ha portato leggerezza in Station 19 e spero di poterla rivedere in futuro, magari prima di arrivare alla sedicesima stagione quando sua figlia sarà diventata adolescente.

Station 19

La questione Rigo Vasquez e Jack Gibson mi interessa relativamente poco. Tutto questo machismo inutile mi annoia. Mi annoia anche il comportamento di Bishop che per un millesimo di secondo ha fatto soffrire la mia tanto adorata e amata Carina DeLuca. Vorrei sapere di più della situazione tra Montgomery e il nuovo arrivato, anche se, sinceramente, penso avrà delle familiarità con la storyline di Nico e Levi di Grey’s Anatomy (qui la recensione della 16×16).

Insomma, l’episodio è stato mediocre, spero vivamente che il prossimo possa essere migliore e che ci sia una connessione più forte con la sorella maggiore di Station 19, Grey’s Anatomy.

Per questa settimana è tutto, alla prossima, halleloo!

LEGGI ANCHE – Station 19 3×06 – Un turno straziante per Travis Montgomery

Written by Fabiana Fanelli

La mia vita è un pendolo che oscilla tra una serie tv e l'altra. Tutto sommato mi è andata bene, pensate se oscillasse tra dolore e noia!
Ricordate: "Life's too short to be serious" (La vita è troppo breve per essere seri)

MasterChef 9 – La recensione di una bellissima edizione

Le 10 Serie Tv preferite dalla redazione di Hall of Series