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Grey’s Anatomy 16×02 – Gli Amelink ci fanno sognare

Grey's Anatomy

Bentornati con la recensione del secondo episodio della sedicesima stagione di Grey’s Anatomy intitolato “Back in the Saddle“.

A differenza della scorsa puntata, questa non l’ho trovata particolarmente interessante per i seguenti motivi: la ripetizione infinita di determinate dinamiche che non trovo più divertenti (il triangolo Tom – Teddy – Hunt ancora in corso) e, inoltre, due storyline in particolare molto simili a quelle proposte da altri due medical drama, ovvero The Resident e New Amsterdam (qui le anticipazioni sulla 2×01).

Voglio cominciare facendo una distinzione tra la trama primaria e le singole vicende che vedono protagonisti i nostri medici. La trama primaria, quella che segue le vicende dell’ospedale, quest’anno ci mette davanti a un’importante questione che negli Stati Uniti continua a mietere vittime: la sanità. La sanità che non è un diritto del cittadino, ma un privilegio. Vediamo i medici scontrarsi inevitabilmente contro dilemmi morali senza apparente soluzione se non quella di infrangere la legge.

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Prendiamo Meredith Grey che nella scorsa stagione di Grey’s Anatomy ha messo a rischio la sua carriera, il suo futuro e quello dei suoi tre figli per salvare la vita di una bambina la cui unica colpa era quella di non avere un’assicurazione sanitaria che potesse coprire le sue spese mediche e garantirle le giuste cure per sopravvivere. Davanti alla possibilità di lavarsene le mani come Ponzio Pilato, Meredith Grey decide coraggiosamente di non guardare dall’altra parte. Ma di aiutare quella povera bambina a combattere il suo cancro.

È come se quel momento avesse aperto gli occhi della Grey mettendola davanti alla triste realtà della situazione sanitaria statunitense che per tanto tempo aveva ignorato in qualche modo. Perché diciamocelo, Grey’s Anatomy, a differenza di altri medical drama, non ha mai focalizzato l’attenzione su questa tematica che necessita di essere raccontata e trattata. Cosa che invece ha fatto fin dal primo istante New Amsterdam. Infatti l’intera serie ruota attorno alle avventure del dottor Max Goodwin che, diventato direttore di uno degli ospedali pubblici più vecchi di New York, inizia la sua personale lotta contro il sistema sanitario e la burocrazia per poter garantire le cure migliori ai pazienti senza assicurazione sanitaria.

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La storia di Alex Karev e Richard Webber che tentano di rimettere in piedi il Pacific Northwest mi sembra molto simile a quella di Max, seppure loro non si stiano concentrando direttamente sul problema del sistema sanitario. Non so, continuo a vedere queste somiglianze tra la trama di New Amsterdam e quella di Grey’s Anatomy e non riesco a smettere di pensare che le sedici stagioni si sentono tutte. Che le idee stanno finendo e che, in qualche modo, gli sceneggiatori visto il successo di questi altri medical drama, stiano tentando di emularli per tenere vivo l’interesse nello show. E magari rappresentare quella fetta di pubblico finora lasciata fuori, quella per cui aver diritto a un’assistenza sanitaria d’eccellenza è solo pura utopia. Potrò sbagliarmi, ma per ora sono di questo parere.

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Proprio per questo voglio tornare a Meredith Grey per un secondo. La Grey durante i lavori socialmente utili dispensa consigli medici alle altre donne che lavorano con lei mettendo su quella che potrebbe essere definita una clinica mobile. La vediamo indignarsi davanti alla notizia che, per colpa dell’assicurazione, una donna avrebbe rischiato di scoprire il suo tumore due mesi in ritardo, rischiando di far peggiorare il suo male. E qui ho rivisto Nic Nevin e Mina Okafor di The Resident. Nic e Mina che si battono dalla prima stagione per garantire, dapprima creando una clinica abusiva in casa della Okafor e dopo facendolo regolarmente, attenzioni mediche a pazienti bisognosi.

Per quanto riguarda le vicende personali di questo episodio devo dire che a parte Miranda Bailey e gli Amelink, le altre sono da bocciare. Giudizio sospeso per Maggie. Per le altre intendo DeLuca e quella che si prospetta essere un’infinita e noiosa faida infantile tra Tom-Owen. Per carità sono stati divertenti per un millesimo secondo (grazie a Tom), ma vi prego di smettete di dare spazio a Owen Hunt. Non riesco più a tollerarlo. Sono stanca di rivedere scenari iconici di Grey’s Anatomy riproposti in una versione più scadente dell’originale rovinati da Owen.

Grey's Anatomy

Mi riferisco ovviamente alla scena dell’ascensore. Owen entra nell’ascensore in cui ci sono Tom e Link. Io dico, davvero? Davvero, Grey’s Anatomy? Non sarà mai all’altezza di quando in quell’ascensore c’erano Derek, Addison, Meredith e Rose. La scena, la prima, al suo tempo fu iconica, soprattutto grazie alla reazione di Mark Sloan. Ma lì ha funzionato perché era una cosa nuova. Per me, questa volta, non ha funzionato perché inevitabilmente ho ripensato all’originale e non ha retto il confronto.

