Vai al contenuto
Home » Nord Sud Ovest Est - La leggendaria storia degli 883

Nord Sud Ovest Est 2×03 – La Recensione: i brividi sono venuti anche a noi, Mauro

Nord Sud Ovest Est - La leggendaria storia degli 883

Ogni settimana migliaia di lettori ricevono i nostri consigli su cosa guardare.

Scopri come →

Vuoi smettere di perdere tempo a cercare una serie da vedere?

Trova quella giusta per te →

Non sai che serie iniziare?

Dicci cosa ti piace e ti consigliamo noi →

Oggi, soprattutto nell’ambiente hip hop, si usa chiamarli ‘pezzi conscious‘ riferendosi a quelle specifiche canzoni contenute in un album che si discostano dal mood generale del disco per una spiccata inclinazione alle tematiche sociali, politiche e soprattutto introspettive. E ai tempi degli 883 la musica era la stessa. Nord Sud Ovest Est per scalare le classifiche aveva bisogno di canzoni più mature. Canzoni mature per dimostrare al mondo intero che maturi erano diventati Max e Mauro, anche se dal loro debutto musicale era appena trascorso un anno e mezzo. Ma quanto si può crescere in un anno e mezzo?

Max e Mauro questa domanda non se l’erano mai posta. Quello della scrittura e della musica è sempre stato un bisogno a cui una penna e una tastiera sapevano rispondere nel tempo di un pomeriggio passato con il proprio migliore amico. Nessuna scadenza, nessuna particolare indicazione artistica: solo quattro occhi sul mondo e la straordinaria capacità di saperlo descrivere con le proprie parole, che poi sono quelle di tutti. Gli 883 non hanno mai dovuto sforzarsi di risultare autentici, come capita ed è capitato a molti artisti prima e dopo di loro: troppo distanti dal vissuto e dal sentire comune per riuscire a trasmettere in chi ascolta quella sensazione di sentire una storia che parla di sé. Gli 883 invece hanno sempre parlato di noi, con noi. E questa è sempre stata la loro cifra, il loro marchio di fabbrica a cui per nulla al mondo avrebbero mai dovuto rinunciare.


Nord Sud Ovest Est - La leggendaria storia degli 883
Credits: Sky

Poi la discografia, la FOMO da classifica e quel successo non-successo si sono messi di mezzo. Se ci guardiamo per attimo alle spalle, ripensando al primo episodio, possiamo identificare precisamente il momento esatto della fine dei Righeira. Gli ingredienti erano gli stessi. Ma se c’è una cosa (tra le tante) che la matematica non ci ha insegnato è che nella vita, a volte, cambiando l’ordine degli addendi il risultato può cambiare.

Mentre il mondo chiede di essere performanti, sempre presenti e primi in classifica, Max e Mauro scelgono ancora una volta di essere semplicemente loro stessi. Immaturi, immersi nel caos e con quella spassionata voglia di vivere insieme tutto questo.

Non c’è spiegazione più esemplare per identificare il sentire di quei momenti dei nostri due protagonisti, di quella che ci viene raccontata nel terzo episodio di Nord Sud Ovest Est – La leggendaria storia degli 883. Per ora, senza dubbio, la puntata più divertente delle due stagioni. Ma d’altronde come avremmo mai potuto immaginare una trasposizione più fedele del videoclip e della storia di Rotta x casa di Dio. Cisco è sempre il solito Cisco che passa in bagno un’eternità, e Nemorino è l’amico che tutti noi abbiamo incontrato almeno una volta nella vita: completamente alieno al comune buon senso, disabituato alle norme sociali ma proprio per questo irrunciabile compagno di disavventure.


Si era detto otto e mezzo puntuali al bar
Però lo sapevamo già (scia la-la)
Che tra una cazzata e l’altra c’è Cisco che
Passa in bagno un’eternità (scia la-la)
Tutti in macchina la festa è lontana e poi
Là le tipe ci aspettano (scia la-la)

Nord Sud Ovest Est - La leggendaria storia degli 883 -
Nord Sud Ovest Est – La leggendaria storia degli 883 – Immagini concesse da Sky Italia

La festa di capodanno del 1993 verrà ricordata da Cecchetto (Roberto Zibetti) come la peggiore della sua vita professionale. Ci viene detto fin dall’incipit dell’episodio. Ma dobbiamo aspettare la fine del suddetto per capire come una chance mancata e una figura di m*rda madornale possano coincidere per Max e Mauro con la loro rinnovata ispirazione artistica. Fuori da ogni canone, estranei a ogni borioso decalogo di norme comportamentali, Max, Mauro, Cisco e Nemorino stanno involontariamente vivendo una delle notti più tragiche e magiche della loro vita. Tutto in quella serata va come non dovrebbe andare e proprio per questo va come dovrebbe andare.

