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Alice and Steve è la serie perfetta da guardare in una serata

Alice and Steve

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Alice and Steve è arrivata su Disney+ e merita una possibilità.

Dall’8 giugno è disponibile su Disney+ Alice and Steve, una commedia drammatica britannica che riesce nell’impresa sempre più rara di intrattenere senza bisogno di colpi di scena esagerati o drammi esasperati. Viviamo in un periodo in cui molte serie sembrano voler continuamente alzare l’asticella. Più tragedie, più misteri, più cliffhanger. Alice and Steve, invece, sceglie una strada completamente diversa. Punta tutto sui personaggi, sulle relazioni e su una comicità che nasce dalle situazioni quotidiane (o quasi).


Il risultato è una serie leggera, veloce e piacevole da seguire. Anche il formato contribuisce molto alla riuscita dell’operazione. Gli episodi durano circa trenta minuti e ricordano da vicino il ritmo delle sitcom classiche. Durante la visione mi sono ritrovata più volte a pensare che questa storia avrebbe funzionato perfettamente anche nel panorama delle sitcom degli anni Duemila. E forse è proprio qui uno dei suoi maggiori pregi. Non cerca di essere qualcosa che non è. Non vuole sembrare più intelligente, più oscura o più complessa del necessario. Vuole semplicemente raccontare una storia divertente/drammatica e lo fa con grande naturalezza.

Ma di cosa parla questa miniserie ?

La storia ruota attorno ad Alice e Steve, due migliori amici sulla cinquantina che condividono un rapporto profondo, sincero e costruito nel corso degli anni. La loro amicizia sembra una di quelle destinate a rimanere immutabili. Si conoscono perfettamente, si sostengono nei momenti difficili e fanno parte l’uno della famiglia dell’altra. Steve è praticamente uno di casa e la sua presenza nella vita di Alice è diventata una costante.

Le cose cambiano quando la figlia ventiseienne di Alice affronta una separazione sentimentale, si lascia con il suo ragazzo ventiseienne. Anche Steve si ritrova single dopo la fine della sua relazione con Nancy. Quello che sembra un semplice momento di fragilità condivisa si trasforma però in qualcosa di più. Steve e la giovane donna iniziano infatti ad avvicinarsi fino a intraprendere una relazione. Da quel momento la vita di tutti i protagonisti viene completamente stravolta. Alice, ovviamente, non accoglie la notizia con entusiasmo. Anzi. La donna farà di tutto per ostacolare questa improbabile storia d’amore, dando vita a una lunga serie di situazioni assurde, incomprensioni, ripicche, tentativi di sabotaggio e momenti estremamente imbarazzanti. La premessa potrebbe sembrare semplice, ma è proprio da questa situazione apparentemente ordinaria che la serie riesce a costruire gran parte della sua comicità.


Perché, diciamocelo, tutti noi possiamo immaginare la reazione di una madre che scopre che sua figlia frequenta il suo migliore amico. E la serie si diverte a esplorare ogni possibile conseguenza di questa situazione.

Alice and Steve funziona grazie ai suoi personaggi da 10 e lode

Stive assieme alla figlia di Alice
credits: Clerkenwell Films

La forza principale di Alice and Steve sta nei suoi protagonisti. Prima ancora che una storia drammatica/romantica, la serie racconta infatti un’amicizia. E lo fa in maniera sorprendentemente credibile. Alice e Steve hanno una chimica immediata. Ci si crede quando litigano, ci si crede quando si sostengono e ci si crede soprattutto quando il loro rapporto entra in crisi a causa degli eventi che travolgono le loro vite. La serie non cerca mai di trasformare i personaggi in caricature. Anche nei momenti più assurdi rimangono persone riconoscibili, con difetti, fragilità e comportamenti spesso contraddittori.


Alice, in particolare, è probabilmente il personaggio più divertente. Le sue reazioni sono spesso esagerate, ma non diventano mai irrealistiche. Dietro ogni sua scelta si nasconde una paura molto comprensibile: quella di perdere gli equilibri che hanno caratterizzato la sua vita per anni. Steve, invece, rappresenta perfettamente quel tipo di protagonista che non cerca di essere simpatico a tutti i costi. È imperfetto, a volte goffo e spesso incapace di gestire le situazioni che lui stesso contribuisce a creare.

È proprio questa autenticità a rendere divertenti le situazioni. Lo spettatore finisce inevitabilmente per affezionarsi a loro e per voler capire come riusciranno a uscire da un caos che sembra diventare sempre più grande episodio dopo episodio.

