ATTENZIONE: l’articolo contiene spoiler sul debutto di MobLand 2!!
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Dicci cosa ti piace e ti consigliamo noi →Per chi fosse già in astinenza da The Gentlemen, niente paura: MobLand è appena tornata. La serie tv di Paramount+, una tra quelle con il cast più stellare di tutta la piattaforma, porta in qualche modo la firma di Guy Ritchie, anche se non è lui lo showrunner principale. MobLand è stata scritta da Ronan Bennett insieme a Jez Butterworth, mentre Ritchie figura solo tra i produttori esecutivi. Però lo show si serve della sua firma e del suo stile visivo, che sono ben riconoscibili all’interno della serie. Le atmosfere da gangster movie londinese, l’umorismo nero che pervade tutta l’opera, boss criminali un po’ sopra le righe, la colonna sonora e la regia generale ricordano molto i prodotti di Guy Ritchie, anche se la storia degli Harrigan è stata scritta da altri.
La prima stagione di MobLand è stata un grande successo. Era ovvio che uno show con protagonisti Tom Hardy, Pierce Brosnan, Helen Mirren, Paddy Considine, Janet McTeer e Toby Jones attirasse l’attenzione del pubblico. Ma la trama della serie, le dinamiche politiche, la costruzione dei personaggi e il tono generale hanno retto perfettamente le aspettative, facendo di MobLand uno dei prodotti più interessanti del genere. La prima stagione è stata folle. Caotica, fuori dagli schemi, eccessiva, adrenalinica, piena di sparatorie, morti, autobombe, esplosioni, tradimenti, crisi familiari e tanto altro. Ma guai a liquidarla solo come una buona serie d’azione e di intrattenimento. MobLand ha trovato anche il tempo di costruire personaggi contorti, complessi, complicati e assurdi.
Ha saputo scavare nella loro psicologia per individuare l’origine dei loro traumi e dei loro tic nervosi. Si è intrufolata nelle dinamiche incomprensibili di una famiglia più che disfunzionale e ne ha ricavato un’immagine a volte grottesca, ma molto profonda.
Da questi presupposti parte la seconda stagione, appena approdata su Paramount+. Tutta l’operazione di set-up dei primi episodi non è più necessaria. Sappiamo fin troppo bene chi sono gli Harrigan – se non lo sapete, cercatelo su Google – e siamo già spaventati per tutto ciò che potranno fare in questo nuovo capitolo di episodi. MobLand 2 non poteva che aprirsi con una corsa. La serie scalpita sin dalle primissime battute. Non cincischia, va veloce, punta dritta all’azione e non le manda a dire. La nuova stagione si apre in un cinodromo, dove Conrad e Maeve si recano per chiudere un accordo piuttosto semplice. I cani corrono sotto il loro sguardo, gli scommettitori puntano i loro bigliettoni, ma la gara è truccata.
L’esito della corsa diventa però irrilevante, perché è all’interno del cinodromo che succede il putiferio. Gakbu, un narcotrafficante turco in affari con gli Harrigan, ha concluso un importante accordo con la famiglia, ma per finalizzarlo, invece di presentarsi all’appuntamento con Conrad, ha chiamato suo figlio Kevin. È Luka, suo fratello, a presentarsi davanti a Conrad e Maeve, scavalcando di fatto il boss. Che infatti non la prende bene. Al cinodromo va di scena un vero e proprio massacro, con i due anziani che fanno una strage di turchi. MobLand 2 parte dunque così, con le pistole fumanti e un sacco di sangue da ripulire.
A farlo ci pensa sempre lui, Harry Da Souza, il mastino più fidato della famiglia Harrigan.
La vita privata di questa personaggio è deflagrata. Gina è scappata di casa – e, cosa ancora più grave, si è messa in affari con Eddie Harrigan -, mentre sua moglie Jan, dopo una vita passata al suo fianco, si è stancata e lo ha piantato in asso. Harry si ritrova così con una sola famiglia alla quale badare, quella degli Harrington, per la quale ha giurato di esserci sempre e di ripulire ogni casino. Il personaggio di Tom Hardy attraversa quindi una fase di profonda crisi personale. “Sono stressato“, ammette anche lui. E la quantità di pressione che si deposita ogni volta sulle sue spalle è tale da spingerci a credere che, presto o tardi, arriverà al punto di rottura.
