Attenzione: l’articolo contiene spoiler sulla terza puntata della seconda stagione di MobLand.
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Dicci cosa ti piace e ti consigliamo noi →Benvenuti a un nuovo appuntamento con le pagelle di MobLand, il sequel contemporaneo di House of the Dragon di cui non sapevamo d’aver bisogno.
In questa puntata:
- “Faccia da rettiliano” è, tecnicamente, un insulto condannabile dalla legge?
- Qualunque cosa dica Maeve Harrigan è, tecnicamente, un insulto condannabile dalla legge?
- 5.000 ottimi motivi all’ora per non tirar su oltremisura il livello della conversazione coi coniugi Harrigan.
Vabbè, iniziamo dai: Hall of Series seguirà questa stagione di MobLand attraverso le pagelle settimanali e ci sarà un bel po’ da dire. Parecchio da dire.
Che macello la famiglia Harrigan, e con ogni probabilità sarà sempre peggio: spero di non ritrovarmi mai a un loro pranzo di Natale.
Ok, ora possiamo iniziare sul serio.
Le Pagelle di MobLand 2×03
Harry Da Souza

- Voto: 8.
Ormai ho capito che potrei riassumere ogni sua pagella con la parola “LinkedIn”, ma mi spingerò oltre: l’aggiustatutto, ormai divenuto protagonista assoluto e inconsapevole di un sadico remake dell'”Uccisione di Enrico IV“, è trascinato verso la rovina su ogni fronte, ma mantiene un controllo davvero invidiabile.
In compenso, però, potrebbe esibire sulle piattaforme social quella faccia un po’ così che convincerebbe tutti ad assumerlo nel tempo di una colazione.
Pensaci, sei ancora in tempo. Ma occhio al TFR: le tasse da pagare sono salatissime da quelle parti. E potrebbero costare qualcosa tipo la vita.
Conrad Harrigan

- Voto: 8.
Convinto dalla strategia difensiva della bella avvocata per via del vizio più scontato in cui uno come Conrad possa cadere, diventa poi protagonista di una tenera fiaba e fa la cosa più saggia che abbia fatto finora nelle due stagioni di MobLand: niente. Non fare niente. Ma proprio niente.
Non presentarsi, non esserci. Non combinare un macello un attimo dopo aver aperto bocca.
Gli chiederei di continuare così, ma poi che gusto ci sarebbe a guardare questa serie?
Maeve Harrigan

- Voto: 3.
Celebra l’odierna Festa dei Nonni con un delizioso flirt inquietante col suo povero nipotino, così definibile in questo caso specifico anche se è un fetentone patentato. Dopo essersi assicurata che l’odiata Gina non varcasse la porta dell’elegante loft in cui ha piazzato il suddetto nipotino, la becca lì dieci minuti dopo nel bel mezzo di un festino pieno di sesso, droga e traumi irrisolvibili: la sua reazione, piuttosto composta per i suoi standard, non porta ad alcun avvelenamento.
È pur sempre la Festa dei Nonni, dai. Anche se quello non sarebbe in realtà suo nipote, ma lasciamo perdere.
Kevin Harrigan

- Voto: 7.
Dopo aver ribattezzato suo padre con la massima stima e un immutato affetto, rivolge a Frankie uno degli insulti meno crime che abbia mai sentito, ma che in compenso avrei messo in bocca volentieri al fu Viserys Targaryen: “Faccia da rettiliano”.
Un vero gangster, e i rettiliani muti… che poi, se ci pensate, i draghi sarebbero tecnicamente dei rettili, quindi questo potrebbe smentire l’ipotesi secondo cui gli Harrigan sarebbero i veri discendenti dei Targaryen? Chissà.
Seraphina Harrigan

- Voto: 7.
Tenuta ai margini dell’azione della sua famiglia, esce sempre dalla porta e rientra dalla finestra: Maeve continua a tenere in fresco il dessert all’antigelo, ma per il momento sembra galleggiare piuttosto bene nel bel mezzo di una tempesta epocale.
Bella Harrigan

- Voto: 7.
Da femme fatale alla Irene Adler a polizza assicurativa, passando per alcune decine di passaggi non proprio fluidi nella sua vita: a occhio, continua a non passarsela benissimo.
Jan Da Souza

- Voto: 6.
Dopo aver deciso saggiamente di separarsi dal marito, le avrei consigliato di prendersi una pausa di riflessione ed evitare gli uomini per qualche tempo: lei, invece, si butta tra le braccia di un uomo con cui ha iniziato a flirtare nel tempo di un CID.
Jan, insomma, ha abbracciato il caos: nell’immediato, quantomeno, ne trarrà alcuni piacevoli benefit.
Donnie

- Voto: 3.
Il nuovo capitolo del “manuale del malessere” porta il soggetto a sedurre la vittima ignara con un’abile combinazione di sorrisi ammalianti e un sottotesto da “gym boy”: per farla capitolare una volta per tutte, invece, opta per una frase dotta che gli conferisce un’irresistibile aura da letterato.
Potrebbe averla richiesta a una IA oppure potrebbe aver letto e persino studiato nella vita: il risultato, in ogni caso, non cambia.
Kat McAllister

- Voto: 8.
È talmente potente da non aver manco bisogno di presentarsi in questa puntata di MobLand per dominare la scena.
Colin Tattersall

- Voto: 6.
Assente in questa puntata, non escludo che possa aver disertato per farsi visitare da un podologo: con gli Harrigan non si scherza, ma con le micosi nemmeno.
Eddie Harrigan

- Voto: 7.5.
Accumula traumi per decine d’anni nel tempo di una chiacchierata a letto con sua nonna, desiderando successivamente un trasloco ad alcune migliaia di chilometri da quel delizioso loft: se per caso dovesse servirgli uno bravo, potremmo presentargli quello che segue il bambino di From. E poi, sai: quell’idea dell’Irlanda potrebbe non essere poi così male.
Gina Da Souza

- Voto: 5.
Figlia di una famiglia a dir poco disfunzionale, si unisce a un gigantesco malessere traumatizzato dalla “nonna”, dimostrando di essere a sua volta un notevole malessere.
Dai, l’avete capito: da queste parti non sta davvero bene nessuno. E i virus fioccano come la neve.
La “neve”.
Paul

- Voto: 5.
Non ne sono certo, ma mi sa che si è pentito di aver trovato un lavoro al nipotino: credo, almeno.
Fergus
- Voto: 7.
Ah ok: si è dimesso sul serio dalla vita. Manco il tempo di trovare una foto per queste pagelle di MobLand.
Frankie

- Voto: 8.
Si presenta con un monopattino sfiammante che di fiamme ne provoca fin troppe, racconta la fiaba del Re Conrad con notevoli abilità di storytelling e poi propone un raffinato business plan criminale che tutti avrebbero accettato, se non fosse per la clausola vincolante legata alla liquidazione dei due capifamiglia.
Fargo, a quanto pare, continua a essere qui tra noi.







