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Legion 2×10 – Il vero David

Se Legion fosse una storia basata sul fumetto e non semplicemente il pretesto per raccontare “altro”, la risoluzione della trama sarebbe fin troppo semplice. David sarebbe un pazzo schizofrenico affetto da un disturbo di personalità. E le oltre 600 personalità che è capace di incarnare rappresenterebbero croce e delizia del suo essere supereroe. Avremmo un David che adatta il suo comportamento in base al contesto e non sarebbe nient’altro che un’altra riuscitissima Serie Marvel, con villain indubbiamente fighi e personaggi ben caratterizzati.

Ma in questa Serie è stata inserita una variabile non da poco, che è in grado di stravolgere la storia del fumetto completamente: Syd Barrett. Il suo personaggio, come sappiamo, è stato inserito da Noah Hawley come omaggio nei confronti del leggendario ex leader dei Pink Floyd, uno dei suoi gruppi preferiti (e i riferimenti all’interno di Legion sono tantissimi). Ma non si tratta di un omaggio fine a se stesso, in quanto Syd è il centro di gravità permanente per David.

legion 2x10 syd

Tanto che la sua già fragile psiche crolla quando a inizio stagione viene introdotta una seconda Syd, proveniente dal futuro.

Risulta pertanto evidente che il punto debole di David, così come le sue decisioni, vanno analizzate in funzione di Syd. E questo episodio gioca proprio su questo assunto, mostrando al tempo stesso un Legion (inteso come alter ego di David Haller, per la prima volta definito in questo modo all’interno della Serie) più vicino e più lontano che mai al riferimento fumettistico. Perchè se da un lato è evidente che David stia imparando a gestire le sue personalità multiple, come aveva già suggerito il sesto episodio, dall’altro il fattore scatenante è qualcosa di assolutamente non trascurabile.

Si può anche operare il ragionamento contrario: per quanto egli ami sinceramente Syd, è palese che gli piaccia poter disporre dei suoi poteri come meglio crede (emblematica la scena finale dell’episodio, in tal senso). Hawley sta quindi tenendosi aperto più strade e, a un episodio dalla fine, risulta davvero difficile capire quale carta estrarrà dal mazzo. Senza dubbio alcuno non si possono non considerare i rimandi strettamente legati al fumetto: in questo episodio, infatti, non solo David è stato chiamato finalmente Legion, ma è anche apparso vestito come la sua versione fumettistica.

legion 2x10 david fumetto

Sullo sfondo, Ahmal Farouk, riacquista il suo corpo.

Nella prima parte dell’episodio abbiamo avuto un confronto incrociato che rappresenta, probabilmente, il fiore all’occhiello dell’episodio. Farouk, impersonando sia Oliver che Melanie, opera un lavaggio del cervello sia su David che su Syd. Il fine sarà chiaro solo verso la fine della puntata, ma è curioso lo scontro generazione a cui dà vita. Egli, per soggiogare la coppia del momento si serve di una coppia che ha vissuto la medesima situazione. Oliver, come David, si è trovato costretto a scegliere tra la responsabilità dei suoi poteri e l’amore per Melanie. Melanie, d’altro canto, ha smarrito la sua giovinezza nel tentativo di attendere Oliver.

Lo Shadow King ha sfruttato questo parallelismo per dividere Syd e David, come forse aveva già fatto con gli altri due tempo addietro e, di conseguenza, riottenere il suo vero corpo. A proposito, è bellissima la scena in cui egli riassapora la sua custodia, recitando la filastrocca dell’Hungry Boy, in un’esplosione di giallo. Proprio a quell’immagine segue l’ultimo, ambiguo, fotogramma dell’episodio, con il “booh” di David.

legion 2x10 farouk

È la prova che David è diventato davvero cattivo o è un modo subdolo per rivelarci che ha in serbo la sua mossa Kansas City?

Capiremo nell’ultimo episodio qual è il vero David. D’altra parte ci sono ancora un bel po’ di variabili in gioco. Oltre Syd, la stessa Lenny ha ancora una missione da compiere o, per meglio dire, una ricompensa da ottenere. L’unica cosa di cui possiamo essere certi, ad oggi, è che Legion non sarà mai una semplice trasposizione di un fumetto.

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Written by Vincenzo Di Somma

Il mio primo incontro con le serie TV avviene in tenera età quando scopro X-Files. Da lì nascono le mie tre domande esistenziali: siamo soli nell'universo? Diventerò mai figo come Duchovny? Smetterò di avere paura della sigla? Oggi come allora le risposte sono no, no e no.

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