ATTENZIONE: l’articolo contiene spoiler sulla seconda stagione di MobLand!!
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Dicci cosa ti piace e ti consigliamo noi →Gli Harrigan non sono mai stati tanto incasinati. E ad ammetterlo è Harry Da Souza, uno che i casini della famiglia li conosce piuttosto bene. E non perché un commando armato si sia presentato davanti alle loro abitazioni a far fuoco e prendere in ostaggio i membri della famiglia. Quello, per quanto sgradevole, fa parte del gioco di MobLand. Il vero problema degli Harrigan è che c’è una cosa che è venuta meno, rischiando di affossare l’impalcatura su cui si regge la famiglia: la fiducia. Non esiste più un clan che si muove sulla stessa linea, ma esistono membri diversi di una famiglia sull’orlo del collasso. La prima stagione di MobLand ha mostrato le crepe, la seconda ci si sta infilando dentro, facendo traballare le assi su cui il clan si è sempre retto.
Il cliffhanger dello scorso episodio ha dato il via alla battaglia. Il Bang! di Frankie Cooper è risuonato forte e chiaro dentro le roccaforti degli Harrigan. All’inizio di MobLand 2×03 Harry fa la conta dei danni. Qualcuno ha penetrato le difese erette a protezione della famiglia, ma non ha colpito a caso. La scelta degli obiettivi chiarisce subito che a orchestrare tutto il pandemonio deve essere stato qualcuno che conosce molto bene le increspature interne del clan. Qualcuno che ha annusato l’atmosfera gelida di casa Harrigan e che sa dove insinuarsi per fare male sul serio. Noi sappiamo che il grande regista dietro lo sconquasso dei primi episodi di MobLand è Colin Tattersall, che sta muovendo i suoi fili per conto della temibile Kat McAllister.
Ma Harry, Kevin e i loro uomini ancora non ne hanno idea. Almeno non per il momento.

Kevin è furibondo. Dopo un minutaggio piuttosto risicato nei primi due episodi, Paddy Considine è finalmente tornato a recitare un ruolo più centrale. E, quando hanno spazio per farlo, gli attori di MobLand recitano veramente alla grande. Kevin e Harry valutano le prossime mosse, uno accecato dalla rabbia, l’altro come sempre più controllato e pragmatico. Frankie Cooper ha richiesto agli Harrigan un incontro, contando sulla presenza di Kevin, Harry e Conrad. Un terzetto incendiario, considerando i rapporti tesi tra padre e figlio. Frankie lo sa e prova a giocare proprio su quello. Ma Harry e Kevin riescono a evitare che Conrad partecipi all’incontro, convincendoli a restare defilato in questa prima fase.
In gioco c’è la vita di Bella e fallire nelle manovre “diplomatiche” con il suo rapitore potrebbe costarle caro. MobLand 2×03 è un episodio apparecchiato su un tavolo, letteralmente. È attorno al tavolo tra gli Harrigan e Frankie Cooper che gravita tutta la tensione narrativa di questa puntata. Si tratta di giochi di potere, inganni, tranelli e sotterfugi, in perfetto stile MobLand. I manovratori sono gli stessi. Harry e Kevin fanno fronte comune per salvare Bella, Seraphina si infila nell’incontro per restare centrale negli affari degli Harrigan, Conrad cammina su una corda tesa tra una leadership morente e la totale follia. E Maeve manovra dietro le quinte con il suo solito machiavellico cinismo (è una Targaryen per caso?).
Halen Mirren dà un’ulteriore prova di tutto il suo ammaliante talento.
L’attrice interpreta un personaggio manipolatorio e torbido. Maeve è una donna senza scrupoli, assetata di potere, mossa da istinti di sopraffazione e abituata a calcare le zone d’ombra del potere come nessun altro. Maeve sa bene che la leadership di Conrad è in pericolo. Lei e il marito rappresentano la vecchia guardia, quella che i giovani vorrebbero spodestare. C’è solo un problema: nessuno dei due è disposto a cedere il potere. Nel mirino di Maeve c’è innanzitutto Seraphina, la figlia illegittima di Conrad con cui, come abbiamo visto nella prima stagione di MobLand, la donna non va proprio d’accordo. Maeve aveva provato ad avvelenarla nella cena di “pacificazione” alla fine della scorsa puntata. Solo che poi qualcuno aveva avvisato Seraphina del pericolo ed è successo tutto quello che è successo.
Ma gli occhi della vecchia matriarca sono puntati tutti su di lei. In MobLand 2×03 la sua arte manipolatoria le serve a estorcere informazioni a Conrad. Maeve sente che suo marito la tiene all’oscuro di alcune faccende e Maeve odia essere messa in disparte. I personaggi di MobLand sono per Maeve tutte pedine da muovere per orientare i suoi perversi desideri nella giusta direzione. È quello quello che fa con Eddie sin dal primo episodio di MobLand. Il ragazzo subisce le pressioni della donna che credeva fosse sua nonna e che invece non lo è. In MobLand 2×03 c’è una scena piuttosto disturbante in cui lei gli si stende accanto fino quasi a toccarlo. La faccia pietrificata di Eddie riassume bene la reazione di ciascuno di noi di fronte alle sadiche avances della donna.