La mappa che avrebbe dovuto portarli a quella festa di capodanno viene utilizzata come sottobicchiere da Nemorino. Decisamente l’ultima persona che avrebbe mai dovuto occuparsi della messa in sicurezza di una mappa. Ma è in quel varco creato dalla condensa fredda della birra ghiacciata sulla carta sgualcita – e ormai fradicia – della mappa, che si apre uno squarcio su un concatenarsi di eventi così folle da poter essere giustificato solo da una frattura dimensionale. Max lo aveva detto: questo è l’universo più folle, strano e originale di tutti.


In quella che diventa ben presto una rotta per casa di Dio, o come più semplicemente la indica Cisco: “No! Stiamo andando a fanculo!” , i quattro eroi di questa storia si scontrano con il fango, un ricco menù di cui potranno solo immaginare le prelibatezze e addirittura un gruppo di struzzi. Sì, STRUZZI a cui potranno rispondere solo con i botti precedentemente comprati scambiando la dignità di Mauro per uno sconto del 20%, con buona non-pace degli animalisti. Tre Camogli, molte più birre e il brindisi più accorato e che si sia mai visto in un Autogrill di provincia.

Ma se da una parte ci si dispiace per l’occasione mancata, per la Michela Rossini bidonata e per il seguito di sue modelle e attrici amiche pronte a buttarsi tra le braccia di Cisco e Nemorino, dall’altra invece basta incontrare lo sguardo di un fratello per capire che – in fondo, molto in fondo – quella serata avrebbe cambiato molto di più le sorti del duo pavese di qualsiasi altra festa scintillante dove avrebbero fatto da tappezzeria.

Se per alcuni scrittori è vero che per scrivere bisogna vivere, lo stesso vale anche per Max e Mauro. E non è, e non sarà mai, tintinnando calici e abbinando la cravatta alla pochette che scriveranno e ci doneranno l’immaginario in cui molti di noi si sono davvero riconosciuti.

Nord Sud Ovest Est
Credits: Sky

riconóscere v. tr. [lat. recognōscĕre, comp. di re– e cognōscĕre «conoscere»] (coniug. come conoscere). – 1. Accorgersi e rendersi conto, da qualche segno o indizio, che una persona o cosa si era già conosciuta, che è quella stessa che si era conosciuta precedentemente; o, più semplicem., rendersi conto dell’identità di una persona, di una cosa.

  • Treccani

Quella sera stessa Mauro, forse, si è per la prima volta riconosciuto. Nella ricerca del brivido perfetto, nel volersi attaccare a tutti i costi a quella maturità che tanto gli altri dicevano essere fondamentale per completare Nord Sud Ovest Est. Mauro comprende grazie a Max che maturi non bisogna esserlo per forza, se non lo si è ancora davvero. Ma è solo grazie a se stesso che comprende quello che – in fondo – è sempre stato il suo ruolo nel gruppo, che poi era sempre stato lo stesso: quello di difendere il talento del suo migliore amico.


Di capire che tutto è sempre iniziato da un brivido, da quell’elettrostaticità emotiva che fa alzare i peli delle braccia e che li aveva sempre condotti alla migliore versione di loro stessi. A quel primo disco che hanno sognato, ideato e creato insieme e a quello che adesso potrebbe essere un passo indietro necessario per proseguire il cammino insieme.

Come un lieve mal di testa che si fa più pressante e ottenebrante con il proseguire della giornata, Mauro ci mostra attraverso i suoi occhi le piccole crepe che cominciano a obnubilargli la vista. Da quella cena presa troppo seriamente in cui sua madre gli dice che dovrebbe rivolgersi a zia Claudia per migliorare le sue piroette, a quel folle capodanno in cui la ricerca di serietà in quel marasma di eventi casuali e folli sembra delineare una ricerca di chiarezza più interiore che di rispetto degli appuntamenti professionali.

Il countdown verso l’inizio della fine ha appena scavallato i primi numeri, il conto alla rovescia è lentamente cominciato e se da un lato ci siamo trovati di fronte a uno degli episodi più spassosi dell’intera serie, dall’altro il finale ci ha fatto venire i brividi come solo questa serie, in Italia, sa fare.


Claudia Balmamori