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Legion 2×06 – La Costante

legion 2x06

Tutto questo… lo vedi? È pieno di variabili, è casuale, è caotico. Ogni equazione ha bisogno di stabilità, di qualcosa di conosciuto. Si chiama costante. Desmond, tu non hai nessuna costante. Quando vai nel futuro, niente lì ti è familiare. Perciò se vuoi fermare questa cosa, allora devi trovare qualcosa lì, qualcosa a cui tu tieni veramente che esista anche qui nel 1996
Questa costante…può essere una persona?
Sì, forse. Ma ti ci devi mettere in qualche modo in contatto”.

Quando il 28 febbraio 2008 la Abc mandava in onda uno degli episodi più belli e iconici di LostLa Costante, appunto – Noah Hawley, senza saperlo stava già concependo nel suo subconscio, il Capitolo 14 di Legion. Se è vero come è vero che un’opera è già insita nella mente del proprio creatore da prima della sua effettiva realizzazione, quello è stato il momento in cui è nata questa parte della storia. E come (quasi) sempre con gli episodi di questa stagione, Legion trae spunto da un’opera grandiosa, Lost, per arrivare a definire sè stessa, in maniera del tutto autentica. Prende una narrazione già esistente e ne fa metanarrazione.

E in effetti è su questo piano che si inserisce questo episodio, che fa rima con i due precedenti, altrettanto introspettivi e incentrati su personaggi specifici (su Syd il 2×04, su Lenny quello di settimana scorsa) e cozza, invece, con i primi tre, che hanno portato avanti una trama principale introducendo lo scontro con lo Shadow King. A questo giro è il turno di David e, naturalmente, di Amy. L’intero episodio sembra aver luogo in un lampo, ovvero il lasso di tempo in cui David si rende conto della morte di sua sorella, violentemente trasformata in un nuovo corpo (una nuova custodia, direbbero in Altered Carbon) per Lenny.

legion 2x06 arancia meccanica

La sua disperazione lo porta ad assumere una moltitudine di ideal tipi, un po’ come Desmond nel già citato episodio 4×05 di Lost, ognuno con una diversa collocazione nel mondo. In uno, è un senzatetto dai capelli selvaggi che diventa un bersaglio di una gang di strada, in una riuscitissima citazione di Arancia Meccanica. In un altro è un’impiegato legale che diventa uno degli uomini più potenti del mondo. E poi, un umile lavoratore di un caseificio, o un esattore delle tasse, o un felice papà di tre bambini. In tutte queste versioni, resta costante le presenza dello Shadow King che alberga dentro di lui.

In un episodio che esalta l’eclettismo di Dan Stevens, il quale riesce a ricreare una vasta gamma di espressioni, alternando sentimenti e personalità diametralmente opposti, c’è spazio anche per trovate surreali di grande effetto. In una sequenza temporale, David usa i suoi poteri per bruciare un accordo che sta facendo la sua azienda; in un’altro è così annoiato che si diverte a far cantare e ballare un topo (o, comunque, a immaginare di farlo).

Ogni nostra scelta rappresenta una ramificazione del nostro percorso: cosa puoi fare quando sei talmente potente da poter intervenire su ogni singola scelta, non solo tua, ma anche di tutti quelli che ti circondano?

legion 2x06 amy david

È in questo interrogativo che si cela il grande paradosso di David, potente almeno nella misura in cui è impotente. Sulle note di I’d Love to Change The World, brano che – ce ne accorgiamo soltanto adesso – descrive perfettamente il rapporto tra i due fratelli, vediamo tante possibili versioni di David, tanti “what if” contrassegnati da un’unica costante, anche più dello Shadow King: Amy, appunto, che si è sempre presa cura di lui, unica ancora di salvezza al degrado più totale. Amy, di fatto, è per David ciò che Penny ha rappresentato per Desmond: due sfumature di amore completamente diversi, fraterno il primo, sentimentale il secondo, ma entrambi immutabili, incondizionati e, soprattutto, costanti.

Ma è soltanto con la morte di quest’ultima che David capisce davvero l’importanza che ha assunto la sorella nella sua vita. E, con una raffinatezza estrema, la Serie “parla per immagini”: non è necessario che quella che per il protagonista è una verità fondamentale nel prosieguo degli eventi, venga espressa in maniera esplicita; basta lasciarsi trasportare dalle sequenze per afferrare la potenza del messaggio.

Ma dicevamo del paradosso di Legion.

Uno dei brani che ascoltiamo verso il finale di puntata, nel mentre scorrono le immagini a fare da sunto della storia complessiva di Legion fino ad ora, è Superman, dei The Clique. Testo che recita: “io sono Superman e posso fare qualsiasi cosa“. La canzone, in maniera poetica, si arresta bruscamente in corrispondenza delle sequenze della morte di Amy. Come dice la canzone, David Haller è fondamentalmente onnipotente; può piegare e modellare la realtà a suo piacimento, intervenire negli universi paralleli di ogni essere umano. Ma non è riuscito a salvare la persona più importante della sua vita dal demone che viveva nella sua testa.

E a cosa servono i superpoteri se non riesci a salvare la tua Costante?

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Written by Vincenzo Di Somma

Il mio primo incontro con le serie TV avviene in tenera età quando scopro X-Files. Da lì nascono le mie tre domande esistenziali: siamo soli nell'universo? Diventerò mai figo come Duchovny? Smetterò di avere paura della sigla? Oggi come allora le risposte sono no, no e no.

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