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7 Serie Tv che purtroppo si nascondono fin troppo bene nel catalogo di Netflix

Le serie tv da vedere su Netflix sono sempre tante, troppe. E Netflix, o meglio il suo algoritmo, ci nasconde qualcosa. Complotto? No, certamente no. Anche se l’idea, forse, qualche volta ci potrebbe essere venuta in mente. Aprendo il più famoso dei servizi di streaming abbiamo un’ampia scelta giornaliera che ci viene proposta secondo i nostri gusti. L’impressione, ogni tanto, è che siano sempre le stesse cose, senza contare quelle che sono in tendenza, chiaramente. Eppure Netflix è una miniera d’oro. Un pozzo senza fondo. Ce n’è davvero per tutti i gusti. Basta saper cercare. E per venirvi in aiuto abbiamo pensato di selezionare per voi sette serie che si nascondono molto bene nel catalogo Netflix.
Sette serie poco conosciute che però hanno davvero un gran potenziale e che meriterebbero molto di più, almeno qui in Italia. Sette serie, non certo dei capolavori, d’accordo, che sapranno farvi passare parecchie ore liete.

1) Marcella

Marcella 640×360

Marcella è una serie noir inglese creata, scritta e prodotta da Hans Rosenfeldt, già creatore della serie The Bridge. Divisa in tre stagione, ciascuna composta da otto puntate, la serie è andata in onda tra il 2016 e il 2021 su ITV, in Gran Bretagna, e su Netflix nel resto del mondo.
Marcella è il nome della protagonista, interpretata da Anna Friel (Pushing Daisies). È una detective della polizia metropolitana londinese che torna al suo lavoro riprendendo in mano un caso di undici anni prima riguardante la caccia a un serial killer apparentemente tornato in attività. Il marito, interpretato da Nicholas Pinnock (For Life e Top Boy), non è d’accordo e decide di lasciarla allontanando da lei anche i due figli. Marcella soffre di un disturbo mentale che, nel corso della serie, viene utilizzato dal marito come scusa per ottenere l’affidamento dei figli.

Marcella è un inconsueto crime che mischia in maniera molto attenta il poliziesco britannico con le atmosfere cupe del dramma scandinavo. La precisa scrittura di Hans Rosenfeldt caratterizza la protagonista che, nel corso delle ventiquattro puntate, riesce a non apparire mai noiosa né ripetitiva. Il personaggio viene approfondito con calma, senza scossoni, evidenziando anche le difficoltà di una donna alle prese con il portare avanti la carriera e al tempo stesso ricrearsi una vita privata dopo l’abbandono del marito. Accanto alla storia persona della protagonista quella investigativa risulta avvincente anche se in certi momenti appare un po’ macchinosa.
Marcella, attualmente presente nel catalogo Netflix, è una serie per gli amanti del crime che ha ricevuto da parte degli addetti ai lavori e del pubblico recensioni più che positive.

2) Trapped, una delle serie tv da vedere su Netflix con le recensioni migliori

Trapped 640×360

Sulla pagina di IMDb questa serie islandese ha totalizzato un numero di recensioni positive altissimo. E meritatissimo. Se siete amanti delle atmosfere nordiche e del giallo Trapped è la serie che fa per voi.
Creata da Sigurjón Kjartansson, già ideatore dell’affascinante Katla, in coppia con Clive Bradley (City of Vice) la serie è stata la produzione più costosa di tutti i tempi in Islanda e la prima puntata, andata in onda nel 2015, ha totalizzato uno share del 90%. Un vero e proprio successo confermato da percentuali altrettanto alte nel corso di tutte e tre le stagioni finora andate in onda per un totale di 28 episodi.

Che Trapped sia qualcosa di molto interessante è evidente già dalla sigla di apertura della prima stagione. Le immagini sono un sapiente miscuglio di dettagli anatomici di un corpo umano pronto per l’autopsia e duri e freddi paesaggi dell’Islanda accompagnati da una struggente colonna sonora composta dal compianto Jóhann Jóhannsson, unico islandese a vincere, finora, un Golden Globe con Arrival (e pure candidato a due premi Oscar per le musiche di Sicario e La teoria del tutto). Una sigla degna di una serie della HBO e di fatti si vocifera l’interessamento del canale alla produzione di un remake tutto americano.
La serie, di fatto, non introduce nuovi dettagli al genere crime: un poliziotto tormentato, un crimine agghiacciante, un rapporto di coppia da ricostruire. Ciò che la rende unico nel panorama seriale è certamente il paese d’ambientazione. Il fatto che l’Islanda sia un’isola, con tutte le complessità che ne derivano, dona alla serie un senso di claustrofobia che stringe alla gola. I paesaggi, meravigliosi e inquietanti al tempo stesso, ci ricordano a ogni inquadratura che lì la natura è padrona implacabile e l’uomo costretto a sottomettersi per cercare di poter sopravvivere.

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