Un umorismo british che ricorda Woody Allen e il cinema di Thomas Vinterberg

Se dovessi descrivere l’umorismo di Alice and Steve con un paragone cinematografico, direi che siamo da qualche parte tra le commedie più relazionali di Woody Allen e il disagio familiare portato in scena da Thomas Vinterberg in Festen.


Ora, detta così sembra che stiamo parlando di una serie profondissima e filosofica. Tranquilli. Nessuno qui si mette a discutere dell’esistenza dell’universo seduto su una panchina di Central Park. Però quella sensazione c’è. Molte delle dinamiche tra i personaggi mi hanno ricordato proprio il cinema di Woody Allen. Quei rapporti sentimentali improbabili, gli amori che nascono dove non dovrebbero nascere, le persone che prendono decisioni discutibili e poi passano il resto del tempo a cercare di gestirne le conseguenze. In fondo, se ci pensiamo bene, l’intera premessa di Alice and Steve è una situazione che farebbe venire un principio di emicrania a qualsiasi mamma o familiare. Eppure la serie riesce a rendere tutto incredibilmente divertente.

Il vero punto di forza, però, sono le scene corali.

Quelle ambientate durante le cene di famiglia, gli incontri tra parenti, i matrimoni e gli eventi sociali dove tutti fingono che vada tutto bene mentre è evidente che non va bene assolutamente nulla. Ed è qui che ho pensato immediatamente a Festen di Thomas Vinterberg. Ovviamente con una differenza enorme: Alice and Steve è una commedia e non ha minimamente le ambizioni drammatiche del celebre film danese. Però riesce a catturare la stessa energia da “stanza piena di persone che stanno cercando disperatamente di ignorare l’elefante nel salotto”.

Ogni cena sembra una bomba a orologeria. Ogni brindisi sembra il preludio a una catastrofe sociale. E io adoro questo genere di caos. Anche perché, diciamocelo, le famiglie perfette esistono solo nelle pubblicità dei biscotti. Nella realtà basta una domanda sbagliata durante il pranzo della domenica per trasformare tutto in una puntata speciale di Chi l’ha visto?. La serie sfrutta benissimo questo meccanismo. Le tensioni non vengono mai esasperate fino al dramma. Rimangono sempre sospese in quel territorio meraviglioso in cui lo spettatore ride perché riconosce l’assurdità della situazione. Il risultato è una comicità molto british. Mai urlata. Mai sopra le righe. Spesso costruita sugli sguardi, sui silenzi e sugli imbarazzi. Ed è proprio questo che ho apprezzato maggiormente.


In un periodo in cui molte comedy sembrano aver paura dei tempi morti e riempiono ogni scena di battute, Alice and Steve si prende il lusso di lasciare respirare il disagio. E il disagio, quando è scritto bene, è spesso molto più divertente di qualsiasi punchline. Perché mentre guardavo certe scene pensavo continuamente: “No, vi prego, non dite quella cosa.” E naturalmente la dicevano. Peggiorando tutto. Come ogni essere umano che si rispetti.

Alice and Steve è promossa o bocciata ?

Steve protagonista della serie uscita Ssi Disney+ Alice and Steve
credits: Clerkenwell Films

In conclusione valuto positivamente la serie rilasciata da Disney+. Sei episodi sono pochi? Forse. Ma in questo caso credo sia stata la scelta giusta. La storia racconta esattamente ciò che deve raccontare senza trascinarsi inutilmente per stagioni e stagioni. E da spettatrice che ormai combatte ogni giorno contro watchlist infinite e cataloghi che sembrano non finire mai, vi assicuro che ogni tanto una serie che sa quando fermarsi è quasi un gesto rivoluzionario.

Non è una serie che vuole scioccare lo spettatore. Non cerca di reinventare il genere romantico e nemmeno quello comedy. Preferisce raccontare una storia umana, fatta di amicizia, amore, gelosia, cambiamenti inaspettati e persone che cercano disperatamente di adattarsi a una situazione che nessuno aveva previsto. E forse è proprio questa semplicità il suo punto di forza. Tra personaggi ben scritti, situazioni esilaranti e un umorismo tipicamente britannico, la serie riesce a intrattenere dall’inizio alla fine.

Mi sono ritrovata spesso a sorridere più che a ridere apertamente, e credo che fosse esattamente l’obiettivo della serie. Non punta alla battuta da meme o alla comicità urlata. Punta alla familiarità, al disagio condiviso e alle assurdità della vita quotidiana. È una visione leggera, veloce e piacevole. Una di quelle che si consigliano facilmente agli amici quando chiedono qualcosa di divertente da guardare senza troppo impegno. E a volte, tra serie che vogliono sconvolgerci emotivamente e finali che ci lasciano in terapia per settimane, una storia che semplicemente ci fa stare bene è più che sufficiente.

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