Naturalmente la seconda stagione di MobLand utilizzerà la crisi personale di Harry per intaccare il suo già precario ruolo all’interno della faida di famiglia. La situazione tra Conrad e Kevin, dopo lo sconquasso della passata stagione, non è affatto risolta. Anzi, si sta esasperando ogni giorno di più. Se ne sono accorti tutti, compresi i nemici, che infatti tentano di approfittarne per dividere il clan e spazzarlo via più facilmente. Gabku aveva fiutato la mancanza di unità all’interno della famiglia Harrigan e ha tentato di approfittarne, per indebolirla ulteriormente. Come Harry vede con grande chiarezza, le cose si mettono molto male per il clan (siamo circondati da squali pronti ad attaccare).
Uno dei temi di questa seconda stagione di MobLand sarà il cambio della vecchia guardia.
Conrad e Maeve rappresentano un modo diverso di fare gli affari, più vecchio stile, impulsivo e cinico. Una gestione più di pancia che di nervi, condizionata da rancori e risentimenti vecchi. Kevin, Seraphina e lo stesso Eddie rappresentano invece un nuovo approccio al crimine organizzato e agli affari di famiglia. Questa spaccatura era ravvisabile già nella prima stagione, ma ora porterà ad attriti ancora più pesanti tra le varie fazioni. Seraphina, la figlia illegittima di Conrad, si è ormai messa in proprio e sta cercando di scalzare suo padre. Per lei è necessario che Conrad si faccia da parte e, per ottenere lo scettro che desidera, prova a stringere un’alleanza segreta con uno dei personaggi più pericolosi della serie: Kat McAllister.
La donna, che abbiamo avuto già modo di conoscere in tutta la sua perfida vocazione criminale nella prima stagione, ha ai propri comandi un vero e proprio impero. La sua influenza si estende nella sfera pubblica così come nel mondo criminale. È lei la padrona incontrastata della mob-land, la terra di mezzo. Si muove con arguzia e circospezione tra luci e ombre, calcando i palcoscenici politici e dando ordini ai suoi sicari criminali. Kat McAllister è appena stata nominata ambasciatrice degli Stati Uniti presso Sua Maestà e la sua sfera di influenza si estende praticamente ovunque. È forse l’unico personaggio che Harry teme sul serio. E ha messo proprio lui nel mirino.
L’obiettivo di Kat è infatti quello di eliminare gli Harrigan e la vecchia guardia. Compreso Harry, che ha già capito che c’era proprio lei a reggere i fili dell’operazione di Gabku e dei turchi.
E in quest’ottica, l’alleanza segreta con Seraphina potrebbe giocare a suo favore. Ma Kat è scaltra, intelligente, distaccata, e sa benissimo di non potersi legare a un solo personaggio, ma di dover avere campo libero su più fronti. A proporsi a lei è Colin Tattersall, il vecchio agente in pensione che abbiamo conosciuto nella parte finale di MobLand 1. Tattersall suggerisce a Kat McAllister di affidarsi a un Paladino per eliminare gli Harrigan. Uno che, in pratica, faccia il lavoro sporco e scoperchi l’impero del clan attaccandolo dall’esterno e minandolo dall’interno.
Nel finale di MobLand 2×01 compare il personaggio di Frankie, interpretato da Johnny Flynn. Per Tattersall è lui il Paladino da mettere al servizio di Kat McAllister per annullare il potere di Conrad Harrigan e della sua famiglia. A quali conseguenze porterà questa scelta – e il rapporto segreto tra Kat e Seraphina – lo scopriremo nel corso dei prossimi episodi. MobLand 2×01 getta solo i presupposti per una nuova stagione che, a quanto ci sembra di capire, sarà ancora più folle, intricata, elettrizzante e palpitante della prima. Intanto, abbiamo già pronte le Pagelle del primo episodio!