Non so se qualcuno segue Lucifer (qui i dettagli sul nuovo ingresso nel cast) ma sto per fare un riferimento a questa serie per spiegare ciò che intendo. C’è un episodio della terza stagione, intitolato “Quintessential Deckerstar” ovvero la quintessenza dei Deckerstar (la coppia formata da Lucifer e Chloe per cui tutti, me compresa, tifano). Ora, nell’episodio Lucifer tenta di ricreare tutti momenti iconici di questa coppia, ma (SPOILER) finisce per rovinarne il ricordo. Ed è esattamente ciò che la scena dell’ascensore con Hunt, Koracick e Link ha fatto per me.

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Passiamo adesso a DeLuca. DeLuca abbiamo capito che stai con Meredith Grey ed è ok. Insomma, non sarete mai la mia OTP perché ormai il mio cuore ha spazio solo per gli Amelink, ma va bene. Non c’è bisogno di comportarsi da cretino con la Bailey. Miranda può essere competitiva, insistente, burbera e alle volte severa, ma sa come formare dei chirurghi di successo perciò abbassare la cresta, non ti farebbe male caro Andrew. Lei è una professionista, non lascia che ciò che è successo con Meredith influenzi la tua formazione.

E, infine, c’è Maggie. Il mio giudizio su di lei è sospeso. Nello scorso episodio le ho voluto bene e sono stata dalla sua parte per quarantadue minuti. In questa puntata, per quanto riguarda la sua chiusura con Jackson, mi è piaciuta, #freedom. Ma quando ha quasi detto a Owen che Amelia è incinta, mi ha fatto innervosire. Immaginate cosa sarebbe successo se la Pierce avesse fatto la spia con Hunt? La fine! Ricordiamo tutti molto bene perché gli Omelia si sono lasciati (una delle numerose volte). Amelia credeva di essere incinta e Owen cercava di convincerla a tenere il bambino facendo come suo solito, ovvero pensando solo a se stesso. Immaginate che che pesantezza se avessero riaperto questa questione, roba che ti fa finire in shock anafilattico!

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Ma passiamo adesso alle cose belle, a quelle che ti fanno battere il cuore. Come Miranda Bailey che torna a insegnare e a terrorizzare gli specializzandi. La povera Qadri, che adoro, era impacciatissima. La felicità di tornare a insegnare e a modellare le menti dei nuovi medici gliela si legge in faccia. E si contrappone al fastidio di aver dovuto licenziare tre dei suoi migliori chirurghi. La adoro e penso che ultimamente venga data un po’ troppo per scontata.

Finalmente è arrivato il momento che stavo aspettando dall’inizio di questa recensione: è l’Amelink Time! Il mio cuore si riempie di gioia ogni qualvolta li veda. Link è perfetto per Amelia. È esattamente la persona di cui aveva bisogno. Un uomo genuinamente buono. Uno che mette sempre davanti i bisogni degli altri. Quando si è confidato con Jo esponendole tutte le sue paure nel diventare genitore, mi ha fatto tanta tenerezza. E guardarlo commuoversi durante il racconto di Amelia è stato dolcissimo. Poi diciamocelo ogni volta che lo inquadrano in primo piano, ci innamoriamo un po’ di più di lui.

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Il discorso che le ha fatto è esattamente l’opposto di quello di Owen. Ha messo le sue considerazioni da parte, così come i suoi sentimenti e ha lasciato che fosse Amelia a prendere una decisione. E quant’erano belli mentre, a fine episodio, parlavano sulla panchina. Signori Amelia gli ha praticamente confessato di amarlo. Può dare la colpa agli ormoni quanto vuole, ma sappiamo che, in questo caso, c’entrano davvero poco. È emotivamente impossibile non innamorarsi di Link. Questi due ci fanno sognare più di quanto possa fare qualunque altra coppia in Grey’s Anatomy attualmente.

Perciò grazie Amelia Shepherd e Atticus Lincoln per aver migliorato di gran lunga questo episodio. Continuate a riempirci il cuore di gioia e amore. Non vedo l’ora di sapere se sono davvero incinti!

Per questa settimana è tutto, alla prossima

Halleloo!

P.S. Credo di parlare a nome di una gran fetta di pubblico di Grey’s Anatomy quando dico che VOGLIAMO PIÙ CARINA DeLUCA!

Un saluto agli amici di Grey’s Anatomy Italia

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Written by Fabiana Fanelli

La mia vita è un pendolo che oscilla tra una serie tv e l'altra. Tutto sommato mi è andata bene, pensate se oscillasse tra dolore e noia!
Ricordate: "Life's too short to be serious" (La vita è troppo breve per essere seri)

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