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È morta Kelly Preston: l’addio del marito John Travolta

Una delle più belle favole amorose di Hollywood si è conclusa ieri, in data 12 Luglio 2020: l’attrice Kelly Preston, moglie di John Travolta, ha perso la sua lunga battaglia contro il cancro.

La coppia era sposata ormai dal 1991, e già nel 2009 la famiglia aveva vissuto un forte trauma a causa della perdita del primogenito alla giovanissima età di 16 anni. Oggi è lo stesso John Travolta a comunicare pubblicamente, attraverso i suoi canali social, la tragica scomparsa di sua moglie, che ricordiamo anche per ruoli minori in alcune serie televisive oltre che alla rinomata carriera cinematografica.

Kelly Preston, infatti, oltre ai set cinematografici – tra cui ricordiamo Gli Esperti Americani, dove ha conosciuto lo stesso John Travolta e di cui ricordiamo l’iconica scena di ballo tra i due – ha avuto a che fare anche col mondo delle serie tv, collezionando presenze in CSI: Cyber, Medium e Joey (spin-off della serie Friends).

Di seguito il commovente post di John Travolta, a cui è seguito anche un omaggio pubblico di sua figlia:

È con il cuore a pezzi che vi informo che la mia bellissima moglie Kelly ha perso la sua battaglia da ormai due anni col cancro al seno. Ha combattuto con coraggio, circondata dall’amore e dal supporto di molti. Io e la mia famiglia saremo per sempre grati ai suoi medici e alle sue infermiere del MD Anderson Cancer Center, a tutti i centri medici che hanno contribuito, così come ai tanti amici e cari che sono stati al suo fianco.
L’amore e la vita di Kelly saranno ricordati per sempre.
Mi prenderò del tempo per essere accanto ai miei figli, che hanno perso la loro madre, per questo vi chiedo di perdonarmi in anticipo se non ci sentirete per un po’. Ma sappiate che sentirò il vostro amore nelle settimane e nei mesi a venire mentre cercheremo di guarire.
Con tutto l’amore,
JT

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Written by Vincenzo Bellopede

Vincenzo, studente di psicologia.
Cresciuto a pane e Sartre, accompagnando con sbornie da prelibato nettare di Lynch.
Come disse il primo, gli oggetti sono cose che non dovrebbero commuovere in quanto non vive. Eppure lo fanno.
Se anche le parole riescono in questo, l'obiettivo di chi scrive è stato orgogliosamente raggiunto.

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