Come sempre il personaggio di Maeve si muove nell’ombra. Sembra che le sue mosse siano slegate dal contesto e marginali nella trama. In realtà, sappiamo fin troppo bene quanto non sia così.
Al tavolo con Frankie Cooper lei ovviamente non c’è e non è andato neppure Conrad. Così il nuovo villain della seconda stagione ha potuto fare la sua proposta: entrare nell’impero morente degli Harrigan e resuscitarlo. Frankie ha già in mente le ricette giuste per rimettere in piedi gli affari della famiglia. Traffici e distribuzione di droga, filiera estorsiva, comunicazione con l’esterno, gestione delle influenze e tutto il resto verrebbe riorganizzato e potenziato, consentendo agli Harrigan di riappropriarsi di quel potere che si sta via via sgretolando. Frankie si occuperebbe di tutto e darebbe a Kevin e Seraphina il loro legittimo spazio di manovra. Conrad invece è la mela marcia che andrebbe eliminata.
È questa la condizione di Frankie Cooper, che presenta con un misto di incoscienza e spavalderia alla controparte. Le parole di Frankie si insinuano nelle crepe della famiglia facendo il loro corso. Seraphina è il membro più spregiudicato del clan, quella che venderebbe senza troppe storie la testa di suo padre per il pezzo più grande della torta. Creare ulteriore tensione nei rapporti tra gli Harrigan è l’obiettivo di Frankie Cooper e di Colin Tattersall. MobLand ha un nuovo villain ed è un personaggio sufficientemente folle per avere un ruolo in questa serie.
Spavaldo, sopra le righe, sfrontato e dallo stile “interessante”, Frankie è un antagonista completamente diverso da Ritchie Stevenson.
Non è un boss criminale, ma un mercenario che si vende al miglior offerente. È bravo a far piazza pulita dei nemici e, rispetto a Ritchie, non ha un impero da perdere. L’ingresso di Johnny Flynn alza ancor di più il livello del cast di questa serie. Che, come dicevamo, ha a disposizione degli interpreti che quando salgono in cattedra fanno un lavoro magnifico. MobLand 2×03 è un episodio carico di dialoghi, scambi e azione. Magari qualcuno, dopo l’episodio della settimana scorsa, si aspettava sparatorie, morti violente, esplosioni. Questa puntata invece non ha quasi nulla di tutto ciò, eppure riesce a essere comunque carica di adrenalina e suspense. È come se tutte le pedine fossero poste su una scacchiera e il modo in cui si incastreranno tra loro determinerà da quale parte penderà la bilancia del potere.
Stavolta gli Harrigan devono combattere contro una minaccia molto più subdola e pericolosa delle altre. Mentre Ritchie Stevenson era il nemico contro il quale far fronte comune per non soccombere, la seconda stagione di MobLand ha un’infinità di fattori da considerare. Rivalità, gelosie, sete di potere, ambizioni personali e desideri di rivalsa stanno logorando dall’interno una famiglia già piuttosto complicata. Il ruolo di Harry, in questo contesto così sfaccettato è ancora più decisivo che in passato. Il personaggio di Tom Hardy non ha ambizioni personali da realizzare. Non è mosso da desiderio di potere. Tutto ciò che fa lo fa per mantenere l’unità della famiglia e assolvere ai propri compiti. Là dove prevalgono divisioni personali, interessi convergenti e modi di fare diametralmente opposti, l’unico elemento di equilibrio è proprio Harry, come ha capito fin troppo bene Colin Tattersall.
È per questo che è ancora più in pericolo che in passato. Sono in troppi a vederlo come un ostacolo, sia tra i nemici che vogliono spazzar via l’impero degli Harrigan, sia fra i membri stessi della famiglia.
Un altro punto importante di questa MobLand 2×03 riguarda il personaggio di Jan. La moglie (quasi ex moglie) di Harry è stata adescata da Donnie, che l’ha ributtata ancora una volta nei casini degli Harrigan. Jan è stata, e continua a essere, una vittima collaterale della spirale oscura in cui è invischiata la famiglia. Il suo livello di sopportazione si è abbassato e l’essere trattata ancora una volta come una pedina da manovrare potrebbe farla arrabbiare, stavolta sul serio. La seconda stagione di MobLand è ancora tutta da scrivere e non esistono episodi “tranquilli” in uno show come questo. La conclusione della puntata di questa settimana è un altro colpo di scena che getta ulteriore benzina sul fuoco e chiede ai suoi personaggi di arrivare al limite per superarlo.
I finali delle puntate di MobLand sono in perfetto stile Guy Ritchie, anche se non è stato lui a scriverli. Tensione, plot twist, criminali sui generis e chiusure a effetto fanno parte della sua “poetica” e questa serie si serve del suo stile per impreziosire il materiale drammatico che vuole sviluppare. Materiale che per ora è piuttosto esplosivo, ma che dovrà trovare una sua coerenza nel corso della stagione.










